Cronaca

"La Marina occasione di sviluppo e prestigio per Brindisi"

Intervista al contrammiraglio Salvatore Vitiello sulle attività della base del Seno di Ponente e sulle prospettive della Stazione navale, in cui operano 1800 uomini e donne, militari e civili

La cronaca recente ci consegna la notizia dell’incontro trilaterale tra Renzi, la Merkel e Hollande per decidere del futuro dell’Europa, dei temi dell’immigrazione e terrorismo, che si è svolto a bordo della portaelicotteri Giuseppe Garibaldi della nostra Marina Militare. Nave Garibaldi appartiene insieme alle tre unità anfibie San Marco, San Giorgio e San Giusto, al gruppo di unità navali della Terza Divisione Navale della nostra Marina la cui sede è stata assegnata, nel settembre del 2014 alla nostra città. Si tratta appunto della terza base navale dopo quella di Taranto e La Spezia ed è il segnale evidente di quanto la Marina Militare Italiana abbia puntato su Brindisi consentendo, con questa dislocazione, di dare nuova linfa al personale civile dell’ex Arsenale, confluito, alle dipendenze della Stazione navale.

Il contrammiraglio Salvatore Vitiello-2

Dal 15 febbraio di quest’anno la Terza Divisione Navale ha un nuovo comandante. Si tratta del contrammiraglio Salvatore Vitiello, classe 1962, nativo dell’Isola d’Elba. Professionista al servizio della Marina che ha preso a cuore il suo nuovo incarico già dai primi giorni del suo insediamento. Lo si intuisce passeggiando con lui nella base navale. Vitiello non è un ammiraglio “da scrivania”, per questa intervista ha voluto indossare la tenuta operativa, quasi a voler sottolineare la sua voglia di fare tanto e sempre di più. In poco tempo, dal suo insediamento, ha già dato segnali di cambiamento importanti. Durante le attività quotidiane riesce sempre a trovare il tempo per verificare e dare indicazioni al personale per ripristinare tutto ciò che nel tempo ha evidenziato segnali di degrado.

Una su tutte: il cancello che dalla porta Thaon de Revel, zona Sciabiche, conduce dentro l’arsenale, presentava i segni del tempo, “Non un bel biglietto da visita” dice Vitiello. I lavori di ripristino sono stati portati a termine nel giro di pochi giorni e il risultato è ora ben visibile. Accanto al cancello l’Ammiraglio ha notato anche un bassorilievo in evidente stato di degrado, che racconta la leggenda che lega Poseidone ai delfini. Anche questo sarà riportato a nuovo splendore. Piccoli dettagli ma importanti che restituiscono un aspetto dignitoso alla “base” che rappresenta anche un pezzo di storia della città. Vitiello crede molto nel suo lavoro improntato principalmente sul rapporto umano con gli uomini e le donne che da lui dipendono e ai quali non fa mancare una stretta di mano, un sorriso, una battuta, un incoraggiamento.

Cancello Stazione navale Brindisi-2

L’importanza strategica della base navale di Brindisi, dunque, è stata rafforzata proprio con la presenza della Terza Divisione navale. “ Il nuovo assetto della Stazionale navale di Brindisi – ci racconta l’ammiraglio – consentirà di rilanciare lo sviluppo socio economico della città. Disponiamo dallo scorso mese di marzo di un bacino di carenaggio che consente di effettuare lavori su unità militari come avviene in questi giorni su nave Ponza, ma anche su imbarcazioni civili fino ad ora impossibilitate a svolgere lavori di carenamento in loco. Un’occasione irripetibile per rilanciare la base navale e per un rinnovato sviluppo del settore cantieristico brindisino”.

Non bisogna dimenticare poi l’importanza rivestita dalle navi anfibie in moltissime operazioni anche nel recente passato. Nel febbraio 2011 le due navi San Giorgio e San Marco, salpando da Brindisi, furono le unità di supporto per la copertura di un rimpatrio di emergenza di tanti italiani ma non solo, presenti in Libia, sotto la minaccia del regime del colonnello Gheddafi. Nel 2014 Nave San Giorgio fu approntata in pochissime ore per intervenire nel canale d’Otranto in soccorso al traghetto Norman Atlantic avvolto dalle fiamme divampate a bordo. Nonostante le proibitive condizioni meteomarine, furono tratte in salvo 427 persone la maggior parte delle quali proprio grazie agli elicotteri della Marina decollati dal ponte della San Giorgio, sede in questa occasione, del comando, coordinamento e controllo dell’attività. Encomiabile il lavoro degli equipaggi successivamente riconosciuto con medaglie al valore e al merito di marina.

Bassorilievo-2

Tornando alla storia recente la Terza Divisione Navale dal 12 marzo 2015 al 18 giugno di quest’anno, è stato il primo centro di comando di “Mare sicuro”, il dispositivo di sorveglianza e protezione degli interessi nel Mediterraneo Centrale.  Nell’ultima fase dell’operazione da febbraio a giugno, al comando del dispositivo c’era l’ammiraglio Vitiello.  “Eravamo in zona in missione di sorveglianza - ci racconta - per curare gli interessi nazionali e per garantire la sicurezza ai pescherecci della flotta di Mazara del Vallo. Il 25 maggio fu lanciato un Sos da un barcone carico di migranti che si rovesciò con tutto il suo carico umano, oltre 500 persone. In quel momento abbiamo obbedito al primo comandamento secondo il quale chiunque vada per mare e si trova in situazioni di bisogno e difficoltà, deve essere soccorso.”

Un episodio che a livello umano ha segnato profondamente Vitiello, basta guardare i suoi occhi lucidi mentre racconta di ragazzi giovanissimi imbarcati su quel barcone di fortuna che avevano attraversato anche il deserto pur di raggiungere una meta più sicura. “Mi ha colpito – conclude – il lavoro svolto da tutto l’equipaggio, nessuno si è risparmiato per tentare di salvare quante più vite possibili, rimane il rammarico di non essere riusciti a salvarli tutti, abbiamo recuperato oltre 500 migranti ma purtroppo anche quattro cadaveri”. In questi quattro mesi gli equipaggi composti dai militari della squadra navale, della Brigata Marina San Marco, delle Forze Aeree e degli Incursori hanno operato non solo per tutelare gli interessi della Nazione, ma anche salvando oltre 14.000 naufraghi.

Nave San Giorgio 2-2

Inoltre, lo scorso mese di giugno dalla base navale di Brindisi, è partita la fregata Libeccio per partecipare insieme alle marine di Albania, Croazia, Grecia, Montenegro e Slovenia all’iniziativa Adrion 2016 volta ad incrementare la cooperazione marittima nell’area adriatico-ionica. Un altro segnale del ruolo strategico rivestito dal porto di Brindisi, oggi come in passato. Infine dal 17 agosto di quest’anno, gli equipaggi delle due unità San Marco e San Giorgio contribuiscono con i propri organici, insieme alle altre forze dell’ordine, al pattugliamento dello scalo di Costa Morena – Punta delle Terrare, dopo l’aumento del rischio terrorismo.

La Marina Militare Italiana risente, come molti ambiti, delle ristrettezze economiche, vive un momento importante con il riammodernamento di parte della flotta, l’aumento delle responsabilità e l’emergenza in Libia e lo scenario della Siria oltre all’emergenza migranti che sempre più spesso chiama gli uomini e le donne della Marina ad intervenire. Brindisi, la sua stazione navale con 1800 uomini e donne, militari e civili, rappresentano oggi più che mai un importante punto di riferimento per molte di queste attività. La base navale di Brindisi è la più importante dell’Adriatico e la presenza della Terza Divisione Navale, rappresenta una buona occasione di sviluppo e di rilancio dell’intera città.

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