Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Altro ultimatum alla Nubile: "Pagare gli stipendi entro 15 giorni"

Quindici giorni per saldare il conto con i lavoratori dell’impianto di Cdr in attesa degli stipendi di luglio e della 14esima mensilità: l’Oga, ieri, ha diffidato ufficialmente la ditta Nubile, gestore del sito di proprietà del Comune, assegnando al privato un “termine perentorio”

BRINDISI – Quindici giorni per saldare il conto con i lavoratori dell’impianto di Cdr in attesa degli stipendi di luglio e della 14esima mensilità: l’Oga, ieri, ha diffidato ufficialmente la ditta Nubile, gestore del sito di proprietà del Comune, assegnando al privato un “termine perentorio”. Con la precisazione che in caso di silenzio dell’impresa, le somme saranno “pagate direttamente ai dipendenti”, salvo rivalersi, perché non si può correre il rischio di bloccare l’attività, trattandosi di “pubblico servizio”.

La lettera. La diffida, quindi, c’è ma di fatto viene svuotata di contenuto e effetti, dato che non ci sono conseguenze sul piano della prosecuzione del contratto. Resta in piedi e va avanti. Non solo. Si intuisce che la chiusura del sito sarebbe un rischio che il Comune di Brindisi vuole azzerare, nonostante le “criticità” emerse di recente, per lo meno stando alla comunicazione partita ieri dalla sede dell’Organo di governo d’ambito e spedita, per opportuna conoscenza, anche alla Digos che si sta occupando delle indagini sulla gestione del sito, con particolare riferimento ai lavori che Nubile ha dichiarato di aver svolto per rendere efficiente l’impianto, così come alla Prefettura che poco prima di Ferragosto ha revocato il certificato antincendio dopo il sopralluogo dei funzionari della Asl, dei vigili del fuoco e dello Spesal, conseguente a una segnalazione sulla presenza di rifiuti in quantità tali da congestionare il regolare smaltimento e soprattutto da elevare il rischio di combustione.

Come si ricorderà, balle di materiale sono state trovate anche davanti alle porte di accesso alle vie di fuga e quanto agli estintori è stata accertata la mancata revisione. Motivo per il quale è stato sospeso il certificato antincendio ed è stato imposto all’impresa di liberare il sito, con il trasferimento dei rifiuti nella discarica Formica, a cui peraltro il Comune di Brindisi ha chiesto di prolungare l’orario di apertura.

La novità sulla decisione assunta dall’Oga rimbalza direttamente da palazzo di città, dove oggi è atteso, l’esito del sopralluogo dei funzionari del servizio di prevenzione e sicurezza che fa capo all’Asl di Brindisi (lo Spesal), chiamati a verificare se all’interno del sito che si trova in via per Pandi, nella zona industriale, ci siano o meno le condizioni per garantire la sicurezza dei lavoratori, compromesse – per lo meno per alcuni aspetti – per quelle criticità legate per lo più alla presenza di quantità di rifiuti nei lotti.

All’impresa Nubile è stato recapitato una sorta di ultimatum, secondo cui o la situazione all’interno dell’impianto viene riportata alla normalità, oppure dalla sospensione si passa alla revoca, ossia alla chiusura del sito. Con una serie di conseguenze per l’impresa, in primis la segnalazione obbligatoria alla Prefettura in qualità di massima autorità in materia di preservazione della pubblica e privata incolumità, quindi la comunicazione alla Procura della Repubblica, dove è stato aperto un nuovo fascicolo sugli esiti delle ultime verifiche, per accertare se le condotte contestate abbiamo anche una rilevanza sul piano penale.

La giornata odierna che dovrebbe costituire l’ultima utile per “liberare” l’’impianto, quindi, sembra essere decisiva per le sorti del sito brindisino ed è monitorata non solo dal Comune di Brindisi, essendo il proprietario dell’impianto, ma tutte le amministrazioni comunali della provincia che fanno parte dell’Organo di gestione d’ambito (l’Oga), dal momento che in caso di chiusura, c’è la necessità di trovare un altro sito per i rifiuti da avviare a smaltimento per il Cdr (combustibile da rifiuto) e la ricerca porta su strade che vanno oltre i confini del Brindisino, con un aumento dei costi di trasporto che inevitabilmente fanno lievitare la tassa a carico dei contribuenti. Ecco perché, più di qualcuno tra i sindaci dei venti Comuni, non ha taciuto il proprio malumore.

I lavoratori. Malumore quanto mai evidente anche tra i lavoratori che ancora lamentano di essere in credito con l’impresa Nubile, tanto è vero che lo scorso 18 luglio, hanno scritto una lettera al Comune di Brindisi nella quale si “ribadisce la doglianza sulla mancata corresponsione della mensilità di luglio e sulla 14esima mensilità, pur a fronte di numerose azioni poste in essere tramite il sindacato, lettere di diffida, messa in mora e blocchi delle attività lavorative”.

Camion fermi all'esterno dell'impianto di Cdr sulla strada per Pandi-2Di fronte all’ennesimo grido dei dipendenti, ecco la risposta dell’Oga: “E’ risaputo, peraltro, che le attività in parola riguardano l’espletamento di un pubblico servizio, il cui svolgimento, ex articolo 340 codice di procedura penale, non può essere in alcun  modo interrotto o ritardato e che, allo stato attuale, le criticità individuate da Asl, vigili del fuoco sono tali da non poter rendere tollerabile alcun fermo impianto o ritardo nelle attività lavorative che, viceversa, necessitano di procedere a ciclo continuo”. Chiaro, a questo punto, il riferimento al futuro dell’impianto.

Il termine. “Tutto ciò premesso, preso atto dell’acclarato ritardo nel pagamento delle retribuzioni dovute al personale dipendente del gestore, si concede a quest’ultimo il termine perentorio di 15 giorni a decorrere dalla data di ricezione della presente nota per regolarizzare la propria posizione in termini di pagamento delle spettanze ai lavoratori”, si legge ancora nella lettera.

“Decorso infruttuosamente tale termine e ove non sia stata contestata formalmente e motivatamente la fondatezza della richiesta, verrà attivata la procedura ex articolo 5 del Dpr 207/2010 per la quale la stazione appaltante (ossia la parte pubblica, ndr) può pagare in corso d’opera direttamente ai lavoratori le retribuzioni arretrate, detraendo il relativo importo delle somme dovute al gestore”.

Questa, dunque, la soluzione per spegnere il focolaio delle contestazioni tra il personale. Esclusa, come è evidente, l’ipotesi di chiudere il capitolo dei rapporti con Nubile. Del resto rimane in piede la transazione tra il pubblico e il privato per superare il contenzioso in atto, scandito da decreti ingiuntivi chiesti dall’impresa ai Comune per il conferimento del materiale.

Il contenzioso a Francoforte. Sul piano legale, sembra che di recente, sia stata comunicata la data di inizio del processo incardinato dinanzi al Tribunale di Francoforte da una società tedesca legata alla Nubile da una convenzione per lo smaltimento di eco balle in un impianto che si trova in Portogallo. Il nodo è quello che riguarda la “Pracht Gmbh” che avrebbe chiesto 15 milioni di euro, sostenendo di non aver mai ricevuto quello che era stato previsto. Anche questi documenti sono stati acquisiti dalla Digos, partendo dal capitolato d’appalto che prevede la trasformazione del 50 per cento dei rifiuti urbani in Cdr e il conferimento dell’altra metà ad Autigno (gestito sempre da Nubile e di recente finito sotto sequestro nell’ambito di un’altra inchiesta penale).

Le tonnellate all’anno di Cdr prodotte, stimate in circa ventimila,  avrebbero dovuto essere prese in carico per 15 anni, secondo un contratto di fornitura siglato il 23 agosto 2012, dalla Pracht Gmbh. Ma Nubile, secondo la società, sarebbe inadempiente. I tedeschi avrebbero anche cercato la ditta brindisina per proporre una transazione, senza ottenere risposta.

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