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La specie Inocybe, non commestibile (foto da  wikipedia)

La specie Inocybe, non commestibile (foto da wikipedia)

Intossicazione da funghi, nuovi casi: coppia finisce in ospedale

Hanno mangiato le specie Tricholoma terreum e Inocybe, raccolte sotto alberi di pini in un terreno di loro proprietà

SAN VITO DEI NORMANNI – Nuovi casi di intossicazione da funghi nel Brindisino, dopo gli episodi dei giorni scorsi, oggi una coppia di San Vito dei Normanni, marito e moglie ultrasessantenni, sono finiti in ospedale dopo aver mangiato funghi raccolti dal marito in campagna poche ore prima.

Subito dopo averli ingeriti hanno cominciato a sudare e tremare, da lì la corsa in ospedale dove è stato interpellato l’esperto del Centro micologico dell’Asl. Attraverso il centro antiveleni di Pavia è stata disposta la terapia di disintossicazione (a base di carbone attivo e flebo fisiologica per l’idratazione). Entrambi non corrono pericolo di vita, sono stati ricoverati.

Da quanto ricostruito dal micologo dell’Asl hanno mangiato le specie Tricholoma terreum e Inocybe, raccolte sotto alberi di pini in un terreno di loro proprietà sulla via per Latiano. I Tricholoma terreum sono commestibili mentre tutti i funghi che fanno parte del genere Inocybe sono da considerare non commestibili, perché velenosi o mortali.

I consigli della Asl

Proprio nei giorni scorsi la Asl ha diramato una nota in cui vengono dispensati i consigli per consumare funghi in sicurezza. Uno fra tutti quello di far sottoporre i funghi (raccolti o ricevuti in dono) agli esperti. Quando, invece, si rimane intossicati è buona regola portare in ospedale anche i resti dei funghi che sono stati consumati in modo da facilitare le operazioni di intervento.

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