Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Invalida e con due figlie disabili le tagliano forniture di garze e guanti

E’ disoccupata, invalida e assiste due figlie gravate da gravi disabilità. Ma la Asl le taglia i presidi sanitari che servivano per l’assistenza a una della ragazze,  minorenne e affetta da tetraparesi spastica

OSTUNI – E’ disoccupata, invalida e assiste due figlie gravate da gravi disabilità. Ma la Asl le taglia i presidi sanitari che servivano per l’assistenza a una della ragazze,  minorenne e affetta da tetraparesi spastica che le impedisce di camminare, ritardo mentale, anomalie congenite multiple e altre patologie legate alla sua condizione. Poca roba, in verità: guanti sterili, cerotti, garze, ma sempre un onere in meno per una famiglia composta da tre persone disabili che vive con la sola pensione d’invalidità della madre.

Ed ora, non avendo ottenuto il ripristino dell’assistenza da parte della Asl di Brindisi, attraverso il proprio legale avvocato Pier Paolo Zaccaria, questa madre privata di un sostegno fondamentale da parte della sanità pubblica pugliese si è rivolta alla Procura della Repubblica di Brindisi, depositando nella serata dell’8 ottobre una denuncia querela contro la stessa Azienda sanitaria locale, ipotizzando anche l’interruzione di pubblico servizio, oltre che la violazione del dettato costituzionale nella parte dedicata al diritto del cittadino all’assistenza sanitaria.

Il taglio dell’erogazione dei presidi medici descritti è avvenuto nel mese di ottobre, anche a carico di altre famiglie in condizioni di difficoltà ma in grado di affrontare cura e assistenza dei propri congiunti colpiti da gravi disabilità, perché considerati “esperti”. Ciò in seguito all’entrata in vigore del nuovo protocollo operativo di assistenza domiciliare varato con la deliberazione numero 1532 della stessa Asl di Brindisi il 29 agosto scorso.

Il legale della persona protagonista, con le sue due figlie disabili, non mette in discussione la validità del piano e del nuovo assetto dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi), ma pone all’attenzione del magistrato la scelta della propria assistita di non richiedere l’Adi, ben più costosa per la sanità regionale, e comunque non sufficiente a coprire l’intero arco delle 24 ore, ma solo il riavvio delle forniture di materiale sanitario certamente meno costoso ma più utile per la propria situazione.

Da qui una formale richiesta inoltrata a ottobre alla direzione generale e alle direzioni sanitaria e amministrativa della Asl di Brindisi. Un incontro con i responsabili della sede di Ostuni del Distretto sanitario 2 aveva infatti rivelato che la causa della brusca interruzione delle forniture era dovuto al nuovo protocollo operativo dell’assistenza domiciliare. La risposta è arrivata solo dalla direzione amministrativa, che ha delegato la direzione del Distretto sanitario numero 2 di occuparsi della questione. Ma il problema non è stato ancora risolto, e non è rimasto altro da fare che ricorrere all’intervento dell’ufficio del pubblico ministero affinché si indaghi sulla situazione.

Secondo l’avvocato Pier Paolo Zaccaria, infatti, “il modello assistenziale da realizzare a livello locale non può prescindere da interventi tesi valutare la specificità del caso e, nella fattispecie, l’incomprensibile blocco della erogazione di dette forniture in favore della ragazza, interessata da un grave forma di paralisi accentuata da tutte le altre patologie da cui è affetta, non solo finisce per arrecare un gravissimo nocumento per lei e per la propria famiglia”.

Per il legale il taglio dei presidi medici potrebbe integrare anche “il grave reato di interruzione di pubblico servizio o di un servizio di pubblica necessità”, e “cozza anche col principio sancito dall’articolo 32 della Costituzione che tutela il diritto alla salute del cittadino, imponendo che lo Stato debba in ogni modo tutelare la salute del singolo e della collettività, impegnandosi a realizzare politiche sociali adeguate a garantire cure gratuite ai bisognosi”. Ora si attendono le spiegazioni della Asl sul caso.

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