Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Soldi in fumo con Lehman Brothers, banca condannata al risarcimento

Aveva investito tutti i suoi risparmi, frutto dei sacrifici di una vita, pari a 73mila euro in titoli della Lehman Brothers, poi la società finanziaria è fallita, facendo perdere le speranze di recuperare i soldi messi da parte. Ma dopo sette anni di battaglie legali, la vittima di questo sfortunato investimento è riuscita a ottenere il risarcimento dalla banca che gli aveva proposto l'affare

BRINDISI – Aveva investito tutti i suoi risparmi, frutto dei sacrifici di una vita, pari a 73mila euro in titoli della Lehman Brothers, poi la società finanziaria è fallita, facendo perdere le speranze di recuperare i soldi messi da parte. Ma dopo sette anni di battaglie legali, la vittima di questo sfortunato investimento è riuscita a ottenere il risarcimento dalla banca che gli aveva proposto l’affare. È questa una nuova vittoria dell’associazione Confconsumatori - Federazione Provinciale di Brindisi e l’ssociazione nazionale “Dalla Parte del Consumatore”. Protagonista di questa vicenda un consumatore di 86 anni.

“Era accaduto che l’anziano consumatore, su suggerimento del personale di una banca nella quale riponeva la massima fiducia, aveva investito tutti i propri risparmi in titoli della Lehman Brothers, i quali erano stati prospettati come dei titoli sicuri a capitale garantito, che potevano essere disinvestiti  in qualsiasi momento, anche prima della scadenza, senza dover corrispondere alcuna somme a titolo di penale e senza il rischio di subire perdita alcuna – si legge in una nota stampa -   seguito del fallimento della Lehman Brothers, lo sfortunato risparmiatore aveva visto inesorabilmente andare in fumo tutti i propri risparmi e, solo in quella occasione, aveva appreso che i titoli allo stesso venduti, lungi dall’essere privi di rischio alcuno, avevano delle caratteristiche diametralmente opposte rispetto a quelle illustrate dal dipendente della banca al momento dell’investimento”.

“Oltre al danno patrimoniale, in quanto l’anziano consumatore si era ritrovato, in età avanzata, privo di risparmi, è facile immaginare le notevoli ripercussioni di carattere psicologico subite dallo stesso. Essendo risultati vani tutti i tentativi volti al recupero in via bonaria delle somme investite, il consumatore si vedeva costretto a percorrere l’ultima strada per cercare di ottenere la restituzione del maltolto: promuovere una azione giudiziaria nei confronti dell’Istituto di credito. Finalmente, dopo quasi 5 anni di causa, in data 2 maggio 2015, veniva pubblicata la sentenza tanto attesa con la quale il Tribunale condannava la Banca alla restituzione in favore dell’anziano consumatore delle somme dallo stesso versate pari a 73mla euro, oltre interessi dalla data dell’investimento, ed al risarcimento del danno quantificato in 15mila”.

“Siamo molto soddisfatti di questa importantissima vittoria ottenuta – afferma l’avvocato Emilio Graziuso, Componente del Consiglio Direttivo Nazionale della Confconsumatori e Responsabile del Cordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore – il Tribunale ha accolto tutte le tesi processuali portate avanti dal risparmiatore riscontrando la violazione degli obblighi informativi posta in essere dalla Banca, la quale non aveva illustrato al consumatore che si trattava di un investimento non adeguato allo stesso e, nello stesso tempo, non aveva informato l’anziano risparmiatore dei rischi dell’operazione economica. Inoltre, il Tribunale ha annullato il contratto avendo ravvisato un vizio del consenso dell’anziano risparmiatore. Come Associazione siamo particolarmente contenti di essere riusciti ad aiutare l’anziano risparmiatore in quanto, grazie al nostro intervento, sono finalmente cessate le tribolazioni di una persona di 86 anni”

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