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Scoppio nella pizzeria: "Ferraro era dentro e non in strada"

Il brindisino Pasquale Ferraro, 21 anni, ancora in prognosi riservata per ustioni e gravi lesioni agli arti inferiori, molto probabilmente al momento dell’esplosione nella pizzeria “Mordi e fuggi” di Pieve di Cadore, si trovava all'interno del locale

PIEVE DI CADORE – Il brindisino Pasquale Ferraro, 21 anni, ancora in prognosi riservata per ustioni e gravi lesioni agli arti inferiori, molto probabilmente al momento dell’esplosione nella pizzeria “Mordi e fuggi” di Pieve di Cadore, avvenuta poco dopo le 3 del mattino di lunedì 24 aprile, si trovava all’interno del locale e non di passaggio all’esterno, come ha dichiarato nelle ore successive al fatto. Se ne vanno convincendo sia i carabinieri delle compagnie di Cortina e di Belluno, che gli investigatori del Niat dei vigili del fuoco.

La gravità delle ustioni e delle lesioni alle gambe fanno infatti ritenere che Ferraro fosse molto vicino al punto in cui è avvenuta la deflagrazione, e non in strada. E’ molto probabile che, a questo punto degli accertamenti coordinati dalla procura di Belluno, il giovane venga iscritto – anche a sua garanzia, data la direzione assunta dalle indagini – al registro degli indagati. Il titolare del locale, Alessandro Piccin, interrogato già due volte dai carabinieri, ha ripetuto di non conoscere Pasquale Ferraro, ma anche di non aver mai ricevuto minacce o richieste estorsive da alcuno. La pizzeria risulta, peraltro, assicurata contro gli incendi.

Ma non ci è voluto molto agli specialisti del Niat e ai carabinieri stabilire che la tremenda deflagrazione che nella notte ha buttato giù dal letto gli abitanti di Pieve di Cadore non era stata provocata da un evento accidentale, come una fuga di gas, bensì dall’innesco dei vapori sviluppatisi da una grande quantità di liquido infiammabile versato nel locale. Innesco provocato da chi aveva poi dato fuoco alla benzina senza considerare che i vapori avevano saturato già l’interno della pizzeria.

Tuttavia gli investigatori ritengono che non ci sia la mano della criminalità organizzata dietro l’accaduto. Si attende che Pasquale Ferraro sia in grado di sostenere un interrogatorio vero e proprio per apprendere direttamente da lui cosa sia avvenuto nella notte tra domenica 23 aprile e il lunedì successivo. Intanto sono state controllate le posizioni di varie persone che hanno avuto contatti con Ferraro (che a Pieve era ospitato da altri brindisini), alcune delle quali sono state formalmente ascoltate dagli inquirenti.

Subito dopo lo scoppio, alle 3 del mattino del 24 aprile, i vicini scesi in strada avevano trovato riverso vicino alla vetrata della pizzeria in fiamme e devastata dalla deflagrazione, un giovane in condizioni gravissime, con le gambe dilaniate e coperto di ustioni, il quale chiedeva aiuto e invocava un tale Fabio. Si tratta di Ferraro, che poco dopo avrebbe riferito di essere stato investito dall’esplosione mentre passava davanti al “Mangia e Fuggi”. Ferraro è incensurato, fa il pizzaiolo ed era giunto da pochi giorni a Pieve di Cadore. Il mistero, però, potrebbe essere svelato a breve.

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