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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca Ostuni

Investirono un pregiudicato: per discussione e sentenza se ne riparla a ottobre

OSTUNI - Lite con investimento. Udienza rinviata al 4 ottobre. Sul banco degli imputati due giovani ostunesi, Giuseppe e Mario Marzio, il primo difeso dall’avvocato Mario Laveneziana, l’altro dall’avvocato Antonio Romano. Sono accusati del tentato omicidio di Gianni Sorato, 36 anni, ostunese, investito il 14 marzo del 2009, secondo l’accusa, deliberatamente dall’auto a bordo della quale viaggiavano i due giovani. A denunciare l’investimento fu Sorato finito in ospedale con varie lesioni. Il movente, sempre secondo l’accusa, si fonderebbe su futili motivi. A monte di quel fattaccio, dunque, un banale litigio. A seguire, invece, ulteriori strascichi.

OSTUNI - Lite con investimento. Udienza rinviata al 4 ottobre. Sul banco degli imputati due giovani ostunesi, Giuseppe e Mario Marzio, il primo difeso dall'avvocato Mario Laveneziana, l'altro dall'avvocato Antonio Romano. Sono accusati del tentato omicidio di Gianni Sorato, 36 anni, ostunese, investito il 14 marzo del 2009, secondo l'accusa, deliberatamente dall'auto a bordo della quale viaggiavano i due giovani. A denunciare l'investimento fu Sorato finito in ospedale con varie lesioni. Il movente, sempre secondo l'accusa, si fonderebbe su futili motivi. A monte di quel fattaccio, dunque, un banale litigio. A seguire, invece, ulteriori strascichi.

Sorato, infatti, il 7 gennaio 2010 fu affrontato e ferito con un coltello da Oronzo Marzio, 50 anni, ostunese, padre di Giuseppe, perché, sempre secondo il racconto del ferito, pretendeva che ritrattasse quanto denunciato nella circostanza dell'investimento. Il processo a carico di Giuseppe e Mario Marzio (i due giovani non sono parenti) ha vissuto oggi una breve udienza tecnica. Si tornerà in aula il prossimo 4 ottobre, per il prosieguo della fase istruttoria. A seguire la Discussione. Poi sarà sentenza.

I protagonisti, da una parte e dall'altra, non sono nuovi alle cronache giudiziarie. Sorato è una vecchia conoscenza, sottoposto a sorveglianza speciale, era finito nuovamente in carcere per tutte le violazioni che aveva commesso, compresa una resistenza a pubblico ufficiale nel mese di giugno 2009, che gli era costata la condanna a un anno di carcere.

Qualche mese prima, l'episodio incriminato. L'ostunese venne investito da un'auto. Agli agenti del commissariato di Ostuni disse che era stato Giuseppe Marzio mentre si trovava in macchina con Mario Marzio. I due finirono sotto processo. Il 7 gennaio 2010 Oronzo Marzio, padre di Giuseppe, incontrò Sorato nei pressi del bar dell'ospedale di Ostuni. Ci fu una colluttazione. Sorato restò ferito all'emitorace sinistro e al volto da colpi di coltello. Anche in questo caso sporse denuncia ai poliziotti del commissariato.

Marzio senior si presentò ai poliziotti, accompagnato dal suo difensore Mario Laveneziana. Fu arrestato. Il 23 novembre scorso, la sentenza a carico di Oronzo Marzio: condanna a 4 anni di carcere. Il collegio giudicante, presieduto da Francesco Aliffi, lo ritenne colpevole di lesioni aggravate e di minaccia perpetrata al fine di costringere la vittima a ritrattare le dichiarazioni rese proprio nell'ambito del procedimento penale relativo alla vicenda dell'investimento. Aggressioni e processi che si intrecciano.

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