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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca Francavilla Fontana

"Io la amo". Ma cerca di ucciderla

BRINDISI – Dopo quasi un mese di arresti domiciliari, preceduti da due giorni di carcere per tentata violenza sessuale, violenza privata ed estorsione, esce e si vendica con la donna che lo ha fatto arrestare, una prostituta nigeriana di 26 anni (L. A.) che egli stesso a luglio scorso minacciò con un coltello lungo 28 cm per evitare di pagare la prestazione sessuale. Questa volta alla giovane nigeriana ha inferto cinque coltellate all'addome e al torace ferendola gravemente.

LATIANO - Dopo quasi un mese di arresti domiciliari, preceduti da due giorni di carcere per tentata violenza sessuale, violenza privata ed estorsione, esce e si vendica con la donna che lo ha fatto arrestare, una prostituta nigeriana di 26 anni (L. A.) che egli stesso a luglio scorso minacciò con un coltello lungo 28 cm per evitare di pagare la prestazione sessuale. Questa volta alla giovane nigeriana ha inferto cinque coltellate all'addome e al torace ferendola gravemente.

Ai carabinieri che lo hanno arrestato (nuovamente) ha spiegato poi, di averlo fatto per amore, perchè non voleva vederla in strada a vendere il suo corpo. Su disposizione del pubblico ministero di turno Raffaele Casto, torna in carcere il 39enne francavillese Vincenzo Begher. Questa volta le accuse sono più pesanti. La vittima di questa aggressione, avvenuta intorno alle 15 di ieri sull'ex statale 7 che collega Latiano a Oria, contrada Cotrino, ha riportato ferite gravissime ai polmoni, agli organi genitali e all'addome. È ricoverata all'ospedale Perrino di Brindisi, in prognosi riservata anche se nella stessa serata di ieri il suo quadro clinico è migliorato e la ragazza non corre pericolo di vita.

È stata lei stessa a chiamare il 112 non appena il suo aguzzino si è allontanato. Lui credeva, così come hanno poi ricostruito i carabinieri, di averla ammazzata. Le si era avvicinato a bordo del suo motocarro Ape e senza darle il tempo reagire l'ha accoltellata. Cinque fendenti. È poi fuggito a bordo del suo mezzo. La ragazza rimasta sola ha chiamato i carabinieri spiegando che ad aggredirla era stata la stessa persona che a luglio scorso l'aveva minacciata con un coltello e percossa. La donna è stata subito trasportata in ospedale mentre i carabinieri della compagnia di San Vito, al comando del capitano Ferruccio Nardacci, insieme ai colleghi della stazione di Latiano, guidati dal maresciallo Massimo Ribezzi, si sono messi sulle tracce di Vincenzo Begher. Il 39enne si è reso irreperibile fino alle 20,30 di ieri sera e quando ha capito di non avere scampo ha smesso di fuggire consegnandosi ai carabinieri.

Quando si è visto accerchiato dai militari ha tentato di ferirsi con i cocci di una bottiglia, poi ha ammesso di essere lui il responsabile dell'accoltellamento della giovane prostituta nigeriana: "Io volevo ammazzarla, se non si toglie da lì la uccido", avrebbe urlato. Poi l'arresto. Begher (difeso dall'avvocato Fernando Palermo) è stato rinchiuso nel carcere di Brindisi e ci rimarrà almeno fino a quando non sarà ascoltato dal giudice per le indagini preliminari per la convalida dell'arresto. La giovane nigeriana, invece, dopo essere stata trasportata al Vito Fazzi di Lecce per una presunta lesione al polmone, è tornata al Perrino di Brindisi, dove è ricoverata. Dovrebbe guarire in poco più di un mese e mezzo.

Nessun traccia del coltello, ma neppure del motocarro. Begher ha detto ai carabinieri di non ricordare dove ha lasciato il veicolo e l'arma. "E' un luogo di campagna, ma non ricordo quale".

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