Cronaca

"Io, vicepreside, scrivo per Melissa"

BRINDISI - Cosa pensano gli insegnanti dell'Istituto professionale Morvillo Falcone, e i loro colleghi del piano di sopra, quelli della succursale dell'Itis Majorana, corpo docente prima separato ed oggi saldato dall'attentato del 19 maggio. Cosa pensano del presente e del futuro, cosa ha cambiato la morte di una loro studentessa quella mattina, e il ferimento grave di altre cinque. Come si sta dall'altra parte degli obiettivi di un apparato mediatico che ha mostrato ancora una volta sensibilità molto povere. Che filo collega Brindisi alle aree terremotate dell'Emilia Romagna in questo Paese che ha ricevuto due colpi gravissimi in tre soli giorni. Chi riesce ancora a parlare all'Italia con sufficiente credibilità, e chi ascolta ciò che i giovani hanno detto a Brindisi nei giorni bui della bomba al Morvillo. BrindisiReport.it pubblica una lettera dedicata a Melissa Bassi, caduta a 16 anni davanti all'Istituto professionale Morvillo Falcone, scritta dal suo vice preside Mimmo Tardio per il periodico dello Spi-Cgil (il sindacato dei pensionati) "Liberetà".

BRINDISI - Cosa pensano gli insegnanti dell'Istituto professionale Morvillo Falcone, e i loro colleghi del piano di sopra, quelli della succursale dell'Itis Majorana, corpo docente prima separato ed oggi saldato dall'attentato del 19 maggio. Cosa pensano del presente e del futuro, cosa ha cambiato la morte di una loro studentessa quella mattina, e il ferimento grave di altre cinque. Come si sta dall'altra parte degli obiettivi di un apparato mediatico che ha mostrato ancora una volta sensibilità molto povere. Che filo collega Brindisi alle aree terremotate dell'Emilia Romagna in questo Paese che ha ricevuto due colpi gravissimi in tre soli giorni. Chi riesce ancora a parlare all'Italia con sufficiente credibilità, e chi ascolta ciò che i giovani hanno detto a Brindisi nei giorni bui della bomba al Morvillo. BrindisiReport.it pubblica una lettera dedicata a Melissa Bassi, caduta a 16 anni davanti all'Istituto professionale Morvillo Falcone, scritta dal suo vice preside Mimmo Tardio per il periodico dello Spi-Cgil (il sindacato dei pensionati) "Liberetà".

"Non è facile trovare le parole giuste per raccontare di quel maledetto 19 maggio 2012, ore 7,42 e di quella bomba che ha ucciso la nostra Melissa Bassi e ferito gravemente altre sue compagne nei pressi dell'Ipsss F. Laura Morvillo Falcone di Brindisi, dove insegno da 22 anni. Dovevo scriverne ed avevo pensato ad uno di quegli attacchi retorici, a quei trucchetti che talora consiglio ai miei alunni, per vincere la sindrome dell'inizio o del foglio bianco, tipo "scrivi una lettera a...". E davvero avevo iniziato a vergare qualcosa, in questo modo, mentre mi trovavo sulla Nave della legalità, che ci stava portando a Palermo, nel ventennale della morte di Falcone, della moglie e di donne e uomini della sua scorta.

Volevo a mio modo ringraziare quella donnina dai capelli rossi, Melissa appunto (che alcune mie alunne prendevano in giro per quell'aria riservata e la voce ancora da bambina e che sovente incrociavo con diverse mie ex alunne, nei corridoi del Morvillo Falcone ). Sì, ringraziarla di avermi aperto, con il suo involontario eroismo, gli occhi sul nostro mondo. Mai come in questa occasione mi piacerebbe trovare le parole giuste o essere un grande scrittore. Avevo preferito un sobrio silenzio, dopo le prime interviste, inconsueto per chi vive di scrittura e comunicazione; ma poi ho realizzato che dovevo sinceramente scrivere questa breve narrazione per i compagni di "Liberetà" e dello Spi - Cgil, che hanno regalato a me Chiara ed Aurora la più bella delle solidarietà: quella che avverti sincera e non morbosa, che si palesa con un'attenzione autentica per il tuo dolore e che prova a capire veramente, senza pruderie o voglia di imbastirci gossip, quello che è successo.

Una solidarietà fatta di ascolto attento e partecipato, nella quale anche due ragazze di 15 anni, ormai cresciute troppo in fretta, hanno finito per provare un gratificante, momentaneo ma importante sollievo. Si sentivano a casa loro, come cullate da tanti nonni che volevano far sentire loro di che pasta era fatta "la gente della Cgil". E' quello che è successo nel pomeriggio del 25 maggio, a Reggio Emilia, durante la Festa nazionale di "Liberetà", con la complicità della presentazione sensibile e solo apparentemente svagata di Patrizio Roversi; la fresca ed argentina passione di Carla Cantone e le ponderate ed intelligenti parole di Susanna Camusso ( anche mia figlia Barbara, già in fuga da Ferrara, per il terremoto, e che mi ha accompagnato vi ha trovato un clima che ha definito " bello e pulito").

Ecco, questo ho pensato e poi detto a Chiara e Aurora alla fine ed hanno convenuto che avevo ragione. Con loro avevo preparato sulla nave la lettura di due brevi testi, per l'incontro con il presidente Napolitano, nell'aula bunker di Palermo. Erano messaggi tratti da un instant book che i nostri amici dell'Itis Majorana di Brindisi, avevano raccolto e stampato, in ricordo di Melissa. Durante il viaggio avevo già imparato a diffidare di certi giornalisti che facevano le solite, scontate domande, talora anche insignificanti, preferendo quelli che invece volevano sul serio capire e possibilmente aiutarci, senza esporre noi, ma sopratutto i nostri alunni, ad una ossessiva esposizione mediatica. Quanto mi è toccato vedere di quel meraviglioso, ma talora voyeuristico e crudele mondo dei media, osservare sempre più inquieto certa pervicacia, taluni pressapochismi nei giudizi o improvvisate e talora stupide analisi: sovente montagne di becera retorica, sulle quali in tanti ho visto arrampicarsi per erigere monumenti alla loro vanagloriosa supponenza. C'è chi ha raggiunto il culmine chiedendoci se non poteva essere possibile cambiare il nome al nostro Istituto, qualora avessimo il sospetto che anche dall'accostamento alla moglie di Falcone qualcuno avesse potuto trarre ragioni per mettere bombe!

Possibile che per davvero non capisse che non solo rimanevamo orgogliosi di quel nome, ma che avremmo fatto la più oscena concessione a chi aveva messo la bomba? C'erano perfino adulti che sin dalle prime battute hanno pensato che tornasse loro utile "soccorrere i potenti", per parafrasare Ennio Flaiano e siccome ne accorrevano in tanti bisognava raggiungerli, ad ogni costo per ostentarvi vicinanza ed amicizia. Un bel campionario di vizi e virtù e di umane miserie. Ho vissuto una settimana come sospeso su una nuvola e febbricitante, con la sensazione di chi ha partecipato ad un ennesimo master, sull'antropologia umana e sull'invadenza dei mass-media; ma poi anche sul valore della socialità nella vita degli uomini e sulla grandezza della solidarietà.

Alla fine però ho come riaperto gli occhi su un mondo giovanile che le nostri lenti spesso distorte e fuorvianti hanno talvolta visto con occhiali sbagliati; ho ammirato l'emergere di una coscienza nazionale, diffusa e straordinaria che per questo attentato, come per il drammatico terremoto in Emilia-Romagna, ha fornito le prove di una straordinaria vitalità. Ho ritrovato, e da vicino è ancora più bello, le parole di quel grande ma giovanissimo "vecchio" che è oramai Giorgio Napolitano, sentendolo sul serio ed intimamente come un autentico padre nobile per il paese. Aveste visto la grande sintonia coi sogni ed i desideri dei nostri ragazzi, la commozione di noi tutti, ma sopratutto la loro, dopo il bellissimo discorso nell'aula bunker dell'Ucciardone di Palermo!

E come non ricordare con quale spirito ed abnegazione hanno reagito i miei splendidi colleghi del Morvillo, ma anche i tanti docenti e non, compresi quelli splendidi del Majorana, nostri poco frequentati coinquilini, ( ma già tanto sta cambiando...), che hanno dato prova di quella sensibile professionalità, sovente misconosciuta e maltrattata, non solo dai luoghi comuni di certi analisti politici, ma anche per l'assenza nell'"agenda setting" ( si dice così ?) della politica del nostro paese! Ecco allora perchè anche questa lacunosa narrazione non può che essere dedicata ai tanti docenti che fanno il loro dovere, ma sopratutto ai giovani che credono e lottano perchè il nostro paese si guadagni e meriti una nuova classe dirigente; ma poi anche a tutti quelli che, in ogni età, si battono perchè il cambiamento ed il ricambio generazionale non rimangano solo esercizio retorico.

Anche se poi la più grande delle dediche non può che andare a Melissa Bassi, davvero immolata in una guerra assurda e solo apparentemente non dichiarata; uccisa da mani assassine che dovranno pur pagare le loro colpe, perchè Rita Muri e Massimo Bassi, genitori di Melissa almeno questo lo meritano. Non dimentichiamolo mai. Come pure non dimentichiamo che "quando hai sedici anni pensi alle amiche, al fidanzato, alla scuola . Quando hai sedici anni inizi ad immaginare il tuo futuro, inizi a far diventare realtà i tuoi sogni. Quando hai sedici anni ti senti immortale. Quando hai sedici anni non pensi che potresti morire da un giorno all'altro. Quando hai sedici anni non pensi che il luogo dove ti rechi ogni giorno per costruire il tuo futuro possa diventare un luogo di morte. Forse è meglio onorare Melissa in silenzio , seduti per terra, per poi rialzarci tutti insieme per cambiare questo mondo, che come sua tesi principale ha il marcio".

Sono parole di Arianna e Luciano, due studenti e dicono forse più di ogni nostro discorso. Accettiamole per davvero, perchè ad un più sobrio silenzio sul serio possa seguire una nostra "social catena" che sconfigga quel "marcio" che è fatto di ingiustizie, violenze, miseria, crisi sociale ed economica e della rappresentanza politica. In fondo questi bellissimi ragazzi che a Brindisi, Mesagne e in tutta Italia si sono riprese le piazze hanno gridato la voglia e la necessità di un mondo nuovo. Il mondo degli adulti li ascolti e consideri sul serio, almeno questa volta". (Mimmo Tardio)

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