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La Ionian Spirit

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Ionian Spirit, l'armatore taglia la luce

BRINDISI – L’armatore della Ionian Spirit, il traghetto greco fermo da settembre nel porto di Brindisi perché sottoposto a misure cautelari da parte del tribunale civile su istanza di vari creditori, ha innescato un aggravamento dell’emergenza per i 24 membri dell’equipaggio della nave rimasti a bordo dalla fine della scorsa estate per rivendicare il diritto alle retribuzioni arretrate. L’armatore infatti, fa sapere il comitato territoriale del Welfare marittimo, ha comunicato che non sosterrà più le spese per alimentare la nave di energia elettrica e quelle di sostentamento alimentare dello stesso equipaggio.

BRINDISI - L'armatore della Ionian Spirit, il traghetto greco fermo da settembre nel porto di Brindisi perché sottoposto a misure cautelari da parte del tribunale civile su istanza di vari creditori, ha innescato un aggravamento dell'emergenza per i 24 membri dell'equipaggio della nave rimasti a bordo dalla fine della scorsa estate per rivendicare il diritto alle retribuzioni arretrate. L'armatore infatti, fa sapere il comitato territoriale del Welfare marittimo, ha comunicato che non sosterrà più le spese per alimentare la nave di energia elettrica e quelle di sostentamento alimentare dello stesso equipaggio.

Il comitato territoriale del Welfare si è riunito d'urgenza ieri presso la sede della Capitaneria di Porto, valutando che l'emergenza stessa non dovrebbe durate più di un mese ancora, poi si dovrebbe ridurre per lo sbarco della maggior parte del personale a bordo. Tale valutazione deriva dal fatto che nelle udienze del 5 e del 20 febbraio prossimo si dovrebbero incardinare le richieste di sequestro della nave avanzate da 18 dei 24 membri dell'equipaggio, i quali ottenuto ciò non avrebbero più motivo di presidiare la nave. A bordo resterebbero solo altri sei uomini.

Una situazione molto più gestibile dell'attuale, cui tuttavia - fa sapere il comitato del Welfare marittimo - sino a questo momento si è riusciti a far fronte egregiamente grazie all'impegno di ogni soggetto attivo del tavolo di concertazione degli interventi. Per questa nuova fase si sta già procedendo da lunedì, quando grazie all'interessamento della Capitaneria e dell'agente marittimo della nave è stato messo in funzione un generatore da 40 kW messo a disposizione da un operatore portuale, che fornirà l'energia elettrica sufficiente per servizi igienici, illuminazione dei locali di vita e funzionamento delle pompe dell'acqua corrente.

Non essendo più utilizzabili le cucine, è la Caritas diocesana che da lunedì sta fornendo i pasti caldi due volte al giorno all'equipaggio. Il comitato provinciale della Croce Rossa con i propri medici e il supporto della Asl di Brindisi e dell'Ordine dei farmacisti sta provvedendo all'assistenza sanitaria e farmacologica necessaria. A quest'ultimo scopo sta collaborando l'Apostolato del mare con i Medici cattolici.

Ma il peso materiale che grava sulla Caritas - impegnata molto anche su altri fronti - oramai è tale che necessita di altro supporto. Il Comune ha garantito un proprio intervento, così pure gli altri membri del comitato del Welfare Marittimo. In tal modo si ritiene di poter affrontare le prossime settimane.

All'incontro hanno partecipato il comandante della Capitaneria, Giuseppe Minotauro, in qualità di presidente del Comitato; don Giuseppe Dello Tore per l'Apostolato del mare; Arcangela Donno per i Medici cattolici; Aldo Tanzarella per l'Autorità portuale; l'assessore comunale ai Servizi sociali, Marika Rollo; il capo dei Piloti del porto, Giuseppe Memoli; il capo del Gruppo ormeggiatori, Nicola Greco; Salvatore Giannuzzi per l'impresa di Rimorchio Barretta; Maria De Luca per l'Avvisatore Marittimo; Massimo Sciscio, per gli agenti marittimi raccomandatari.

Erano inoltre presenti come soggetti aggiunti al tavolo del Welfare marittimo, la Caritas diocesana con Teodoro Romano e Rocco Ferrari; la Croce Rossa Italiana con Franca Sergio; l'agente marittimo della Ionian Spirit, Franco Aversa, e Nikolaos Lygizos, comandante della nave.

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