Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Via Adamello

Ipsia Ferraris: esposto in Procura. "A rischio l'anno scolastico"

Accorata conferenza stampa della preside De Vito a due giorni dal Cda della Cassa dei ragionieri durante il quale verrà valutata la proposta di locazione dei locali dell'ex Fermi

BRINDISI – Approda in Procura il caso “Ipsia Ferraris”. La preside dell’istituto scolastico, Rita Ortenzio De Vito, ha annunciato di aver presentato un esposto in cui si chiede di far luce sulle negligenze, sulle inadempienze e sulle imperizie che lo scorso 14 ottobre hanno portato alla chiusura dell’edificio di via Adamello, di fronte all’ex ospedale Di Summa, a seguito di un verbale di inagibilità redatto dai tecnici dello Spesal dell’Asl di Brindisi.

Nel corso di un’accorata conferenza stampa svoltasi stamani all’esterno del laboratorio “Voci in movimento” (locale attiguo alla struttura pericolante), la preside non è riuscita a trattenere la commozione quando ha parlato degli immani sacrifici sostenuti dagli studenti e dagli insegnanti, che corrono seriamente il rischio di perdere l’anno scolastico. Basti pensare che da quando i 600 ragazzi dell’”Ipsia Ferraris” hanno trovato ospitalità presso i locali dell’ex Belluzzi, già utilizzato dal liceo scientifico “Fermi-Monticelli”, la percentuale d’assenteismo è salita al 40 per cento. Del resto questa (provvisoria) soluzione garantisce solo tre ore pomeridiane curricolari (dalle ore 15 alle ore 18), senza il supporto di laboratori e altri sussidi didattici indispensabili per la formazione degli studenti.

Rita Ortenzio De Vito, preside Ipsia Ferraris-2

La preside ha messo da parte la diplomazia e ha attaccato duramente Provincia e Regione, a due giorni dal consiglio di amministrazione della Cassa Ragionieri nel corso del quale verrà esaminata la proposta di locazione dello stabile di viale Porta Pia che fino allo scorso anno scolastico era utilizzato dal liceo scientifico “Fermi”, avanzata dalla Provincia. A detta dalla dirigente tale proposta è poco vantaggiosa per il privato, in quanto è giuridicamente valida fino al giugno del 2017, ma le coperture economiche (è pari a 80mila euro la somma stanziata dalla Provincia per coprire le spese di gestione dell’edificio fino al termine del corrente anno scolastico) non vanno oltre il dicembre del 2016, a causa di quelli che la De Vito definisce “cavilli procedurali” che non consentono di impegnare una somma che ricadrà sull’esercizio di bilancio del 2017. E allora la preside invita la Regione a “porre una sua garanzia di fideiussione ed assumersi la responsabilità di ottemperare a tale contratto”.

A tal proposito la De Vito denuncia l’indifferenza della Regione nei confronti della questione “Ipsia Ferraris”. “L’ultimo contatto con la dirigente dell’ufficio scolastico regionale  – afferma la preside – risale al 17 ottobre. Due giorni dopo, mi sono sentita per telefono con il governatore Michele Emiliano, il quale mi aveva riferito di non sapere nulla della nostra tragedia, garantendo il suo intervento. Ma da allora, tutto tace”. La preside si appella anche all’assessore regionale alla Pubblica istruzione Sebasiano Leo affinché si attivi per garantire il diritto allo studio dei suoi ragazzi.

Già, perché è questo il nodo focale della vicenda. “Il rischio di vanificazione dell’anno scolastico – dichiara la De Vito – è concreto. Molti ragazzi non possono frequentare la scuola nelle ore pomeridiane, perché devono lavorare per contribuire al sostentamento delle loro famiglie”. Emblematico è il caso di 30 ragazzi di Latiano che sabato pomeriggio sono rimasti a casa dopo aver vanamente atteso per più di 40 minuti il passaggio dell’autobus. Estremamente complicata è inoltre la situazione degli studenti di tre classi dei corsi serali che non hanno trovato  ospitalità presso l’ex Belluzzi (la cui preside ha messo a disposizione dell’Ipsia Ferraris 23 classi).

“I genitori – spiega la preside – sono pronti a organizzare un class action e a costituirsi parte civile in un eventuale procedimento penale. Nel pomeriggio chiederò un incontro al procuratore di Brindisi, Marco Dinapoli, affinché ci aiuti a rivendicare e a veder riconosciuto il diritto allo studio, individuando al contempo i responsabili del mancato riconoscimento di tale diritto ai nostri ragazzi”.

La De Vito è un fiume in piena. Durante il suo lungo e appassionato intervento, la dirigente rimarca con rammarico “l’indifferenza delle scuole e degli studenti brindisini nei nostri confronti”,  ad eccezione di tre presidi (quelli del Giorgi, del Palumbo e del De marco). “Io – afferma la preside – ho la coscienza pulita di fronte agli insegnanti e agli studenti. L’Ipsia Ferraris è una famiglia e lo sarà fino in fondo. O tutti o nessuno”.

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