Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Ostuni

Numerose irrregolarità in un lido: denunciati gestore e proprietario

Ispezione dei carabinieri e dell'Asl presso uno stabilimento balneare di Rosa Marina. Danni a macchia mediterranea e vegetazione retrodunale, violazione norme anti covid, un lavoratore in nero

OSTUNI – Macchia mediterranea e vegetazione retrodunale deturpate, una dipendente impiegata “in nero”, violazione delle norme anti Covid e altro ancora. Sono numerose le irregolarità riscontrate presso un lido di Rosa Marina, rinomato complesso turistico situato sul litorale di Ostuni, a seguito di un mirato controllo effettuato dai carabinieri della locale stazione, insieme ai colleghi del Nucleo ispettorato lavoro di Brindisi, alla stazione forestale di Ostuni e al personale dell’Asl di Brindisi. Il gestore, un 29enne di Bitonto, e il proprietario, un 71enne di Bari, sono stati denunciati a piede libero.

In particolare ai due è stato contestato: la violazione della normativa per il contrasto e il contenimento della diffusione del “Covid–19”, non avendo adeguato gli spogliatoi di uso comune, con conseguente sanzione amministrativa; l’utilizzo, quale deposito di cibi e bevande, di un locale non autorizzato, incorrendo in una sanzione amministrativa e contestuale provvedimento di cessazione dell’attività di deposito; l’impiego di una dipendente in “nero” dal 26 luglio 2021, sulla cui documentazione sono in corso ulteriori accertamenti, al termine dei quali sarà comminata una sanzione amministrativa.

Controlli litorale dune 1-2

Un capitolo a parte, curato dai carabinieri forestali, va aperto per le violazioni di tipo ambientale. I militari hanno infatti accertato il taglio e il danneggiamento di macchia mediterranea e vegetazione retrodunale di due distinte aeree asservite al lido, per una superficie complessiva di circa 300 metri quadri, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientale, con conseguente sequestro penale delle due zone. La vegetazione, da quanto rilevati dalle forze dell'ordine,  era stata rimossa in due zone, per una superficie complessiva di circa 300 metri quadri, presumibilmente per ricavare spazi nella disponibilità dello stabilimento; i militari hanno proceduto immediatamente ad apporvi i sigilli. Per il taglio di vegetazione non vi era, da quanto appurati dai forestali, alcuna autorizzazione, né poteva esservi, essendo i boschi e la fascia costiera entro i 300 metri dalla battigia sottoposti a vincolo paesaggistico, ai sensi del “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, nonché del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale.

Ai due imprenditori sono stati contestati i reati di deturpamento di bellezze naturali, ai sensi dell’ art. 734 del Codice Penale, nonché del combinato disposto degli art. 142 e 146 del richiamato “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” (decreto legislativo n. 42 del 2004), per aver operato una rilevante trasformazione dei luoghi vincolati senza esservi autorizzati. Oltre alla denuncia penale, ai trasgressori è stata anche comminata una multa (sanzione amministrativa), per taglio di vegetazione boschiva in assenza della prescritta autorizzazione della Regione (Regolamento n. 19 del 2017).
 

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