Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Islam: ancora più integrazione in Puglia per combattere la "zona grigia"

Gli efferati attentati terroristici rivendicati dall’ Isis compiuti recentemente a Bruxelles , dopo quelli che hanno colpito con identica violenza e spirito assassino la città di Parigi lo scorso mese di novembre, hanno fatto riesplodere le polemiche contro la religione islamica

Gli efferati attentati terroristici rivendicati dall’ Isis compiuti recentemente a Bruxelles , dopo quelli che hanno colpito con identica violenza e spirito assassino la città di Parigi lo scorso mese di novembre,  hanno fatto riesplodere le polemiche contro la religione islamica, senza però tenere nella giusta considerazione la differenza sostanziale tra musulmani e fondamentalismo islamico. In pochi hanno evidenziato anche il fatto che l’Isis ha da poco colpito anche il Pakistan e la Turchia, due nazioni a maggioranza musulmana.  

Il momento, però, non è certamente dei più tranquilli per tutti gli immigrati di fede islamica che si trovano oggi nel nostro Paese, nonostante siano fioccate condanne da parte di numerose loro associazioni contro i crimini dell’ “Islamic State” di Abu Bakr al Baghdadi. A riguardo ecco l’opinione del dott. Foad Aodi, presidente della Comunità araba italiana, che non nasconde la sua soddisfazione per l’ottimo livello di integrazione raggiunto soprattutto in Puglia dalle comunità musulmane.

Come prima cosa gli chiediamo cosa ne pensa dei recenti attentati terroristici di matrice integralista, ed il suo pensiero è chiaro: “ La comunità araba italiana ha condannato con fermezza, senza se e senza ma, ogni forma di terrorismo. L’ Isis non ha nulla a che vedere con l’Islam e la  condanna del loro operato è unanime da tutto il mondo arabo musulmano. Lo abbiamo fatto anche grazie alla manifestazione “Not in My name” che si è tenuta a Roma lo scorso novembre”.

“L’ Isis – prosegue Foad Aodi - è solo un gruppo terroristico che sta cercando di utilizzare la paura ed il terrore per costruire un vero consorzio di stampo criminale. Non dimentichiamo che moltissimi degli assassinati dall’ Isis in Medio Oriente sono stati arabi musulmani, che sono vittime anche di strumentalizzazione politica per questi tragici fatti. Molti gruppi di estrema destra, solo per far crescere consenso intorno a loro, stanno solo facendo propaganda contro la religione islamica”.

“Il risultato comporta solo una discriminazione disumana priva di alcuna proposta politica. Tutto questo – sottolinea il presidiente della Comunità araba italiana -  fa solo il gioco dell’ Isis, in quanto uno degli obiettivi del terrorismo è anche quello di scatenare un conflitto interreligioso tra occidentali e musulmani. Bisogna invitare i personaggi come Salvini, segretario della Lega, a non utilizzare, come spesso viene fatto tutti i giorni, la televisione e i mezzi di comunicazione per fare solo propaganda politica contro l’Islam “

Sino ad ora l’Italia è rimasta al sicuro dagli attentati di matrice fondamentalista. Questo è dovuto ad una maggiore integrazione delle comunità islamiche e ad un migliore controllo su di esse?

“Si certo. Questo è dovuto a vari fattori, primo fra tutti la buona integrazione degli immigrati in Italia. Se torniamo indietro nel tempo, soprattutto negli anni ’60 e ’70 ci sono stati tanti immigrati che sono venuti a studiare in Italia. La maggior parte di loro è rimasta a vivere in Italia e si è sposata con cittadini italiani. Cosa che hanno fatto anche quelli arrivati dopo la caduta del muro di Berlino e che stanno facendo oggi quelli che hanno lasciato i loro paesi dopo le primavere arabe”.

“Per questo vi è un buon livello complessivo di integrazione. Dall’ altro lato l’ Italia ha lavorato tanto sulla prevenzione e la sicurezza, cosa che non è accaduta in altri parti del mondo proprio per la mancanza di un’ adeguata vigilanza e di accurati controlli. Per questo in Italia siamo certamente più tranquilli, ma questo non significa assolutamente dover abbassare la guardia. Bisogna lavorare sulla cooperazione e la sicurezza ed anche sul dialogo tra diversità culturali e religiose”

In Puglia come è il livello di integrazione delle varie comunità?

“In Puglia vi è un eccellente livello di integrazione, attestato non solo dalla Comunità araba italiana ma anche dall’Associazione medici stranieri in Italia. Tutte la comunità arabe e islamiche sono ben integrate, soprattutto quella palestinese. Vi sono tanti medici arabi che con i loro studi professionali in Puglia  sono una garanza ed un importante riferimento per tutti noi. La comunità musulmana pugliese è multi etnica e ben inserita nel tessuto sociale pugliese”

Come possiamo migliorare in Puglia i livelli di dialogo ed integrazione?

“Su questo faccio appello a tutte le autorità pugliesi quali sindaci, prefetti ed anche al presidente della Regione. E’ importante intensificare il dialogo con le varie comunità, promuovendo iniziative ed incontri con la cittadinanza. Tutto questo può portare sempre di più al  sentirsi pienamente italiani da parte di tutte le comunità straniere, che in questo modo si sentirebbero maggiormente responsabili nella difesa dell’Italia. Il lavoro di prevenzione deve essere quello di combattere la cosiddetta “zona grigia”, composta solo da estremisti che hanno messo in piedi un vero franchising del terrore che va combattuto con ogni mezzo. Per quello che ha fatto sino ad ora la Puglia per l’integrazione e l’accoglienza non posso fare altro che dire grazie”

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