Italian Job: Curto querelò il blogger, Vitali lo difende, il gip lo proscioglie

FRANCAVILLA FONTANA - A giudicare dai protagonisti in campo, la contesa pare tutta politica, e invece no. Stavolta la querelle dei soliti Curto - Vitali è squisitamente giudiziaria, conclusa con un netto zero a uno per decisione del gup Valerio Fracassi che ieri ha decretato: il blogger Michele Iurlaro, 29 anni (oggi giornalista in quota alla redazione di Telerama), non diffamò nessuno, malgrado i commenti al vetriolo sulla vicenda del finto russo affidati alle pagine virtuali de “La chiazza francavillese”. Assolto il giovane imputato, difeso per l'appunto dall'onorevole Luigi Vitali, idem per il 25enne Giuseppe Bruno, legale rappresentante del blog, difeso dall'avvocato Tommaso Resta, già candidato sindaco del centrosinistra di Francavilla Fontana, per completare il quadro. Schieramento bipartisan contro Curto, questo sembrerebbe, e invece no.

Euprepio Curto

FRANCAVILLA FONTANA - A giudicare dai protagonisti in campo, la contesa pare tutta politica, e invece no. Stavolta la querelle dei soliti Curto - Vitali è squisitamente giudiziaria, conclusa con un netto zero a uno per decisione del gup Valerio Fracassi che ieri ha decretato: il blogger Michele Iurlaro, 29 anni (oggi giornalista in quota alla redazione di Telerama), non diffamò nessuno, malgrado i commenti al vetriolo sulla vicenda del finto russo affidati alle pagine virtuali de “La chiazza francavillese”. Assolto il giovane imputato, difeso per l'appunto dall'onorevole Luigi Vitali, idem per il 25enne Giuseppe Bruno, legale rappresentante del blog, difeso dall'avvocato Tommaso Resta, già candidato sindaco del centrosinistra di Francavilla Fontana, per completare il quadro. Schieramento bipartisan contro Curto, questo sembrerebbe, e invece no.

La vicenda inizia con la pubblicazione sul blog in questione di un intervento a firma di Iurlaro, dal titolo “Eternal sunshine of the spotless mind”, citazione assai dotta che pesca dai versi del poeta del Settecento inglese Alexander Pope, passando per la pellicola interpretata dall'attore inglese Jim Carrey, tradotta in italiano nell'inascoltabile “Se mi lasci ti cancello”. Che c'azzecchino i distici eroici made in England con le disavventure del senatore francavillese, lo sa l'autore. Fatto sta che Iurlaro, nel pezzo pubblicato l'11 maggio di due anni fa,  rimesta nel torbido della storia che ha sancito il divorzio senza appello fra l'ex senatore e il partito di (già fu) Alleanza nazionale. Si tratta dell'arcinota storia del finto russo interpretato da Paolo Calabresi per La7 in “Italian Job”, dell'ancora più finto casinò che l'imprenditore posticcio avrebbe voluto realizzare a Fasano, e della (finta pure quella) esca prezzolata lanciata per adescare Curto e il sindaco Lello Di Bari. Storia che è costata al senatore un biglietto di non ritorno (per il momento) a palazzo Madama, ma anche una sonora archiviazione del caso in sede giudiziaria.

Iurlaro nel pezzo ragiona pressappoco come deve aver fatto allora il presidente della Camera, Gianfranco Fini, mettendoci oltre a un poco di indignazione anche una spanna di sarcasmo. Il risultato complessivo è una mistura esplosiva, per il senatore di certo un ritratto assai poco edificante tanto che se ne risente. E querela. Il futuro consigliere regionale  Udc, si rivolge all'avvocato Domenico Attanasi, che grida alla diffamazione. Il denunciante, è un fatto, trova d'accordo il pm Raffaele Casto, che chiede il rinvio a giudizio per il reato d'opinione, tanto per l'autore quanto per il proprietario della pagina virtuale, Bruno per l'appunto. Michele Iurlaro passa intanto al contrattacco, invocando una difesa che più appassionata – dato il caso – non poteva darsi. L'avvocato prescelto è Vitali in persona, che nella fattispecie (e si capisce) si dichiara pronto a ingaggiare il caso per puro spirito di liberalità. O per il gusto. Idem fa Giuseppe Bruno, che da mandato all'avvocato Resta, completando così il fronte bipartisan contro il senatore.

La querelle è finita ieri con il verdetto di cui sopra: zero a uno, contro il senatore. Il gup ha sentenziato che la critica politica, quand'anche feroce come in questo caso, “non costituisce reato”. Legali e imputati hanno gongolato, e si capisce, infiorettando il pronunciamento del giudice per l'udienza preliminare di commenti che non sarebbe punto opportuno riportare, a meno di non scatenare un'altra volta la furia di Euprepio Curto che naturalmente, non demorde. Pronto il ricorso in Cassazione e chi la vincerà al rush finale ancora non è detto.

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