Cronaca

Kayak rubato sulla litoranea: finisce a Brindisi viaggio da Venezia alla Sicilia

Le loro fatiche erano iniziate circa un mese fa. Ancora qualche giorno e sarebbero giunti a destinazione. Ma si è interrotto bruscamente a Brindisi, nella giornata di oggi (10 agosto), il giro dell'Adriatico a bordo di una kayak lungo 5 metri intrapreso da un imprenditore di Monza, insieme a suo figlio. L'imbarcazione è stata rubata nei pressi della strada litoranea a nord del capoluogo

BRINDISI – Le loro fatiche erano iniziate circa un mese fa. Ancora qualche giorno e sarebbero giunti a destinazione. Ma si è interrotto bruscamente a Brindisi, nella giornata di oggi (10 agosto), il giro dell'Adriatico a bordo di una kayak lungo 5 metri intrapreso da un imprenditore di Monza, insieme a suo figlio. L’imbarcazione è stata rubata nei pressi della strada litoranea a nord del capoluogo. I due si erano allontanati per andare a mangiare un boccone. Quando sono tornati, si sono imbattuti nell’amarissima sorpresa: il sogno di portare a termine l’impresa si era appena infranto.

Padre e figlio avevano trovato un modo decisamente originale per trascorrere insieme oltre 30 giorni di ferie. Non erano interessati ai confort di un villaggio turistico. Molto più affascinante la sfida di percorrere il mar Adriatico sotto costa da Venezia alla Sicilia, a bordo di una canoa arancione.

Ogni giorno pagaiavano per 30 chilometri. Quando erano stanchi, sistemavano il kayak in un riparo, si rifocillavano e dopo aver riposato riprendevano la navigazione. Non si erano mai posti il problema di lasciare il kayak incustodito. Ma a Brindisi, purtroppo, è successo l’impensabile.

I due sono approdati lungo la litoranea nel primo pomeriggio. Si sono fermati all’altezza di un pontile di legno, fra Punta Penne e Punta del Serrone. Lì sotto hanno sistemato il kayak con tutti i borsoni e gli effetti personali a bordo, poi sono andati a mangiare qualcosa nei pressi di lido Granchio Rosso, dove sono rimasti per più di un’ora. Una volta riacquistate le forze, sono tornati verso la canoa, pronti a impugnare nuovamente la pagaia.

Ma all'ombra di quel pontile, non c’era più traccia del kayak. L’imprenditore, in preda allo sconforto, ha contattato i carabinieri. Sul posto si è recata una pattuglia del Norm della compagnia di Brindisi al comando del capitano Luca Morrone. La canoa era pesante. Impossibile che se ne sia impossessato un solo individuo. Almeno 4-5 persone, secondo le forze dell’ordine, hanno preso parte alla vergognosa azione. E se si considera il massiccio numero di bagnanti che in questi giorni popola il litorale, è difficile pensare che proprio nessuno si sia accorto di quello che stava accadendo. La speranza è che almeno le immagini riprese dalle telecamere presenti in zona (fra Punta Penne e Punta del Serrone di recente è stato installato un impianto di videosorveglianza) possano aiutare le forze dell'ordine.

I malcapitati, ad ogni modo, sono stati accompagnati in caserma. L’imprenditore aveva con sé solo un portafogli con 150 euro in banconote. Dopo aver sporto denuncia, ha consultato gli orari dei treni in partenza per il Nord Italia. Entro le prossime 48 ore avrebbe voluto raggiungere Otranto, per poi proseguire verso la Sicilia. Ma già in serata ha ripreso la via di casa in compagnia del figlio. E Brindisi ha rimediato davvero una gran brutta figura.

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