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“Ambulanza in ritardo e senza medico, forse poteva essere salvato”: denuncia e autopsia

I familiari di Cosimo Lagatta, dipendente della società Ecologica, chiedono alla Procura di accertare le cause del decesso avvenuto oggi, quando l'uomo era al lavoro. I colleghi hanno chiamato il 118: "Soccorsi a rilento, arrivati dopo mezz'ora"

BRINDISI – “L’ambulanza è arrivata mezz’ora dopo la telefonata al 118: se i soccorsi fossero stati tempestivi e se a bordo del mezzo ci fosse stato un medico, forse il nostro Cosimo sarebbe ancora vivo”.

ecologica pugliese-2Quel “forse” e quelle chiamate ripetute urlando al telefono che non c’era tempo da perdere, che bisognava fare presto e che serviva  l’ambulanza sono alla base della denuncia che intendono sporgere in Procura i familiari di Cosimo Lagatta:  è morto all’improvviso questa mattina, accosciandosi sul piazzale dello stabilimento della società Ecologica Pugliese, nato e residente a Brindisi, aveva 57 anni, sposato e padre di tre figli.

I congiunti hanno affidato incarico all’avvocato Daniela d’Amuri: ai magistrati  chiedono di accertare la tempistica dei soccorsi e la causa del decesso e per questo la penalista presenterà richiesta perché venga eseguita l’autopsia, decisione che spetta al pubblico ministero di turno. E’ un grido di dolore unito al desiderio di giustizia nel dubbio che qualcosa non sia andata per il verso giusto questa mattina. E che Cosimo Lagatta potesse essere salvato se solo l’ambulanza fosse arrivata prima con un medico.

I parenti vogliono capire cosa sia successo partendo dal motivo per il quale l’ambulanza sarebbe arrivata tardi lì alla sede della società Ecologica Pugliese, in via De Ferraris, zona industriale di Brindisi. Troppo tardi per consentire soccorsi tempestivi che in caso di malori improvvisi sono determinanti. Non è chiaro da dove sia partita l’ambulanza, se dall’ospedale Perrino oppure da Tuturano, come sostengono alcuni.

Non  solo. Sempre secondo i familiari e i colleghi del dipendente, a bordo non c’era il medico, ma volontari che hanno fatto tutto quello che potevano sino all’arrivo in al Perrino, dove l’autista è spirato.

Si è sentito male all’improvviso dopo aver parcheggiato il mezzo della ditta per la quale lavorava come autista. E oggi come ogni mattina aveva preso servizio alla stessa ora, puntuale come sempre alle 6 per il turno del mattino. Tre ore dopo era rientrato e stando al racconto dei colleghi ci sarebbe sentito male poco dopo essere sceso dal mezzo.

L'ingresso dell'ospedale PerrinoIl ragazzo che era con lui ha gridato per richiamare l’attenzione dei colleghi e ha chiamato il 118 con il telefonino cellulare: Cosimo Lagatta era a terra, respira ancora, ma a fatica, mentre gli altri gridavano il suo nome . Minuti interminabili. Seconda telefonata con richiesta di intervento urgente: chi ha assistito alla chiamata riferisce di aver sentito le urla del collega dell’autista che diceva di fare presto, che non c’era tempo da perdere. “Chiamava e gridava, poi controllava il telefono e alzava gli occhi per vedere se quell’ambulanza sbucava da qualche parte”, raccontano.

Le sirene hanno annunciato l’arrivo del mezzo, ma sarebbero trascorsi quasi trenta minuti. Lagatta è stato sistemato sulla barella, di nuovo sirene accese e corsa verso il nosocomio. Niente da fare. La tragedia si è consumata nel volgere dei minuti successivi.

In ospedale si sono ritrovati i parenti, i colleghi di lavoro e gli amici increduli. Scuotono la testa mentre gli occhi si gonfiano di lacrime nascoste dagli occhiali da sole.

L'organizzazione sindacale Cobas, intanto, nel manifestare vicinanza ai famigliari di Lagatta, sostiene di aver chiesto le visite mediche previste dalle normative in materia di sicurezza sul lavoro e mette questa documentazione a disposizione della famiglia. 

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