Cronaca

L'arma celebra la Virgo Fidelis: "Portare l’uniforme significa assolvere ad una missione"

Nella mattinata di oggi, presso la cattedrale di Brindisi, si è celebrata la cerimonia della "Virgo Fidelis", patrona dell'Arma dei Carabinieri, nonché commemorata la "Giornata dell'Orfano". La funzione religiosa è stata officiata da sua eccellenza monsignor Domenico Caliandro, vescovo della diocesi di Brindisi–Ostuni

BRINDISI - Nella mattinata di oggi, presso la cattedrale di Brindisi, si è celebrata la cerimonia della "Virgo Fidelis", patrona dell'Arma dei Carabinieri, nonché commemorata la "Giornata dell'Orfano". La funzione religiosa è stata officiata da sua eccellenza monsignor Domenico Caliandro, vescovo della diocesi di Brindisi–Ostuni.

“Alle autorità, alle gentili signore e ai cortesi ospiti intervenuti, rivolgo un riconoscente saluto per la significativa presenza, che conferma i sentimenti di stima e considerazione nei confronti della nostra istituzione. Un ringraziamento particolare ai dirigenti e docenti degli istituti scolastici “Morvillo-Falcone”, “Enrico Fermi-Monticelli”, “Sandro Pertini” e della “Scuola Europea” per la sensibilità dimostrata nell’aver voluto partecipare alla ricorrenza odierna unitamente ad alcune rappresentanze di studenti, che accogliamo con simpatia”, si legge nel discorso del colonnello Nicola Conforti.nicola conforti colonnello carabinieri-2

“Alle benemerite e ai commilitoni dell’associazione nazionale carabinieri, porgo un rispettoso omaggio: il condividere i significativi momenti identitari è la testimonianza più diretta della duratura congiunzione ai tradizionali cardini valoriali dell’Arma. Alle vedove e ai figli dei nostri caduti, qui presenti, infine, vada un pensiero colmo di affettuosa vicinanza: voi rappresentate tutti i nostri cari che, ogni giorno, ci sostengono nella difficile ma esaltante vita che abbiamo scelto, non facendoci mai sentire soli con quel calore che è prerogativa, unica e insostituibile, della famiglia.

“Suscita in ognuno di noi l’entusiasmo di testimoniare con la fedeltà sino alla morte l’amore a Dio e ai fratelli italiani”. Con questa frase si è conclusa la preghiera del Carabiniere, oggi recitata nella bellissima versione cantata. Ripetevo tra me e me queste parole e riflettevo sulla loro assoluta attualità. Oggi come ieri, forse oggi più che mai, c’è bisogno di tanto entusiasmo. E mi rivolgo a tutti i carabinieri qui presenti, rinnovando i suggerimenti che quotidianamente faccio nel mio girovagare tra i comuni della Provincia. E mi rivolgo ai giovani con cui cerco di condividere momenti del mio tempo, confrontandoci in maniera aperta e sincera fra i banchi di scuola. A voi che – come mi piace sempre sottolineare – non siete un futuro incerto, bensì un presente solido, l’invito sincero a impegnarvi sempre con grande entusiasmo nelle sfide della vita”.

“Il 21 novembre di ogni anno, l’arma dei carabinieri celebra la sua patrona, la “Virgo Fidelis”. Data, questa, che coincide con la conclusione dell’epica battaglia di Culqualber, combattuta in Africa Orientale dal 1° Battaglione Carabinieri mobilitato, schierato a presidio del caposaldo posto a sbarramento dell’avanzata britannica verso Gondar. Vogliamo allora oggi, ancora una volta, noi, carabinieri del comando provinciale di Brindisi, con questa celebrazione rinnovare la fedeltà a Dio e al giuramento prestato, sapendo che portare l’uniforme significa assolvere ad una missione, nel solco della nostra storia ormai bicentenaria e delle nostre fulgide tradizioni".

virgo fidelis6-2"Maria ci mette davanti agli occhi il grande valore della fedeltà. E in questi giorni difficili, dove il male più bieco ed assassino sta seminando il terrore nel cuore d’Europa, dobbiamo ancor più ricorrere allo sguardo confortatrice della nostra patrona e prendere a modello proprio i martiri di Culqualber i quali ci testimoniano concretamente quanto sia grande il patrimonio di efficienza e abnegazione tramandato da tutti i Carabinieri caduti, che, in pace e in guerra, in Italia e all’estero, hanno saputo tener fede al giuramento prestato fino all’estremo sacrificio".

"Come dico sempre, eroi si diventa, non si nasce. Nessuno si alza la mattina con il desiderio di ingaggiare un conflitto a fuoco e sacrificare la vita per poter essere ricordato ed onorato come eroe. Nessuno. Ma essere un fedele servitore in armi della Patria presuppone l’impegno, la coerenza e l’entusiasmo di fare fino in fondo il proprio dovere e, qualora la situazione lo richieda, a mettere anche a repentaglio la propria vita".

"Ma i carabinieri che oggi gremiscono questa splendida cattedrale non sono assolutamente eroi. Vogliamo essere fedeli servitori dello Stato capaci di assolvere il proprio dovere in maniera silenziosa ma operosa. L’Italia, l’Europa ha tanto bisogno di questo. C’è tanto bisogno di una sana ed onesta normalità. Oggi si celebra anche la “Giornata dell’orfano: gli orfani sono assistiti e confortati con amorevole cura dall’Arma attraverso l’Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma dei Carabinieri che li sostiene negli studi sino al conseguimento del Diploma di Laurea. A loro, primi destinatari del dolore per le gravi perdite di affetto, rivolgiamo l’ultimo ma più sentito pensiero”.

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