Cronaca Via di Punta Penne

L’autunno si avvicina ma litoranea resta al buio. I residenti: “E’ una vergogna”

"Adesso basta, è ora di intervenire. Non possiamo restare al buio anche d'autunno". L'esasperazione dei residenti di via Punta Penne, nei pressi dello stabilimento balneare lido Granchio Rosso, monta di giorno in giorno. L'impianto di pubblica illuminazione non funziona da maggio. Come segnalato già in precedenti articoli, sono spenti quasi tutti i lampioni

BRINDISI – “Adesso basta, è ora di intervenire. Non possiamo restare al buio anche d’autunno”. L’esasperazione dei residenti di via Punta Penne, nei pressi dello stabilimento balneare lido Granchio Rosso, monta di giorno in giorno. L’impianto di pubblica illuminazione non funziona da maggio. Come segnalato già in precedenti articoli, sono spenti quasi tutti i lampioni situati lungo la strada provinciale 41, nel tratto compreso fra lo stabilimento “Hemingway beach” e località Giancola.

L’impasse sembrava che si fosse sbloccata in occasione dell’ultima seduta del consiglio comunale, quando venne approvata una delibera che prevedeva il passaggio di proprietà della strada costiera dalla Provincia (impossibilitata per carenza di fondi a sostenere i costi di ripristino del servizio) al Comune di Brindisi. Ma tale provvedimento non produrrà effetti fino a quando anche il consiglio provinciale non ne approverà uno Fila di lampioni sulla litoranea, via Punta Penne-2analogo.

“La delibera del Comune – afferma il dirigente del servizio Viabilità della Provincia, Vito Ingletti – non è ancora stata pubblicata sull’albo pretorio. Una volta che questo avverrà, la Provincia farà un sopralluogo e poi si procederà con una delibera di consiglio comunale per la ‘deprovincializzazione’ del bene. Si tratta dello stesso procedimento seguito per il passaggio di proprietà di un’altra strada provinciale, situata nei pressi della ex strada statale 16 che collega Brindisi a San Vito dei Normanni”.  

In attesa che l’iter amministrativo si completi, il Comune sta valutando la possibilità di effettuare dei primi interventi. “Ci stiamo attivando – afferma l’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Cosimo D’Angelo, fra i promotori della delibera di acquisizione della strada – in modo da predisporre il tutto. Stiamo facendo fare a Energeko (società in house del Comune che gestisce gli impianti comunali di pubblica illuminazione, ndr) la verifica dei costi per la ristrutturazione degli impianti di illuminazione. Certo – ammette D’Angelo – in teoria non potremmo ancora muoverci, anche se le informazioni che arrivano dalla Provincia sono positive, ma contiamo di ristrutturare parte dell’impianto elettrico prima del passaggio concreto di proprietà”. 

Da quanto riferito da D’Angelo, uno degli interventi prioritari consisterà nel ripristino di un chilometro e mezzo di cavi-dotto depredato dai ladri di rame, oltre alle cabine. “Stiamo valutando – assicura D’Angelo – se sarà possibile agire in deroga, per garantire il prima possibile un minimo di sicurezza ai residenti”. 

Già, i residenti. Quest’ultimi si sentono trattati come cittadini di Serie C, “neanche di Serie B”, dice sconsolato Pietro Scovino (nella foto a sinistra), ex poliziotto in pensione che da mesi si batte per far tornare la luce sulla litoranea. In un’intervista rilasciata lo scorso 4 agosto a BrindisiReport, Scovino Pietro Scovino-2preannunciò pubblicamente l’intenzione di non pagare la prossima rata della Tasi (Tassa sui servizi indivisibili, fra cui appunto la pubblica illuminazione). 

“Lo ribadisco anche in questa circostanza – afferma perentorio Scovino – se non torneranno in funzione i lampioni, non pagherò la prossima bolletta. Voglio portare la questione nelle aule giudiziarie”. Scovino è assistito dall’avvocato Marco Masi. “Dalla Provincia – afferma il professionista – non abbiamo mai ricevuto risposte concrete. Ancora non sappiamo le reali motivazioni per cui manca la luce in questa zona. Qui tutti i residenti pagano le tasse per dei servizi che non ci sono. Adesso stiamo valutando di presentare un esposto in Procura per interruzione di pubblico servizio. Il signor Scovino, con gli altri cittadini, si è già esposto più volte”. 

Al fianco di Pietro Scovino ci sono decine di brindisini che risiedono nei pressi della litoranea tutto l’anno. Non si tratta di villeggianti estivi. BrindisiReport ha incontrato Anna Fornaro, Giuseppa Tenore, Natalina Rainone, Maria De Pace, Antonio Sgura, Carmelo Falco, Antonia Sgura, Luigi Di Donna e Giuseppe De Fazio. 

Dalle loro parole emerge la paura che quotidianamente si prova nel rientrare a casa o nel percorrere a piedi la strada provinciale, dopo il tramonto. “Non si vede – affermano – nulla. Viviamo con la continua apprensione di poter subire furti e rapine. Temiamo per la nostra incolumità. Temiamo di essere investiti da automobilisti che viaggiano a velocità folle. Ci sentiamo tagliati fuori dal mondo”. 

Per i ladri, purtroppo, l’assenza di illuminazione è un invito a nozze. “Un paio di villette che si trovano intorno alla mia abitazione – spiega ancora L'avvocato Marco Masi-2Scovino – sono state messe a soqquadro e svaligiate. Poche settimane fa è stata rapinata una coppietta che si era appartata qui vicino. Non ci sentiamo per nulla sicuri”. 

Corrono grossi rischi anche gli animali domestici. “Mercoledì mattina (9 settembre, ndr) – afferma con voce rotta dall’emozione l’ex poliziotto – ho trovato il corpo straziato della mia gatta sull’asfalto. Era stata investita da un automobilista che non si era fermato a prestare soccorso. Stava ancora allattando sette cuccioli. E’ stato un duro colpo. Già due mesi fa avevo dovuto raccogliere dalla strada un altro gattino investito. Non voglio più rivivere una simile esperienza”. (Nella foto a destra, Marco Masi)

I residenti di via Punta Penne combattono da anni con la carenza di servizi. “In passato – riferiscono – abbiamo avuto problemi con il servizio postale. In più circostanze abbiamo chiesto l’installazione di dossi nel tratto in cui sorgono le villette, per far sì che gli automobilisti rallentino. Ma siamo stati sempre ignorati. Adesso abbiamo davvero toccato il fondo. La prospettiva di trascorrere l’autunno al buio è da incubo”. 

La speranza, allora, è che l’amministrazione provinciale e quella comunale non si perdano in pastoie burocratiche.  Perché l’autunno è ormai alle porte. Quei lampioni vanno riaccesi quanto prima. 

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