Cronaca

L'azienda lo licenzia dopo 3 interventi al cervello: "Troppi giorni di malattia"

Tornato da Milano dopo il terzo intervento chirurgico per un tumore al cervello, si è ritrovato con una lettera di licenziamento da parte della sua azienda, l'istituto di vigilanza Sveviapol Sud. Vincenzo Giunta ha perso il posto di lavoro per aver superato il "periodo di comporto": arco temporale entro cui un lavoratore, se è in malattia, non può essere licenziato

 BRINDISI – Tornato da Milano dopo il terzo intervento chirurgico per un tumore al cervello, si è ritrovato con una lettera di licenziamento da parte della sua azienda, l’istituto di vigilanza Sveviapol Sud. Vincenzo Giunta ha perso il posto di lavoro per aver superato il “periodo di comporto”: arco temporale entro cui un lavoratore, se è in malattia, non può essere licenziato. Giunta, sposato e padre di due figli, lotterà con tutte le tue forze per riottenere l’impiego. Come se già non bastasse la lotta con il male che lo vede impegnato dal giugno del 2014.

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Ma in Italia, purtroppo, accade anche questo. La storia di “Enzo” è emblematica di quanto siano fragili le tutele normative previste per i lavoratori del settore privato affetti da gravi malattie. Giunta, rivoltosi al sindacato Cisl, impugnerà la lettera di licenziamento. L’organizzazione sindacale sosterrà che i giorni di assenza per malattia della guardia giurata (al netto dei giorni in cui il vigilantes si è sottoposto a terapia salvavita) sono molti meno dei 240 contestati dall'azienda (soglia fra l’altro fissata dal contratto collettivo nazionale di riferimento per le malattie “riferibili a più episodi morbosi”, mentre nel caso di Enzo Giunta, a detta del sindacato, si ha a che fare con giorni di malattia riferibili allo stesso episodio morboso, con periodo di comporto pari quindi a 300 giorni).

Ma la di là della disputa giuridica che probabilmente approderà nelle aule di tribunale, lascia l’amaro in bocca la difficilissima situazione in cui da un giorno all’altro è sprofondato un onesto lavoratore e un encomiabile padre di famiglia. “Lavoro per la Sveviapol – dichiara Giunta – da 6 anni. Lo scorso giugno mi è stato diagnosticato un tumore al cervello. Ho sostenuto un periodo di terapia. A dicembre ho subito un primo intervento chirurgico, all’ospedale Galeazzi di Milano, al quale ne sono seguiti altri due. Il secondo sempre al Galeazzi. Il terzo, lo scorso febbraio, al “Carlo Besta” di Milano. Le ultime due operazioni – prosegue Giunta – sono state molto dure. Ma ero tornato a Brindisi dall’ultimo intervento con la convinzione che il più ormai era fatto e che ad aprile, con una sessione di radioterapia, avrei chiuso questa pratica”.

Giunta non ha mai preso in considerazione l'ipotesi di lasciare il suo impiego. “Con l’aiuto di Dio – prosegue la guardia giurata – fra qualche mese vincerò questa battaglia e potrò tornare a lavoro. Quella lettera è stata come un fulmine a ciel sereno”. Oltre ai 240 giorni di malattia dal 16 giugno 2014 all’1 marzo 2015, a Enzo vengono contestati anche 4 giorni di malattia fra il 20 e il 24 marzo 2014.

“I sindacati si stanno già muovendo con gli avvocati per impugnare il licenziamento – spiega Giunta – allo stesso tempo continuerò la mia lotta con la malattia, che purtroppo non è un gioco. L’aspetto peggiore di questa vicenda – conclude Giunta – è proprio la mancanza di sensibilità nei confronti di una persona che sta combattendo con questo male”.

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