Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

L'ex pentito sull'orlo del suicidio: "Grazie alla polizia per avermi aiutato"

"Grazie ai poliziotti per l'umanità e la vicinanza che hanno manifestato nei miei confronti". Sono parole di profonda gratitudine nei confronti degli agenti della questura di Brindisi quelle di Leonardo, l'ex collaboratore di giustizia tarantino

BRINDISI – “Grazie ai poliziotti per l’umanità e la vicinanza che hanno manifestato nei miei confronti”. Sono parole di profonda gratitudine nei confronti degli agenti della questura di Brindisi quelle di Leonardo, l’ex collaboratore di giustizia tarantino che lunedì sera (2 maggio) ha minacciato di darsi fuoco presso la stazione ferroviaria di Brindisi. Furono i poliziotti della squadra mobile, della Sezione Volanti e della Polfer a convincerlo a desistere, facendosi raccontare la sua travagliata vicenda.

Le forze dell’ordine, cogliendo il dramma di un uomo e della sua campagna rimasti senza casa e con appena 5 euro in tasca, mostrarono un atteggiamento comprensivo nei loro confronti. In serata i poliziotti delle Volanti al comando del vicequestore Alberto D'Alessandro, accompagnarono la coppia in questura, prodigandosi per trovare un alloggio temporaneo. E ci sono riusciti. Perché per qualche giorno Leooardo e la sua compagna avranno un letto e dei pasti.

Certo, si tratta solo di una soluzione tampone. Leonardo dovrà ancora combattere per tornare a una vita normale. Ma quantomeno potrà trascorrere serenamente in prossimi giorni, in attesa che qualcuno lo aiuti a trovare un lavoro e una sistemazione definitiva. “I poliziotti – dichiara Leonardo a BrindisiReport – sono stati estremamente generosi nei miei confronti. Si sono comportati con umanità. Ho avuto la fortuna di conoscere delle persone perbene”.

I problemi per Lenoardo sono iniziati nel 2001, quando decise di lasciare il programma protezione testimoni dopo aver trascorso 22 anni in carcere per i reati di omicidio ed estorsione legati alla guerra di mala che fra la seconda metà degli anni ’80 e i primi anni ’90 insanguinò Taranto. Lui decise di collaborare con gli inquirenti, svelando i retroscena di alcuni fra i più efferati episodi. E adesso è rimasto solo. Abbandonato anche da parenti e famigliari. 

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