Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

L’inchiesta va in Porto: segretario, dirigente e le premialità "gonfiate" da 450 mila euro. Peculato e truffa.

I conti negli uffici dall'affaccio sul Seno di Levante non tornavano da un pezzo, almeno dal 2001. Ma le presunte 'magagne' sono state accertate, almeno è opinione dell'autorità giudiziaria che si tratti di artifizi e raggiri, in quasi tre lustri.

BRINDISI - I conti negli uffici dall’affaccio sul Seno di Levante non tornavano da un pezzo, almeno dal 2001. Ma le presunte ‘magagne’ sono state accertate, almeno è opinione dell’autorità giudiziaria che si tratti di artifizi e raggiri, in quasi tre lustri. Di che si tratta? Di premialità gonfiate come materassini al mare, di 450mila euro in tutto che il segretario generale Nicola Del Nobile e la funzionaria prima, dirigente poi, dell’Ufficio finanziario dell’ente, Vittoria Ligorio, andati in pensione tra il 2013 e il 2014, si sarebbero auto-attribuiti “illegittimamente”.

giuseppe giurgola e nicola del nobile-2Per entrambi l’inchiesta per truffa e peculato del pm Milto Stefano De Nozza, è andata in porto con un avviso di conclusione delle indagini che avvicina più che mai la coppia a una richiesta di rinvio a giudizio: si tratta del primissimo ‘focus’ giudiziario che riguarda i bilanci dell’ente pubblico che era stato tramutato, secondo quanto emerso dalle indagini eseguite dal Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Brindisi, al comando del maggiore Giuseppe Maniglio, in una gallina dalle uova d’oro a proprio uso e consumo. E non il motore di un porto la cui bellezza naturale è inestimabile e le potenzialità economiche sono stratosferiche. Ma che è spento, deserto, ormai da anni. (Nella foto, l'ex presidente Giuseppe Giurgola che ha detto di essere stato truffato dai suoi funzionari, e l'ex segretario generale Nicola De Nobile)

Qualcuno, a quanto emerge dalla complessa attività investigativa che è andata a scavare in regolamenti, leggi, norme, finanziarie per far emergere che degli importi ingenti in realtà erano finiti costantemente sui conti correnti privati, si era auto insignito di meriti ben pagati senza averne alcun diritto o comunque, pur avendolo, senza certificarlo, senza vincolarlo alla crescita del porto, senza far sì che a decidere fosse l’organismo preposto, ovvero il comitato portuale. Due i capi d'accusa, in entrambi i casi si tratta di reati contro la pubblica amministrazione.

Il peculato.

Da segretario generale dell’ente, da funzionario prima, dirigente poi, dell’ufficio finanziario, Del Nobile e Ligorio (quest'ultima difesa dall'avvocato Gianvito Lillo) potevano disporre del denaro dell’autorità portuale, per qualifica e mansioni svolte. Avrebbero firmato mandati di pagamento ‘illeggittimi’ abusando del proprio ruolo e si sarebbero attribuiti dal 2001 in poi 62mila euro Del Nobile e 25 mila euro Ligorio. Tutto ciò in violazione del regolamento di amministrazione che dispone che sia il comitato portuale a deliberare sugli accordi del personale e della legge finanziaria del 2010 che stabiliva che i trattamenti accessori in questione non avrebbero potuto superare gli importi stabiliti in quell’anno e anzi, bisognava contenerli e ridurli in proporzione al personale in servizio.

Il conflitto di interessi.

La dirigente dell’ufficio finanziario, tra l’altro, avrebbe agito in conflitto di interessi perché avrebbe firmato il contratto decentrato tanto da dirigente quanto da sindacalista della Uil trasporti, quindi in rappresentanza dei lavoratori i cui interessi avrebbe dovuto tutelare non da “superiore” o “capoufficio” ma semplicemente – lo ritiene la procura – da collega sindacalista. Tale conflitto di interessi viene evidenziato tanto per l’ipotesi di peculato, quanto per quella di truffa aggravata.

 Guardia di Finanza Truffa aggravata e continuata, in danno di un ente pubblico

Riguarda altre due tipologie di auto assegnazioni in denaro: i premi produzione e le indennità di mensa. A quanto è stato appurato Del Nobile e Ligorio avrebbero indotto in errore il presidente dell’Authority, Giuseppe Giurgola, all’epoca in carica, inducendolo a firmare nel 2010 un decreto presidenziale con cui, evidentemente a sua insaputa, egli non solo apponeva il sigillo al contratto del lavoro dei dipendenti, ma autorizzava la dirigente a eseguirlo.

L’ammontare dei premi auto-attribuiti in questi casi è di 185mila euro per Del Nobile, 170mila per Ligorio, in danno dell’Autorità portuale. Anche questo tipo di deliberazione andava sottoposta al comitato portuale e per altro andava indicata in una voce di bilancio precisa, denominata ‘premi dirigenziali’ e invece era stata inserita nel capitolo ‘oneri della contrattazione decentrata’. Era stato per altro stabilito che il premio fosse il maggiore previsto per il livello dirigenziale, trasformando in una voce fissa dello stipendio un importo variabile condizionato a un generico “raggiungimento degli obiettivi”, in alcuni casi non meglio precisato, e a una crescita del porto di Brindisi che evidentemente non c’è stata.

Il  bilancio 2012 e la ‘scoperta’ dei bonus 'nascosti'

Milto Stefano De Nozza-2Le presunte irregolarità riguardo alla distribuzione dei “bonus” per i dipendenti più efficienti, ovvero per quanti avevano collezionato meno assenze, per i più “produttivi” e per quanti invece avevano contribuito a dare lustro all’ente con progettazioni di eccellenza, erano emerse in sede di comitato portuale, lo scorso anno, riunito per l’approvazione del bilancio 2012. Qualcuno si era accorto che una voce inserita nel bilancio di previsione, riguardante premialità 700 mila euro nel 2012 (ma sarebbero in realtà, presa visione parziale degli atti circa un milione e duecentomila euro), non era poi stata inserita nel bilancio consuntivo.

Era stato infine messo a verbale che, a norma di legge, l’approvazione dell’erogazione dei premi di produttività, deve necessariamente avere il sigillo del comitato. Il bilancio alla fine fu approvato, in epoca Haralambides, con tanto di assunzione di responsabilità dei revisori dei conti. Con tanto di astenuti e indignati. La scorsa estate i revisori dei conti avevano espresso parere di tutt’altro segno, a differenza di quanto accaduto in precedenza, l’Authority ha fatto intendere di voler rompere con il passato. Ma non è dato sapere se lo abbia fatto sul serio, mutando corso rispetto a quanto si è verificato in 13 anni.

La coppia  “segretario – dirigente” ha ora venti giorni di tempo per chiedere al pm De Nozza di sottoporsi a interrogatorio o di presentare memorie. Di certo c’è che, se sarà appurata in sede penale o in qualsiasi altra sede l’illegittimità della percezione di quei premi, essi dovranno essere restituiti. 

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