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Il sindaco Cosimo Ferretti e Giulio Golia (foto agenzia Smile 2.0)

Il sindaco Cosimo Ferretti e Giulio Golia (foto agenzia Smile 2.0)

Blitz dell'inviato de "Le Iene" Giulio Golia davanti al Comune di Brindisi

La trasmissione delle reti Mediaset sta realizzando un servizio sul caso di una famiglia condannata a restituire al Comune di Oria una somma pari a 508mila euro che era stata ricevuta come risarcimento danni, per un omicidio avvenuto nel 1991

ORIA – Blitz de “Le Iene” stamani in piazza Matteotti, davanti a Palazzo di Città. Ma l’amministrazione comunale di Brindisi non c’entra nulla. Il noto inviato della trasmissione televisiva delle reti Mediaset, Giulio Golia, ha raggiunto infatti il sindaco di Oria, Cosimo Ferretti, per le vie del capoluogo (dove il primo cittadino lavora) nell’ambito di un servizio riguardante il caso della famiglia di un giovane, Mario De Nuzzo, ucciso nel 1991 da un agente della polizia municipale, che è stata condannata a restituire al Comune una somma pari a 508mila già intascata come risarcimento danni.

Il dramma risale a 25 anni fa.  Il ragazzino venne ucciso dal vigille urbano Cosimo Braccio (condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato) durante il Torneo dei rioni. La Corte di Cassazione ha stabilito che l’agente agì per scopi propri, mosso da un sentimento di risentimento personale che non ha nulla a che vedere con il Comune, l’ente di cui l’uomo era all’epoca dipendente. Per questo i famigliari della vittima sono stati condannati a restituire al Comue di Oria la somma che ricevettero come risarcimento danni determinato in sede civile prima dal Tribunale di Brindisi e poi dalla Corte d’Appello di Lecce. Quest’ultima nel 2003 rideterminò l’ammontare del danno, addebitando ulteriori 200mila euro all’ente municipale. 

Con delibera del primo febbraio 2013 la giunta di Oria ha avviato le procedure esecutive per la riscossione dell’importo, sulla base della Cosimo Ferretti e Giulio Golia 2(foto agenzia Smile 2.0)-2sentenza della Cassazione del 6 marzo 2012, pronunciamento ormai definitivo che ha ribaltato le decisioni iniziali. I famigliari della vittima avevano incassato tra il 2002 e il 2004 una cifra pari a 508.796 euro, sulla base di due sentenze, una del tribunale civile di Brindisi e l’altra della Corte d’Appello di Lecce (a destra, Cosimo Ferretti e Giulio Golia, foto agenzia Smile 2.0).

Il Comune presentò ricorso per Cassazione nel 2007. Gli ermellini annullarono con rinvio rimandando la decisione nuovamente alla Corte d’Appello di Lecce che a sorpresa ribaltò ogni sentenza antecedente, proprio sulla base del principio della “non organicità fra l’attività del vigile e del suo datore di lavoro, cioè l’ente municipale”. E infine nel 2012 il verdetto che diede ragione all’ente, la cui giunta avviò la procedura esecutiva per il recupero delle somme.

Stamani la troupe de "Le Iene" si è recata in un primo momento presso il municipio di Oria. Poi si è spostata verso il capoluogo, dove è stata concordata un'intervista con il sindaco Ferretti (eletto nel 2015). Questi ha spiegato che l’amministrazione comunale ha le mani legate rispetto a una sentenza passata in giudicato. “La Cassazione – dichiara il primo cittadino a BrindisiReport – ha deciso questo. Il Comune deve ritornare in possesso di quella somma, perché se non si attuano le procedure per la riscossione della stessa, la legge prevede, oltre al danno erariale per il Comune, anche un aspetto penale. A seguito di una petizione sottoscritta da oltre mille persone,  l'amministrazione si è impegnata a cercare una soluzione alternativa, ma purtroppo questa non l’abbiamo trovata. Non esiste una legge che autorizza il sindaco a rinunciare alla restituzione di una cifra autorizzata dalla Corte di Cassazione. Fra l’altro non sono stato neanche io a fare la delibera di presa d’atto, ma la precedente amministrazione”. Il sindaco, insomma, afferma di non poter non rispettare la legge. “Se quella somma dovesse tornare indietro – conclude Ferretti – potremmo utilizzarla per ricordare il ragazzo con opere sociali. Io sarei il primo ad essere contento se si trovasse una soluzione, ma di fronte a una sentenza inappellabile siamo vincolati”. 

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