Cronaca

Consales: “Porticciolo, consumata la più grande truffa del secolo”

Consales in Consiglio: “Immobilismo gestionale, no al rinnovo della concessione demaniale. Mi auguro che vengano aperte inchieste sulla gestione di Bocca di Puglia””. Intanto via libera alla vendita delle azioni della società. Opposizione assente

BRINDISI – “Lo dico con la morte nel cuore: mi auguro  che vengano aperte inchieste sulla gestione della società Bocca di Puglia perché si è consumata la più grande truffa del secolo: la parte privata ha il 60 per cento pur non avendo tirato un euro. Abbiamo detto basta e siamo stati i primi a votare contro il bilancio, mentre prima non è stato mai fatto: qualcuno ha coperto le malefatte di quella società”.

L’ira del sindaco Mimmo Consales è esplosa in Consiglio comunale subito dopo che l’assessore al Bilancio, Carmela Lo Martire, ha illustrato le ragioni per le quali l’Amministrazione ritiene di cedere il pacchetto azionario detenuto nella società Bocca di Puglia, nata per la costruzione e la gestione del porticciolo turistico, offrendola agli altri soci per 198.231,36 euro.

“Mi auguro che ci siano privati che sappiano interferire nella gestione”, ha aggiunto il primo cittadino.  “Noi per legge non possiamo più fare niente e il Comune a fronte di un immobilismo gestionale andato avanti sino ad ora, si porrà di traverso al rinnovo della concessione demaniale una volta a scadenza”, è andato avanti rivolgendosi ai soli consiglieri di maggioranza perché gli esponenti dell’opposizione erano già andati via.

“Quanto agli assenti, invito ancora una volta i consiglieri comunali ad assumersi la responsabilità e ad essere presenti, in caso contrario di dimettano”, ha detto. “Per qualcuno non escludo che ci possano essere le condizioni per dichiararne la decadenza”.

Dimissioni in vista anche per la quota del Plb, ancora da stimare, società che lascia in eredità due conti correnti con un attivo di oltre un milione di euro. 

Le cessioni sono il “risultato dell’attività istruttoria”, che ha portato ad accertare l’assenza di “estremi per un interesse rinnovato dell’Ente al mantenimento della partecipazione”, anche partendo dall’analisi delle condizioni di salute delle società, in primis Bocca di Puglia, costituita nel 2003. L’ultimo bilancio disponibile si riferisce al 2014, anno chiuso con una perdita pari a 297.052 euro, “a seguito a seguito della contrazione dei ricavi “caratteristici” e della lievitazione degli interessi sul debito verso l’azionista di maggioranza Igeco. 

Il capitale è andato giù in picchiata, riducendosi di oltre un terzo, trascinato da continue perdite, arrivate a quota 687.726 euro. Da qui la scelta: cedere il pacchetto pari al 20,22 per cento.

Il Comune risulta titolare di una quota di capitale sociale di 477.007 euro, costituita da 4.770.073 azioni, ciascuna del valore nominale di 0,10 euro. Dal  direttore del Dipartimento di Studi aziendali e giusprivatistici dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Vittorio Dell’Atti, tra l’altro ex presidente del collegio dei revisori dei conti del Comune, è arrivata la stima del valore delle azioni a fronte del “valore del capitale economico del complesso aziendale Bocca di Puglia spa che è stato determinato in 980.324,24”.

Le azioni saranno offerte in prelazioni agli altri soci, ossia Igeco costruzioni spa, Marinedi, dell’imprenditore Renato Marconi), titolare di quota di capitale di 558.2525 euro costituito da 5.582.523 azioni rilevate da Italia Navigando, pari al 23,67; Cogit spa, titolare di quota di capitale di 19mila euro, costituita da 190mila azioni, pari allo 8,81 per cento ed Assonautica, titolare di una quota di capitale di mille euro costituita da diecimila azioni, pari allo 0,04 per cento. Nel caso in cui non dovesse rispondere nessuno dei soci si procederà mediante avviso pubblico.


 

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