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L'incendio alle saline

L'incendio alle saline

L'ombra del bracconaggio sugli incendi alle Saline e a bosco Cerano

Sono stati appiccati con l’intenzione di devastare l’habitat naturale gli incendi che nella giornata di ieri (1 agosto) hanno devastato ettari di vegetazione fra il bosco di località Cerano e l’oasi protetta delle Saline

BRINDISI – Sono stati appiccati con l’intenzione di devastare l’habitat naturale gli incendi che nella giornata di ieri (1 agosto) hanno devastato ettari di vegetazione fra il bosco di località Cerano e l’oasi protetta delle Saline di Punta della Contessa, nei pressi della litoranea a nord di Brindisi. Gli uomini del Corpo forestale dello Stato non nutrono dubbi sull’origine dolosa di questi a di altri incendi boschivi che da giorni si sviluppano a macchia di leopardo nel Brindisino, costringendo a un massacrante lavoro i vigili del fuoco, le associazioni di Protezione civile e naturalmente gli stessi forestali.

Questi hanno diramato un bollettino dei roghi che fra la fine di luglio e l’uno agosto sono stati affrontati in tutta la provincia di Brindisi, sfiorando importanti complessi boscati.  E’ il caso della zona Mitrano, a ridosso del bosco del Compare, dove il 26 luglio il tempestivo intervento di Forestali e Vigili del Fuoco aveva scongiurato che fiamme e fumo raggiungessero la trafficata strada statale 379 Brindisi-Bari. 

Cinque giorni dopo è stato dato fuoco a ciò che era rimasto integro di un terreno incolto ed un vigneto, il cui proprietario, sanzionato, non aveva realizzato le fasce perimetrali di protezione.

Il 29 luglio, sempre per roghi originatisi da terreni incolti a sud della città, è stata investita la discarica di Autigno, già sottoposta a sequestro penale. L’intervento, degli uomini della Forestale, dei vigili del fuoco, dei carabinieri e dell’Arpa è durato diverse ore, finche non è stato possibile chiudere le condotte di emissione di biogas, che alimentavano le fiamme. Forestali e pompieri hanno presidiato l’ area fino a sera, a pericolo cessato.

Nel primo pomeriggio del 31 luglio Forestali ed operai della Regione hanno estinto un fuoco propagatosi per circa 0,7 ettari, originatori da abbruciamento di rifiuti in località Palmarini, presso l’ omonimo canale alla periferia ovest del capoluogo; appena terminate le operazioni, le stesse squadre sono intervenute, con il coordinamento della Soup (Sala operativa unificata permanente) di Bari su un altro incendio, sulla litoranea nord nei pressi del “Palm Beach”, con un bilancio di 1500mq bruciati, fra canneto e macchia di tamerici. L’ intervento tempestivo ha tuttavia evitato che le fiamme raggiungessero adiacenti abitazioni ad uso residenziale estivo; anche qui, fasce di protezione non eseguite e scarpate stradali non ripulite.

Infine, nella giornata del primo di agosto due grossi incendi a Sud della città, a partire da mezzogiorno: prima in località Cerano, con intervento di Forestali e  vigili del fuoco, per oltre 4 ore, ad evitare che le fiamme investissero abitazioni rurali con animali e serbatoi di gas, ed il bosco omonimo, ed un bilancio finale di venti ettari percorsi dal fuoco, fra vegetazione erbacea ed alberi di eucalipto.
Subito dopo, un altro rogo nel vicino Parco Regionale della Salina di Punta della Contessa, per 17 ettari bruciati fra canneto e seminativi, per un danno contenuto dall’ intervento congiunto di Forestale, vigili del fuoco, operai regionali (Arif), dei volontari dell’ Rcb di Brindisi.

“A parte l’ attività repressiva sanzionatoria nei confronti degli agricoltori che non hanno realizzato le fasce perimetrali (cosiddette “precese”) – si legge in una nota della Forestale - la Forestale sta concentrando l’attività investigativa sul mondo del bracconaggio, in particolare per gli ultimi 2 episodi, probabilmente di origine dolosa, finalizzata a distruggere gli habitat della fauna di 2 importanti aree naturali protette”.
           

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