Cronaca

L'Uds contesta i seminari regionali: "siamo persone e non numeri"

Le scuole non si classificano, i saperi non si limitano. Siamo persone e non numeri!” recita così lo striscione di protesta affisso dagli studenti davanti ai licei “Enrico Fermi” di Bari ed “Fermi-Monticelli” di Brindisi nelle giornate di ieri ed oggi (martedì 19 gennaio) dove si sono tenuti i seminari regionali tra dirigenti scolastici

BRINDISI - “Le scuole non si classificano, i saperi non si limitano. Siamo persone e non numeri!” recita così lo striscione di protesta affisso dagli studenti davanti ai licei “Enrico Fermi” di Bari ed “Fermi-Monticelli” di Brindisi nelle giornate di ieri ed oggi (martedì 19 gennaio) dove si sono tenuti i seminari regionali tra dirigenti scolastici organizzati dall’Usr Puglia, in collaborazione con il Miur, sulla valutazione e sui nuovi parametri introdotti dalla legge 107 (Buona scuola).

“Abbiamo contestato questi seminari poiché noi ci opponiamo all’attuale sistema di valutazione. Oggi la valutazione è intesa come il fine del percorso formativo e non come un suo tassello essenziale, lasciando in secondo piano i metodi e gli obiettivi dell’insegnamento”, afferma Davide Lavermicocca, responsabile dell’organizzazione dell’Unione degli Studenti Bari e rappresentante degli studenti del liceo “Fermi. Quanto ideologicamente esprime l’Snv uds-2(Sistema nazionale di valutazione, ndr) è l’affermazione del “merito”, secondo cui chi riesce ad andare avanti con le proprie forze, districandosi nel complesso mondo della scuola, raggiungerà livelli sempre più alti”, continua lo studente.

“Una reale riforma del sistema di valutazione può avvenire solo nel momento in cui si spoglia la valutazione del suo ruolo di strumento di controllo e di punizione che oggi la contraddistingue” aggiunge Gianmarco Palumbo, coordinatore dell’Unione degli Studenti Brindisi, “Quella attuale non è una valutazione in grado di contribuire alla crescita del singolo studente e del gruppo classe. Il meccanismo di autovalutazione può essere virtuoso solo se considerato in una prospettiva di ricerca didattica e pedagogica, per arginare e contrastare la deriva competitiva che avanza nelle nostre scuole e nel nostro Paese”.

“Ci stiamo mobilitando in tutte le scuole della Regione, dove boicotteremo i comitati di valutazione promuovendo la nostra alternativa all’attuale sistema valutativo. Non è la retorica del merito ed una valutazione premiale il giusto strumento per migliorare la condizione delle nostre scuole, ma, nuovi strumenti di cooperazione tra studenti e docenti, con obiettivi mirati classe per classe e studente per studente sulla base delle condizioni di partenza e non del punteggio da ottenere”, conclude Nicolò Ceci, coordinatore regionale dell’Unione degli Studenti.

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