Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

La Corte dei Conti: Comune sull'orlo del dissesto finanziario

"Multiservizi e Farmacia, salvataggi affrettati: "Si voleva evitare di incorrere nell'obbligo di scioglimento delle società partecipate". "Riscossione dei tributi lenta, importi esigui rispetto alle previsioni e debiti fuori bilancio occulti"

BRINDISI – La Corte dei Conti di Bari ha censurato per 12 motivi i bilanci prodotti dal Comune di Brindisi nel 2012 e nel 2013 e ha bacchettato l’amministrazione per le azioni di salvataggio della Multiservizi e della Servizi Farmaceutici, definite “affrettate, confuse e adottate solo per evitare di incorrere nell’obbligo dello scioglimento previsto dalla legge, essendo state registrate perdite per tre esercizi consecutivi”.

I rilievi sono stati illustrati nella deliberazione adottata dai magistrati contabili nella seduta del 13 novembre 2015 ma sono stati depositati solo lo scorso 11 febbraio. Uno studio non facile quello della Corte presieduta da Agostino Chiappiniello posto che, come è scritto nella deliberazione, il Comune non ha trasmesso tutta la documentazione necessaria alla ricomposizione del puzzle a dir poco complesso della reale situazione economico-finanziaria della Multiservizi per la quale, ad oggi, non è ancora possibile sapere con certezza a quanto ammonta la perdita maturata al 31 dicembre 2014 visto che il bilancio non è ancora stato approvato.

Nonostante i rilievi mossi in diverse occasione dal Collegio dei revisori interno (ormai ex, presieduto da Vittorio Dell’Atti, componenti Massimo Mangiameli e Rita Saracino) con il quale – come si ricorderà – l’amministrazione di centrosinistra guidata da Mimmo Consales ha vissuto momenti di scontro tanto da non arrivare al parere sul consuntivo del Comune.

Corte dei ContiEd è proprio partendo da una segnalazione del vecchio collegio, che il caso Multiservizi e i bilanci dell’ente sono finiti al vaglio dei magistrati contabili: il Comune ha approvato il ripiano delle perdite al 31 dicembre 2012 pari ad 3.165.575 euro e al 31 dicembre 2013 per 1.153.551, entrambi “con notevole ritardo rispetto a quanto previsto dal Codice Civile” rispettivamente in data 25 giugno 2014 e 18 dicembre 2014.

“Quest’ultimo solo pochi giorni prima della ricapitalizzazione avvenuta il 22 dicembre 2014 e, comunque, dopo la sollecitazione del Collegio dei revisori che, in mancanza dei dati relativi al bilancio di esercizio 2013, aveva ritenuto di non possedere elementi di giudizio sufficienti a effettuare un’adeguata verifica dell’eventuale superamento della causa di scioglimento della società connessa alla riduzione del capitale per perdite al di sotto del limite legale”.

Lo stesso Collegio dei revisori dei conti aveva ritenuto essenziale conoscere il risultato di esercizio 2014, per valutare la ricapitalizzazione in corso e la fattibilità finanziaria della stessa. Nella relazione allegata alla deliberazione del 22 dicembre 2013 è stato indicato che dalla bozza di bilancio 2014, alla data del 17 dicembre 2014, risultava una situazione provvisoria di utile di esercizio pari ad 158.806,26 euro.

Non solo. “Il Comune ha riconosciuto 90.241 euro quale debito fuori bilancio derivante da ricapitalizzazione, ma emerge che si è trattato di versamento, evidentemente (ed inspiegabilmente) ancora dovuto, di decimi del capitale sociale sottoscritto”. Da qui un’ulteriore censura. E poi altri “no” sul debito fuori bilancio, in favore della Multiservizi per i “lavori straordinari di messa in sicurezza dell’ex Caserma Polizia Municipale e dei servizi custodia e guardiania del Parco Di Giulio” per 728.955,44, qualificando tale spesa come “ricapitalizzazione”, sebbene ci fosse stato un richiamo del segretario generale del Comune.

“Nella nota indirizzata al Sindaco, ai Dirigenti, al Presidente del Consiglio e al Collegio dei revisori si rimarcava la mancata autorizzazione dei presunti lavori e si chiedevano spiegazioni, sostenendo che potessero esserci i presupposti per chiedere un rimborso dell’importo”.

“Appare, infine, del tutto inconferente il generico riferimento contenuto nella deliberazione consiliare di che trattasi ad un credito di  453.931,52 vantato dal comune nei confronti della Multiservizi per canoni di locazione (dal 12/05/2009 sino alla data della delibera), dovendosi escludere, all’evidenza, che tale circostanza potesse avere un qualche rilievo motivazionale ai fini del disposto riconoscimento di debito”.

La conclusione della Corte dei Conti: “Il bilancio del Comune di Brindisi, oltre ad essere gravato da debiti fuori bilancio “occulti” e risalenti nel tempo, per i quali non sono stati attivati i necessari rimedi contabili, non espone nemmeno crediti per i quali si sono già verificate le condizioni di esigibilità”.

Brindisi MultiserviziPer le stesse motivazioni è stato censurato l’operato rispetto al salvataggio dell’altra partecipata, la Servizi Farmaceutici: “Dopo la perdita di esercizio 2010 per 59.277, ha adottato un provvedimento di copertura e contestuale ricapitalizzazione, essendosi eroso il capitale sociale al di sotto dei limiti minimi previsti dalla legge”, con approvazione del bilancio con “notevole ritardo (24 gennaio 2012).  La partecipata era “in perdita già dall’esercizio 2007, senza soluzione di continuità”.

“Il Collegio non può esimersi dallo stigmatizzare il comportamento superficiale palesato dall’amministrazione nel procedere ad una non ponderata ricapitalizzazione, ponendo in essere sostanzialmente una condotta elusiva del divieto di soccorso finanziario in favore della società. Il Comune di Brindisi, in costanza di svolgimento della procedura di liquidazione attivata in data 17 dicembre 2012, ha deliberato la ricapitalizzazione e la copertura delle perdite registrate nel 2011 e 2012, rispettivamente di 192.285 e 296.377 per complessivi -488.662”.

Nel corso dell’adunanza collegiale l’assessore al Bilancio del Comune di Brindisi, Carmela Lo Martire, ha rappresentato che la “grave situazione economica in cui versava la società Servizi Farmaceutici Srl era stata determinata dalla condotta dell’amministratore unico dell’epoca, finito nel frattempo sotto processo.  Inoltre, ha precisato che, ad oggi, la società espone un risultato positivo e non risulta più in liquidazione.

Profili di criticità sono emerse dai rendiconti 2012 e 2013, per i quali il Comune ha “trasmesso tardivamente, in modo frammentario e disordinato una corposa mole di documenti, in alcuni casi collazionati incoerentemente e caoticamente rispetto ai rilievi contestati”. Tra i rilievi, la “riscossione dei tributi lenta, con incassi reali di importi esigui rispetto alle previsioni” con il risultato che l’effettiva consistenza delle somme sarebbe stata falsata”.

L’accertamento di entrate è stato “evidentemente sovrastimate e, per di più, di dubbia ed incerta esigibilità o addirittura insussistenti” in tal modo si influenzano, in maniera determinante, “sia la consistenza dell’avanzo di amministrazione che i saldi di competenza se non, addirittura, i risultati del patto di stabilità.

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