Cronaca

Nuovo blitz alla Multiservizi, le indagini si allargano

Dopo i militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, anche la Digos alla Brindisi Multiservizi su mandato del magistrato inquirente della procura. Si tratta del secondo blitz investigativo nella sede di via Provinciale San Vito della società in house

BRINDISI – Dopo i militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, anche la Digos alla Brindisi Multiservizi su mandato del magistrato inquirente della procura. Si tratta del secondo blitz investigativo nella sede di via Provinciale San Vito della società in house, dopo quello del 16 aprile scorso delle "fiamme gialle", con la finalità di acquisire copiosa documentazione sullo stato economico-finanziario della Bms. All’epoca il Comune era ancora sotto gestione commissariale.

Non è noto quale sia il nuovo filone di indagine affidato alla polizia, ma potrebbe riguardare aspetti collegati alle assunzioni e alla gestione del personale, soprattutto dopo l'ultima campagna elettorale, mentre sino a questo momento i riflettori della procura erano puntati sulla gestione finanziaria della società pubblica, peraltro già finita sotto la lente della Corte dei Conti per lo stato della sue finanze e le gli interventi adottati dal Comune nel recente passato.

Il commissario prefettizio Cesare Castelli, peraltro, aveva già dato disposizioni ai dirigenti  e ai sub commissari di verificare le reali condizioni del bilancio della partecipata al 100 per cento dal Comune, è amministrata dall’avvocato Francesco Trane, anche capo dell’ufficio legale del municipio. La verifica si muoveva nell’ottica degli effetti che un eventuale nuovo risultato negativo avrebbe sui conti già malandati del Comune, stato rilevato da atti della magistratura contabile che aveva definito affrettate e confuse le precedenti manovre di salvataggio,   “adottate solo per evitare di incorrere nell’obbligo dello scioglimento previsto dalla legge, essendo state registrate perdite per tre esercizi consecutivi”.

Nella documentazione esaminata dalla Corte dei Conti, infatti, era evidente che il  Comune aveva approvato il ripiano delle perdite al 31 dicembre 2012 pari ad 3.165.575 euro e al 31 dicembre 2013 per 1.153.551, in entrambi i casi “con notevole ritardo rispetto a quanto previsto dal Codice Civile” rispettivamente in data 25 giugno 2014 e 18 dicembre 2014. E del bilancio 2014 non vi è ancora approvazione, ma si sa che è anch’esso in perdita di circa 1,3 milioni di euro.

Insomma, il sindaco Angela Carluccio e la sua giunta sono seduti, come detto più volte da vari esperti del settore in nostri articoli e in interventi sul nostro giornale, su una autentica bomba ad orologeria. Che, come dimostra l’interesse degli inquirenti, oltre che della Corte dei Conti, non può essere certo disinnescata con promesse elettorali. Su quella bomba, sia ben chiaro, sono seduti - promesse o non promesse ricevute in campagna elettorale - anche tutti i dipendenti della Bms.

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