Lunedì, 25 Ottobre 2021
Cronaca

Fornitore brindisino della Asl ingannava il Fisco da anni malgrado gli alti fatturati

oltre alla contestazione delle ipotesi di reato di omessa e infedele dichiarazione continuata, l’imprenditore è stato destinatario di un primo decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice delle indagini preliminari Paola Liaci, e poco dopo anche di un altro provvedimento d’urgenza disposto direttamente dal sostituto procuratore Raffaele Cast, poi convalidato sempre dal gip. Omesse dichiarazioni per 7 milioni di euro

BRINDISI – Era uno dei fornitori principali degli uffici della Asl di Brindisi, con un giro di milioni di euro, ma al fisco aveva reso dichiarazioni infedeli, occultando persino nella contabilità le fatture che invece presentava all’azienda sanitaria locale per incassare. Il Nucleo di Polizia tributaria del comando provinciale di Brindisi della Guardia di Finanza, assieme al pm Raffaele Casto, è riuscito con una analisi accurata dei flussi di valuta, delle fatturazioni e delle disponibilità finanziarie e delle liquidità della società in questione, a ricostruire ben sette anni di fatturati e redditi, giungendo a denunciare l’imprenditore, che è brindisino, alla procura per reati fiscali, e motivare ben due sequestri patrimoniali eseguiti nei mesi scorsi.

Quindi, oltre alla contestazione delle ipotesi di reato di omessa e infedele dichiarazione continuata, l’imprenditore è stato destinatario di un primo decreto di sequestro preventivo emesso dal  giudice delle indagini preliminari Paola Liaci, e poco dopo anche di un altro provvedimento d’urgenza disposto direttamente dal sostituto procuratore Raffaele Cast, poi convalidato sempre dal gip. L’imprenditore brindisino secondo procura ed investigatori delle fiamme gialle, non ha dichiarato al fisco oltre 7 milioni di euro, e gli sono stati sequestrati disponibilità finanziarie e beni per un valore di 1.363.233 euro e liquidità per 60mila euro in banconote di grosso taglio.  

La sede Asl di Via Dalmazia a BrindisiIl settore operativo della società individuata dalla accurata verifica fiscale opera nel ramo delle forniture di servizi di assistenza, manutenzione e noleggio di apparecchiature per uffici. A fronte delle dichiarazioni sospette, gli specialisti del Nucleo di Polizia tributaria avevano come elemento di paragone “i numerosi trasferimenti di denaro disposti in suo favore dalla Asl di Brindisi”, avviando di conseguenza una verifica fiscale e ricostruito l’effettivo volume d’affari, “anche attraverso indagini finanziarie”.

“È emerso che l’imprenditore, che per ben due anni consecutivi non aveva nemmeno presentato le dichiarazioni dei redditi, occultava sistematicamente al Fisco i pagamenti ricevuti dall’ente pubblico – spiega la Guardia di Finanza - semplicemente non inserendo in contabilità le fatture emesse che, invece, venivano puntualmente presentate all’Asl e da questa regolarmente saldate con bonifici sui suoi conti correnti.

Inoltre, l’imprenditore non aveva neppure istituito le scritture contabili e, negli sporadici anni in cui aveva dichiarato al Fisco i propri redditi, lo aveva fatto indicando importi irrisori e di fantasia”. Un autentico gioco d’azzardo, reso ancora più rischioso proprio dall’evidenza della scia di pagamenti ricevuti dall’azienda sanitaria locale brindisina. La partita però durava da anni, stando a quando fa sapere la Guardia di Finanza.

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