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Diffidato, invia minacce alla ex mentre lei è dal giudice: arrestato

Brindisino preso dalla Polizia postale, che aveva indagato sulla vicenda. Ora è ai domiciliari. Aveva anche investito il suocero

BRINDISI – Di passi falsi, un brindisino di 29 anni, ne aveva già fatti parecchi sia nei confronti della ex compagna che del padre di lei, tanto da ricevere nello scorso mese di aprile la notifica del divieto di avvicinamento alle due vittime, e il divieto di comunicare con la donna sia per lettera, che telefonicamente che via social o posta elettronica. Una delle prime misure che il magistrato interessato da un caso di atti persecutori emette con apposita ordinanza, una forma di ammonizione severa che tuttavia può essere aggravata in qualsiasi momento nel caso se ne presenti la necessità.

E qui il passo falso più grave: per nulla intimorito dalla prima ordinanza cautelare, il 29enne ha continuato a perseguitare la ex compagna “inviandole sul suo telefono cellulare messaggi, anche vocali, ingiuriosi e contenenti minacce di morte” diretti anche al padre di lei. L’ultimo della serie però, mentre la vittima si trovava in tribunale davanti al magistrato che si occupa del suo caso, che a quel punto ha  nei confronti della donna e di suo padre, e a quel punto il giudice delle indagini preliminari sostituiva la misura cautelare già disposta con quella più grave degli arresti domiciliari.

Se gli atti di stalking dovessero continuare, dopo c’è l’aggravamento con la revoca dei domiciliari e il trasferimento in carcere. Sono stati gli agenti della Polizia postale di Brindisi a condurre le indagini sulla vicenda, e a dare esecuzione anche dell’ordinanza di custodia cautelare, arrestando l’uomo nei giorni scorsi. L’indagato aveva avuto una relazione affettiva con la persona offesa, poi interrottasi, spiega la polizia, “e l’aveva reiteratamente molestata e minacciata con condotte persecutorie in danno della donna e del padre della stessa, che, una volta accertate, avevano determinato l’emissione a suo carico della misura del divieto di avvicinamento”.

Le forme di persecuzione avevano assunto aspetti particolarmente violenti sia sul piano psicologico che fisico, hanno potuto verificare gli investigatori della Polizia postale. “In particolare l’uomo, non accettando la fine della relazione con la donna, postava su  Facebook  messaggi ingiuriosi e di minaccia nei confronti dell’ex compagna  e dei suoi familiari, pubblicava le foto del figlio minore contro la volontà della madre, sapendo di contrariarla e giungeva ad aggredire fisicamente il padre di lei investendolo con la sua autovettura e cagionandogli lesioni con prognosi di giorni 20”.

Per tutto ciò la vittima piombava in uno stato di stress che la induceva a cambiare le abitudini di vita, temendo di poter incontrare il suo persecutore fuori di casa. Individuando in questa situazione gli estremi previsti dall’articolo 612 bis del codice penale, che ha introdotto il reato di stalking, il giudice aveva disposto il divieto di avvicinamento e di comunicazione all’uomo, ma lui non ha mollato mai la presa e si è guadagnato l’arresto.

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