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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca San Vito dei Normanni

Casa Serena, il Comune convince la Regione: proroga per un anno

Con un piano d'impresa da attuare in 12 mesi, porta aperta all'iniziativa privata

SAN VITO DEI NORMANNI – L’amministrazione comunale di San Vito dei Normanni è riuscita ad ottenere un anno di proroga dello stanziamento della Regione Puglia per Casa Serena, l’unica struttura ex Onpi (Opera nazionale pensionati d’Italia), sopravvissuta dopo la chiusura di quella di Gallipoli e la riconversione di quella di Bari previo spostamento altrove degli anziani ospiti. Ciò grazie ad un piano d’impresa, o di fatto un piano di gestione, come lo considera in realtà l’assessore con delega a Casa Serena, Valerio Longo, che ha convinto gli uffici regionali. Ma tutto, o quasi, nel giro di 12 mesi dovrà imboccare un nuovo percorso, oppure la fine del 2018 sarà anche il capolinea per questa grande struttura realizzata una cinquantina di anni addietro.

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Dunque, arriveranno per l’ultima volta poco meno di 400mila euro da Bari, ai quali si aggiungeranno un contributo di 50mila euro del Comune e i 200mila euro delle rette annuali dei 26 ospiti rimasti, dei quali si occupano i 26 dipendenti del consorzio Kursana Vita Serena, del gruppo Dussmann. Ma nei 12 mesi a disposizione dell’amministrazione guidata dal sindaco Domenico Conte si dovrà diversificare l’investimento, rendendo economicamente attrattiva Casa Serena per i player privati, non necessariamente nel settore dell’assistenza socio-sanitaria.  

Incontro Comune - parti sociali

Intanto in serata il sindaco Domenico Conte, l’assessore Valerio Longo e l’altro assessore interessato, Vincenzo Francavilla, hanno incontrato dipendenti, sindacati, ospiti, parenti degli stessi assistiti ed altri attori coinvolti per illustrare il risultato della trattativa con la Regione Puglia, i suoi risultati (che danno respiro a tutti), ma soprattutto per sollecitare una grande sinergia per giungere all’obiettivo che in estate era fallito, cioè trovare partner privati in una operazione di project financing (e spiegheremo subito dopo perché)che garantisse  a Casa Serena un futuro indipendente dal sostegno assicurato sin dal 1994 dall’intervento regionale.

Perché in estate l’avviso pubblico per il project financing era andato deserto, malgrado contatti preliminari avviati da quattro cinque società? Perché lo scenario proprio nei mesi cruciali di predisposizione dell’avviso era totalmente cambiato con l’entrata in vigore della nuova normativa sugli appalti e i contratti pubblici, e della legge della Regione Puglia numero 9 del 2017 sulla gestione delle strutture socio-sanitaria assistite, norma quest’ultima tutt’ora incompleta, che si è palesata soprattutto con drastici tagli e razionalizzazioni della spesa regionale di concorso alle spese di cooperative e altre società private.

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Una situazione che ha reso estremamente cauti gli operatori privati del cosiddetto terzo settore, tanto più che Casa Serena presenta ancora esigenze di radicale ristrutturazione del secondo e terzo piano. Qui vale la pena fare una breve disgressione: le passate amministrazioni in 10 anni hanno investito nella struttura 3milioni 440mila euro, ma il grande immobile (che una volta ospitava 200 anziani) alla visita dei carabinieri del Nas nell’agosto scorso risultava inagibile, un problema che si era sclerotizzato nel tempo.

Problema agibilità quasi risolto

Oggi, con un investimento di 56mila euro, l’amministrazione comunale sta rendendo agibile il piano terra e il primo piano (percorso che si concluderà entro dicembre) risolvendo un problema annoso che avrebbe ostacolato qualsiasi ipotesi o possibilità di investimento privato, di diversificazione dell’investimento e di nuove iniziative. Un’altra carta, questa, che è stata giocata nella trattativa con la Ragione Puglia per ottenere una proroga dello stanziamento pubblico, assieme a quella delle difficoltà intervenute con l’entrata in vigore delle nuove leggi.

Domenico Conte durante la conferenza stampa-2Del resto, passare dall’oggi al domani da una gestione assai critica all’autosufficienza che deve garantire la prosecuzione dell’assistenza, i posti di lavoro e nuove iniziative (non è escluso il turismo sociale), non era assolutamente possibile. La Regione aveva ceduto Casa Serena al Comune di San Vito dei Normanni nel 1994, dopo una transazione che pose fine al contenzioso instaurato dalla stessa amministrazione dell’epoca, che rifiutava di prendere in carico il grande immobile (con servizi e parco annesso): il patto prevedeva che la Regione avrebbe accompagnato per un periodo a termine la spesa di gestione, assumendosene i due terzi.  Nel 2012 una drastica svolta, con una legge che commisurava l’intervento regionale al numero degli ospiti presenti nei tre ex Onpi della Puglia, con previsioni triennali. (Nella foto a destra, il sindaco Domenico Conte)

Valerio Longo-3Ma – già detto cosa è avvenuto a Bari e Gallipoli – a San Vito dei Normanni si è arrivati sino allo scadere senza imboccare strade alternative, e questa è stata la situazione trovata da Conte e compagni all’atto dell’insediamento. “Una grana che ci ha fatto trascorrere notti insonni”, ammette l’avvocato Valerio Longo (nella foto a sinistra). Sarà possibile virare verso l’autofinanziamento, se non totale almeno prevalente, nel giro di soli 12 mesi? La scommessa è questa,e i sindacati hanno promesso di dare una mano affinché il piano d’impresa abbia successo.

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