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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

La torcia del petrolchimico e le rassicurazioni del sindacato: "Fabbrica moderna e sicura"

Sulla questione dell'accensione della torcia di emergenza del cracking, e più in generale sugli eeventi collegati ad incidenti nel corso della produzione del petrolchimico di Brindisi. Interviene il segretario generale della Uiltec Uil, Carlo Perrucci. Ospitiamo il suo intervento, ma aggiungiamo in coda una molto più breve osservazione di BrindisiReport.it

Sulla questione dell’accensione della torcia di emergenza del cracking, e più in generale sugli eeventi collegati ad incidenti nel corso della produzione del petrolchimico di Brindisi. Interviene il segretario generale della Uiltec Uil, Carlo Perrucci. Ospitiamo il suo intervento, ma aggiungiamo in coda una molto più breve osservazione di BrindisiReport.it

IL COMUNICATO DELLA UILTEC - UIL

Come prassi consolidata oramai, basta una sfiaccolata anche di poche ore delle torce del Petrolchimico per ravvivare un dibattito politico agostano che invece di preoccuparsi dell’indecente spettacolo che stiamo offrendo ai malcapitati “turisti forzati” e delle prospettive future da dare ai nostri disoccupati alle prese con una situazione drammatica di sopravvivenza,  tentano l’ennesimo assalto ad una società come l’Eni, già di per sé dubbiosa sul futuro della chimica di base.

E’ bene ricordare a tutti quanti che lo stabilimento Versalis di Brindisi è considerato il fiore all'occhiello nel panorama chimico italiano di Eni e non si possono dimenticare  di colpo tutti gli investimenti fatti in opere di ambientalizzazione approvati da tutti gli organi competenti a partire dal CTR (Comitato Tecnico Regionale).

Tra l’altro, il recente Sciopero Generale proclamato dalle OO.SS. di Categoria proprio su alcune scelte discutibili effettuate in altri siti, confermano una diversa attenzione per la nostra realtà, ma nonostante tutto, la situazione non è certo delle più tranquilli proprio per le difficoltà di un mercato sempre più dipendente da tantissimi altri fattori.

La torcia di emergenza del crackingLa Uiltec quindi, esprime forte preoccupazione per la strada intimidatoria e persecutoria intrapresa da alcune forze politiche e da alcuni soggetti Istituzioni locali e nazionali, naturalmente con i dovuti distingui, nei confronti del polo petrolchimico. Non solo quindi non riusciamo più ad intercettare altri investitori, ma lottiamo per far scappare anche quelli presenti.

E questa non è l’ennesima contrapposizione tra il diritto al lavoro e il diritto alla salute, perché possiamo assicurare che i primi precursori per le innovazioni tecnologiche tese a salvaguardare l’ambiente ma anche la salute dei dipendenti, siamo stati e saremo proprio noi Organizzazioni Sindacali che quei dipendenti li rappresentiamo per loro libera scelta. 

L’Eni (Versalis, Enipower) hanno totalmente sostituito un sistema produttivo ricorrendo a nuove tecnologie e a impianti sicuramente all’avanguardia. Negli ultimi anni poi Versalis è stata oggetto di indagini ripetute da parte delle autorità giudiziarie che hanno portato la stessa ad effettuare ulteriori modifiche impiantistiche e strutturali del sistema delle torce.

Sono stati spesi fior di milioni di euro sia per l'innovamento tecnologico sia per il sistema di sicurezza e sia per il rinnovamento del sistema d'azionamento del compressore dell’impianto d'etilene. E' stata acquistata e realizzata chiavi in mano una nuova tecnologia dalla Siemens, nota e affidabilissima azienda tedesca leader del settore. Purtroppo però, gli eventi dovuti a dei problemi tecnici imprevedibili non sistematici, a volte anche banali sono sempre in agguato, così come è accaduto anche l’altro giorno.

Vorremmo tranquillizzare tutti, l'opinione pubblica, i mass-media, le autorità che gli impianti che insistono nello stabilimento oltre a essere efficienti sotto l'aspetto produttivo rispondono alle normative vigenti sotto gli aspetti della sicurezza e della salvaguardia dell'ambiente, e grazie al lavoro costante e all'elevata professionalità dei tecnici presenti sono tenuti costantemente sotto controllo.

Tutte le Autorità sanno benissimo la quantità e la tipologia dei controlli a cui è sottoposto il Petrolchimico, e non ci pare che siano state riscontrate delle anomalie. La Versalis di Brindisi è stata premiata come l'insediamento più sicuro e rispettoso dell'ambiente dell'Eni Italia, sono ormai svariati anni che fortunatamente non registriamo un infortunio sul lavoro.

Questo per noi significa nuovo sviluppo economico ed occupazionale in perfetta sinergia con la salvaguardia di un sistema ambientale, certamente migliorato rispetto ai decenni scorsi, anche per ragioni di nuovi progressi scientifici e tecnologici che grazie alla ricerca si sono compiuti (Carlo Perrucci – segretario Uiltec).

LA NOTA DI BRINDISIREPORT.IT

Come da prassi, sugli eventi che riguardano incidenti e malfunzionamenti nell’area del petrolchimico di Brindisi, e in particolarmente le società Eni insediate a Brindisi, è il sindacato a rispondere, a rassicurare e a spiegare al posto dell’azienda. Quando Perrucci ed i suoi colleghi capiranno che questo sortisce nella gente, oltre che in alcuni giornali come il nostro (non in tutti), una reazione del tutto opposta che mette in discussione l’immagine del sindacato stesso, forse decideranno che sui temi degli incidenti nel corso del ciclo produttivo le spiegazioni deve darle l’azienda, anche ai cittadini ed ai media oltre che alle istituzioni preposte (in Eni hanno un validissimo ufficio stampa).

Non ci permettiamo invece di dire cosa deve fare il sindacato per tutelare l’occupazione e la permanenza a Brindisi delle produzioni chimiche, in uno scenario di innovazioni e di incremento della tutela della salute. E’ un compito della politica, sostituita come in casi recenti dalla magistratura. Invece le numerose morti per malattia tra i lavoratori di quella fabbrica, negli anni, l’eredità lasciata da società come Evc e Dow Chemical, ma anche Enimont (Micorosa), gli ftalati trovati nei cordoni ombelicali delle purpere brindisine dai medici di Neonatologia, i dati rilevati dall’Arpa, l’uso contrario alle normative ambientali fatto del sistema delle torce di emergenza sino alle indagini della procura della Repubblica, sono fatti – e non sono invenzioni – che pesano e che preoccupano i cittadini ogni volta che si presentano “problemi tecnici imprevedibili”.

La tutela dei posti di lavoro nel petrolchimico, nelle centrali e altrove è un punto fondamentale per pensare anche a un nuovo sviluppo industriale. Dire che tutto va bene e che non bisogna disturbare il manovratore non serve a conseguire questo obiettivo né a Brindisi, né a Taranto, per non parlare di Priolo, Gela, e tanti altri siti devastati dalla chimica senza regole degli anni passati (la redazione di BrindisiReport.it).  

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