menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
La scena del rinvenimento del corpo di Nicola Miceli a Savelletri

La scena del rinvenimento del corpo di Nicola Miceli a Savelletri

Resta ancora il mistero sul cadavere trovato a Savelletri

E' terminata attorno alla mezzanotte scorsa l'autopsia sul cadavere del pensionato 69enne Nicola Miceli, rinvenuto a bordo della sua auto nella mattinata del 4 giugno sulla costa di Savelletri, frazione peschereccia di Fasano

FASANO - E' terminata attorno alla mezzanotte scorsa l'autopsia sul cadavere del pensionato 69enne Nicola Miceli, rinvenuto a bordo della sua auto nella mattinata del 4 giugno sulla costa di Savelletri, frazione peschereccia di Fasano. Il medico legale incaricato dal pm Iolanda Chimienti, Antonio Carusi, non ha rilevato tracce di violenza sul corpo della vittima, eccetto le lesioni causate dalle fascette in plastica autobloccanti che erano strette attorno al collo del pensionato. Non ci sono neppure tracce evidenti di malattie gravi.

Il responso definitivo giungerà con l'esito degli esami ematologici e dei tessuti, che dovranno accertare in che condizioni fosse la vittima al momento della morte, dando una risposta anche al dubbio che Nicola Miceli potesse essere stato narcotizzato o intossicato prima del decesso, e forse anche trasportato sul posto successivamente. Solo ipotesi, che al momento hanno bisogno di elementi scientifici per essere fugate o accreditate. L'autopsia si è svolta nell'obitorio del cimitero di Brindisi.

Il pm ha voluto comunque cercare indizi in ogni direzione proprio perchè questa morte sembra del tutto priva di moventi, possibilità del suicidio inclusa: Micelli era una persona comunicativa e amante della compagnia, non aveva debiti noti nè personali nè di famiglia, non aveva - come già detto - malattie gravi tali da giustificare una grave depressione o un atto di autolesionismo. Il pensionato era vedovo da lungo tempo.

Nicola Miceli, originario di Fasano ed ex lavoratore edile, viveva con i figli in una azienda agricola in territorio di Locorotondo. Secondo i familiari non aveva manifestato comportamenti anomali e quando si è allontanata da casa la mattina del 4 giugno non ha lasciato messaggi o comunicazioni particolari. Il cadavere è stato scoperto per caso da alcuni bagnanti. Era riverso nella parte posteriore del furgoncino della stessa vittima, con tre fascette strette attorno al collo.

Questa posizione del cadavere (come se fosse stato trasportato da altri), pur in assenza di tracce evidenti di ulteriore violenza sul cadavere all'atto dell'ispezione sul posto del medico legale, ha indotto il magistrato di turno alla procura a disporre la perizia autoptica alla ricerca di indizi, sulla base dell'ipotesi di reato di omicidio. Intanto, nelle more delle indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Fasano al comando del capitano Pierpaolo Pinnelli - inclusi ovviamante i rilievi di polizia scientifica sull'auto e sul corpo della vittima - i figli di Miceli si sono costituiti parte civile con l'avvocato Vittoriano Bruno.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Puglia. Wedding: regole sanitarie e "covid manager" per ripartire

social

Festa della mamma: quando si festeggia e perché

Attualità

Arresto lampo dopo l'omicidio, il prefetto: "Un plauso alla polizia"

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento