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Fabio Fornaro

Fabio Fornaro

La "Belva" e la droga, pena ridotta di due anni al pentito Fornaro

LECCE – Riduzione della pena per Fabio Fornaro, brindisino, soprannominato “la Belva”, e per altri cinque complici, un’assoluzione, e per gli altri otto coimputati conferma delle condanne di primo grado da parte della Corte di appello di Lecce. A Fabio Fornaro, condannato dal tribunale di Brindisi a otto anni di carcere, i giudici di secondo grado oggi pomeriggio hanno ridotto la pena a sei anni. Assolto Michele Testini, brindisino, che in primo grado era stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione.

LECCE - Riduzione della pena per Fabio Fornaro, brindisino, soprannominato "la Belva", e per altri cinque complici, un'assoluzione, e per gli altri otto coimputati conferma delle condanne di primo grado da parte della Corte di appello di Lecce. A Fabio Fornaro, condannato dal tribunale di Brindisi a otto anni di carcere, i giudici di secondo grado oggi pomeriggio hanno ridotto la pena a sei anni. Assolto Michele Testini, brindisino, che in primo grado era stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione.

A Sandro Guarnaccia, brindisino, sono stati inflitti cinque anni di reclusione a fronte dei sei anni e 4 mesi del primo grado di giudizio. Tre anni per Roberto Di Lauro, brindisino, che i giudici di Brindisi avevano condannato a quattro anni. Due anni e quattro mesi per Vito Manta, brindisino, a fronte di tre anni. La pena di Francesco Andriola è scesa da due anni e sei mesi a due anni. Due anni per Francesco Pinca, e sospensione della pena, contro i tre anni del primo grado.

Conferma delle condanne per Michele Panzuti, brindisino (un anno e quattro mesi, pena sospesa); Alessandro Polito, brindisino (due anni); Antonio Galeone, tarantino (4 anni e sei mesi); Giovanni Battista Bernardi, di Sava (sei anni); Steve Montenero, di Policoro (due anni e quattro mesi); Alessandro Soffiatti, di Porto Cesareo (due anni); Martino Corrente, di Martina Franca (due anni), e Vincenzo Schiavone, di Tuturano (un anno).

Tutti rispondeva di traffico delle sostanze stupefacenti. Le indagini avevano riguardato l'arco di tempo intercorso tra gli anni 2001 e 2003, quando, a seguito dell'Operazione Primavera, molti contrabbandieri, ormai orfani del traffico di sigarette, si erano tuffati nel commercio delle sostanze stupefacenti e nelle estorsioni. Fabio Fornaro considerato un giovane molto violento riesce subito farsi strada, soprattutto nelle estorsioni perché per il traffico delle droghe è abbastanza affollato. Sino a quando, proprio per la sua violenza e arroganza, non viene arrestato per omicidio.

E così finisce la sua "carriera" malavitosa e, come il novanta percento dei boss brindisini, si pente. Fornaro da collaboratore di giustizia alza immediatamente il tiro e comincia a gettare ombre su alcuni politici presenti in Consiglio comunale. Fa riferimento alle elezioni amministrative del 2002 dicendo che il candidato Massimiliano Oggiano ha ottenuto voti in cambio di favori dai fratelli Brandi (processo che si sta celebrando dinanzi al tribunale di Brindisi).

Di Fornaro, comunque, gli investigatori sapevano già tanto. Violento e troppo sicuro di sé parla al telefono e con chicchessia senza alcuna cautela. Sanno che possiede numerose armi e delle estorsioni in danno degli imprenditori D'Oriano, Pennetta, Marziliano, Lapertosa, Cannone, Longo. Fu catturato il 6 maggio del 2007, una ventina di giorni dopo avere ammazzato per errore Daniele Carella di 33 anni. Un inseguimento per le vie di Brindisi. il vero obiettivo era probabilmente Angelo Palma, che guidava l'auto in fuga, Fornaro e Gennaro Giuffrida, pure lui brindisino, che lo inseguivano sparando colpi di pistola. Ma centrarono alla testa carella. Per quell'omicidio Fornaro e Giuffrida sono stati condannati in via definitiva: il primo a venti anni di carcere, l'altro a sedici.

Fornaro è stato condannato in via definitiva anche a 9 anni di carcere nell'ambito dell'inchiesta che portò in carcere l'allora questore di Brindisi Francesco Forleo, l'ispettore Pasquale Filomena, altri poliziotti e tanti contrabbandieri.

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