Cronaca

Impianto Cdr, impossibile conferire a Formica: rischio emergenza

Dalle analisi sui rifiuti svolte da Nubile, il parametro di biostabilizzazione presenta valori doppi rispetto al limite massimo. Dopo i controlli a campione la comunicazione last minute venerdì: domani possibile blocco dei camion

BRINDISI – Nel complicatissimo puzzle sulla gestione dei rifiuti, potrebbe essere inserita a breve una nuova tessera sull’emergenza se dalle analisi a campione svolte dalla società Nubile sul materiale conferito all’interno dell’impianto di Cdr è stato accertato il superamento di un parametro, ben oltre il limite massimo. Addirittura doppio rispetto al consentito. Il rischio è che i rifiuti non possano essere più trasferiti da via per Pandi, zona industriale di Brindisi, alla discarica di Formica, sito sul quale l’impresa ha dirottato dopo il sequestro di Autigno, avvenuto lo scorso 5 maggio.

Il sequestro avvenne per sospetto inquinamento della falda acquifera, stando all’ipotesi della Procura che, come è noto, ha chiuso questo filone di inchiesta arrivando alla conclusione che per sette persone ci sono gli estremi per contestare l’omissione d’atti d’ufficio perché sapevano del superamento delle soglie di contaminazione ma non avrebbero adottato le azioni necessarie alla tutela della salute, della sanità e dell’ambiente.

Rilievo penale mosso nei confronti dell’amministratore unico della Nubile, Luca Screti, peraltro già indagato per presunte violazioni rispetto alle prescrizioni contenute nell’Aia, e di Giuseppe Masillo in veste di direttore della società e nei confronti di cinque dirigenti pubblici, i tre che hanno tenuto le redini del settore Ecologia del Comune di Brindisi, Fabio Lacinio, Pietro Cafaro e Francesco Dileverano, al pari del funzionario dell’ufficio Ambiente della Provincia, Pasquale Epifani e di quello dell’Arpa, Annamaria D’Agnano.

Tornando alla possibile emergenza dei prossimi giorni, i risultati delle analisi a campione eseguite dalla stessa società Nubile sui rifiuti conferiti dai comuni dell’Oga sono stati comunicati a chi dovrebbe “ospitarli”, vale a dire a Formica, praticamente alla scadenza del termine ultimo indicato da quest’ultima. A quanto pare, Formica avrebbe chiesto a Nubile gli esiti degli accertamenti in tempo utile, indicando venerdì come giorno ultimo. E Nubile avrebbe “spedito” i risultati last minute, il sabato successivo, ovvero nella giornata di ieri.

Il valore fuori norma è quello che si riferisce all’Ird, ossia l’indice di misura della stabilità biologica dei rifiuti e che, stando alle disposizioni in materia, deve essere inferiore a mille. Gli ultimi campionamenti, invece, avrebbero messo in evidenza il superamento di tale tetto, schizzando a più di mille, e si riferiscono a lunedì.

A questo punto la domanda è: cosa potrebbe avvenire domani, quando ripartiranno le operazioni di conferimento dall’impianto di Cdr in direzione del sito di proprietà della società Formica? Perché di fronte a valori come quelli evidenziati da Nubile, scatta obbligatoriamente il blocco dei camion. E se gli auto compattatori non possono partire, vuol dire che restano in via per Pandi, con il rischio di un accumulo negli stessi termini in cui c’è stato nelle scorse settimane, quando proprio la quantità del materiale presente era tanta da innalzare il rischio di focolaio. Il sovraccarico è il motivo per il quale è stato sospeso (e ancora lo è) il certificato antincendio.

Le amministrazioni locali, Comune di Brindisi, Provincia, Regione Puglia e Oga, l’organo di governo d’ambito, si troverebbero a dover gestire l’ennesima situazione di allarme. Situazione che arriva dopo gli avvisi di conclusione di indagine della Procura su Autigno, dopo la fine della storia tra la parte pubblica e quella privata nella gestione dei siti visto che l’ente capoluogo ha deciso di procedere con la risoluzione del contratto per gravi inadempienze  e dopo la richiesta di una maxi risarcimento danno da parte di Nubile.

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