"La coca causa omicidi di Francavilla"

FRANCAVILLA FONTANA – E' accusato di aver acquistato illecitamente sostanza stupefacente ai fini di spaccio il 44enne di Francavilla Cosimo Canovari arrestato su ordinanza nella mattinata di oggi nell'ambito dell'operazione dei carabinieri del Ros di Milano che all'alba di oggi, con 52 arresti in tutta Italia, ha sgominato un grosso traffico internazionale di droga finanziato dalle cosche di Reggio Calabria. Un’operazione che si intreccia con quella del Gico e del Goa della Guardia di Finanza, che ha toccato il Brindisino.

Cosimo Canovari

FRANCAVILLA FONTANA – E' accusato di aver acquistato illecitamente sostanza stupefacente ai fini di spaccio il 44enne di Francavilla Cosimo Canovari arrestato su ordinanza nella mattinata di oggi nell'ambito dell'operazione dei carabinieri del Ros di Milano che all'alba di oggi, con 52 arresti in tutta Italia, ha sgominato un grosso traffico internazionale di droga finanziato dalle cosche di Reggio Calabria. Un’operazione che si intreccia con quella del Gico e del Goa della Guardia di Finanza, che ha toccato il Brindisino.

Canovari sarà ascoltato dal gip Paola Liaci, per l'interrogatorio di garanzia, domani mattina alle 9,30 alla presenza del suo legale di fiducia Feliciano Petrera. Le indagini condotte dal Ros e dalla Dda di Milano hanno documentato come la presunta organizzazione, utilizzando le rotte commerciali marittime, importasse la droga dalla Colombia e dall'Ecuador, introducendola in Europa attraverso i porti di Anversa e Amburgo.

Per gli approvvigionamenti della cocaina, destinata oltre che in Italia, anche in Belgio, Germania, Olanda ed Austria, era stato costituito un cartello dalle proiezioni milanesi di diverse cosche della 'ndrangheta'. Documentata anche la compartecipazione al traffico di soggetti riconducibili a Cosa Nostra e, in particolare, alla famiglia Fidanzati di Palermo e ad alcune famiglie mafiose di Gela.

L'11, il 15, il 17 e il 19 maggio del 2010 il francavillese Cosimo Canovari ha avuto contatti telefonici con il calabrese Marcello Ilario Portaro, 36 anni, residente nel Milanese, anche lui arrestato all'alba di oggi dai carabinieri del Ros. Le conversazioni si riferiscono all'acquisto di una “macchina”, che secondo gli investigatori sarebbe, invece, una partita di cocaina.

Nel corso dell'inverno del 2010, inoltre, Canovari, è stato videoripreso in diverse occasioni all'esterno del bar “Le Prince”di Limito di Pioltello, in provincia di Milano, dove si recava, da quanto si legge nell'ordinanza “per incontrare Alessandro Manno, Marcello Ilario Portaro, e Salvatore Maiolo, a conferma dei legami criminali  intercorsi fra il gruppo calabrese, fornitore di sostanze stupefacenti, ed i brindisini loro acquirenti”.

Nelle quattro conversazioni telefoniche Canovari e Portaro parlano della consegna di una macchina e dei relativi soldi. Alle 13.59 del 15 maggio 2010 Portaro telefona al francavillese “Ma ascoltami un attimo, ti volevo chiedere una cosa, ma tu la macchina l'hai venduta o ce l'hai ancora tu? Canovari: “La macchina?” Portaro: “Eh”. Canovari: “La macchina ce l'ho ancora io”.

I due si sono incontrati sia nel Milanese che a Francavilla, sempre per la consegna della “macchina”. Secondo gli uomini del Ros i fatti criminosi che si sono verificati nel territorio di Francavilla nel 2010 sono tutti riconducibili al traffico di droga: “L'Arma territoriale di Francavilla Fontana ha più volte effettuato investigazioni nei confronti di Canovari Cosimo e dei suoi fratelli Canovari Fabio e Canovari Nicola”.

“Le informazioni acquisite presso la compagnia dei carabinieri di Francavilla Fontana – scrive il gip di Milano - hanno consentito di venire a conoscenza che il gruppo famigliare Canovari è al centro di una sanguinosa faida nel territorio di Francavilla Fontana iniziata con l'omicidio di Della Corte Vincenzo e proseguita con l'omicidio di Parisi Fabio, tanto che in data 11.11.2010, Canovari Nicola veniva fatto segno di numerosi colpi di fucile mitragliatore Kalashnikov sparati da ignoti che lo attingevano in modo grave e che cagionavano la morte di tale Ligorio Francesco”.

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“Tutta questa serie di gravi delitti sono da inquadrare nel tentativo di gruppi criminali contrapposti di monopolizzare ed egemonizzare il lucroso traffico di sostanze stupefacenti in provincia di Brindisi”.

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