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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca Villa Castelli

La coca la tagliavano nel Bimbi

VILLA CASTELLI – Tre chili e mezzo di cocaina, nove chili e mezzo di hashish, la somma di ventimila euro e materiale per il confezionamento. Tutto questo è stato trovato, nel pomeriggio di ieri a Villa Castelli in casa del 34enne Vito Parisi durante una perquisizione eseguita dai carabinieri. Per lui sono scattate le manette, è accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Denunciata per lo stesso reato la moglie, L.B., 31 anni.

VILLA CASTELLI - Tre chili e mezzo di cocaina, nove chili e mezzo di hashish, la somma di ventimila euro e materiale per il confezionamento. Tutto questo è stato trovato, nel pomeriggio di ieri a Villa Castelli in casa del 34enne Vito Parisi durante una perquisizione eseguita dai carabinieri. Per lui sono scattate le manette, è accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Denunciata per lo stesso reato la moglie, L.B., 31 anni.

Da quanto hanno accertato i carabinieri la droga, veniva tagliata con il "Bimbi", il robot elettronico utilizzato in cucina per la preparazione del cibo. I due coniugi, però, all'interno dell'apparecchio elettronico mettevano pietre di cocaina e altre sostanze necessarie per ottenere il prodotto da immettere sul mercato.

Vito Parisi è un artigiano e si occupa paradossalmente della lavorazione della pietra, quella vera. Sia la cocaina che l'hashish erano suddivisi in panetti sottovuoto termosaldati (dieci involucri contenevano la cocaina e 28 l'altra sostanza stupefacente). I due avevano anche la macchina per il sottovuoto. I ventimila euro erano suddivisi in denaro contante (circa 10mila euro) e libretti bancari e postali. Il tutto è stato posto sotto sequestro. Parisi è stato rinchiuso nel carcere di Brindisi in attesa dell'interrogatorio di convalida.

E' da escludere che Vito Parisi fosse il proprietario delle due partite di sostanza stupefacente. Molto probabilmente è un uomo dell'organizzazione incaricato della custodia e del taglio della cocaina, un soggetto fuori dai sospetti più della gente che invece controlla la rete, forse da Villa Castelli, ma forse da una città vicina, che potrebbero anche essere Francavilla Fontana dove gli omicidi di fine 2010 hanno quel segno, e dove i grossi spacciatori non sono pochi, o Ceglie Messapica (idem).

L'arresto di Vito Parisi, assieme ai due arresti eseguiti dalla polizia a Brindisi negli ultimi giorni con un bilancio di 16 chili di eroina e quasi nove di hascisc, dimostra come siano più che fondate le valutazioni fatte dal procuratore capo Marco Dinapoli nel corso di una delle manifestazioni di "Brindisi capitale dell'antimafia", circa la riconversione netta della criminalità organizzata locale verso il traffico di droga.

E sempre negli ultimi mesi e negli ultimi giorni, sia con i sequestri di sostanza stupefacente importata dall'Albania, sia con il coinvolgimento di soggetti della provincia di Brindisi in rapporti con famiglie della 'ndrangheta calabrese, sia con il progetto per fare evadere un "soldato" del clan dei Tuturanesi specializzato proprio in traffici di droga, emergono i riscontri ai convincimenti della procura brindisina.

Vito Parisi, incensurato, una figlia, impiegato nell'azienda paterna, sarà interrogato lunedì mattina alle 10 dal gip Paola Liaci, alla presenza del difensore di fiducia Cosimo Deleonardis.

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