Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

La commissaria: "Ecco perchè la Tari è aumentata a Fasano"

Il commissario prefettizio del Comune di Fasano, Pasqua Erminia Cicoria, ha ritenuto necessario illustrare ai cittadini le ragioni dell'aumento del 40 per cento della tariffa per la raccolta rifiuti

FASANO - Il commissario prefettizio del Comune di Fasano, Pasqua Erminia Cicoria, ha ritenuto necessario illustrare ai cittadini le ragioni dell'aumento del 40 per cento della tariffa per la raccolta rifiuti, invitandoli nel contempo ad effettuare i pagamenti per non compromettere gli equilibri di bilancio dell'amministrazione comunale.

La consegna degli avvisi di pagamento Tari per l’anno 2016, riconosce il commissario prefettizio, sta provocando tra i cittadini di Fasano malumori e rimostranze  a causa dell’aumento delle tariffe "e, per questo, è opportuno fornire ulteriori  chiarimenti, rispetto a quanto già comunicato (con apposita nota) il 19 aprile scorso, sui motivi che hanno indotto il Comune a prendere tale decisione al fine di informare correttamente la cittadinanza, senza prestare il fianco a facili strumentalizzazioni che il periodo di propaganda elettorale potrebbe favorire".

"Si ribadisce che gli atti approvati dal Comune di Fasano rispondono ad un preciso obbligo di Legge in quanto il costo del servizio deve essere coperto integralmente dalla tariffa e non pesare in alcun modo sul Bilancio,  tutelando, in tal modo, il suo equilibrio. Nel dettaglio - spiega la nota commissariale - si precisa che le tariffe  devono coprire integralmente i costi prodotti dal servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, suggellato nel relativo contratto di affidamento con l’attuale gestore (la ditta “Tradeco” dal 1° luglio 2013), che  entrambi i contraenti  sono tenuti a rispettare ed eseguire". 

"Per comprendere meglio come si sia arrivati nel 2016 ad un aumento massimo di circa il 40% rispetto alle tariffe del 2014 (utenze domestiche), occorre spiegare sinteticamente quanto segue senza entrare in questa sede nel dettaglio delle  cifre pubblicate e che  hanno disorientato ulteriormente i contribuenti. Nell’anno 2014 il Pef (Piano Economico Finanziario prodotto dall’appaltatore) sommato alle altre voci di costo relative al servizio rifiuti (trattamento, smaltimento e trasporto dell’organico e dell’indifferenziato agli impianti che si sono resi disponibili ad accoglierli) ammontavano  a 8.360.000,00 euro. Di conseguenza l’ente ha regolarmente approvato le tariffe Tari a totale copertura del servizio", fa sapere il commissario prefettizio.

Il problema risale ad una decisione del consiglio comunale, prima dello scioglimento: "Nell’anno 2015 il Pef presentato dall’appaltatore più le altre voci di costo, proposti il 30 luglio scorso al  Consiglio comunale, ammontavano a 9.156.000,00 euro che in ogni caso non garantivano la copertura del canone contrattuale per circa 500.000,00 euro, canone che si stava regolarmente pagando per intero dall’inizio dell’anno. Il Consiglio Comunale non ha approvato, entro i termini di legge, il conseguente aumento delle tariffe lasciandole invariate per i cittadini rispetto al 2014 e gravando conseguentemente, in maniera difforme da quanto stabilito per legge, sul Bilancio dell’Ente per circa  1.400.000,00 euro".

Insomma, la dilazione di un problema non sempre genera effetti positivi, ma spesso avviene il contrario: "Nell’anno 2016  il Pef più le altre voci di costo ammontano ad  9.308.000,00 euro. La gestione commissariale del Comune, pertanto, al fine di mettere in sicurezza i conti dell’Ente, ha correttamente provveduto ad approvare entro il 30 aprile 2016, termine ultimo previsto per legge, le conseguenti tariffe, che da un lato risultano inferiori a quelle che si sarebbero potute approvare nel 2015 in quanto sono state previste entrate dal Consorzio Conai (Consorzio nazionale imballaggi) per  circa  320.000,00 euro e, dall’altro, scontano la corretta  applicazione  del Regolamento comunale relativamente alla soppressione  della quota variabile della tariffa sulle pertinenze (decisa dal Consiglio comunale nel 2014), che determina un maggiore incremento per le sole utenze domestiche  di circa 900.000,00 euro".

Tuttavia non ci sono regali del Comune a Tradeco, anzi si sta provvedendo alla risoluzione del contratto: "Si ribadisce che già da qualche mese sono in corso sistematiche contestazioni delle inadempienze dell’appaltatore con riduzione del canone mensile in misura corrispondente agli obblighi contrattuali  non eseguiti,  con  avvio del procedimento di risoluzione contrattuale.  È evidente pertanto che sono del tutto fuorvianti messaggi che evocano la sospensione o addirittura l’annullamento o la revoca di atti, per legge non praticabili, anche in considerazione del fatto che le cifre di cui si parla sono già inserite nel Bilancio di previsione 2016 di prossima approvazione".

"Ovviamente, la prossima amministrazione - dice il commissario prefettizio -  potrà valutare se ricorreranno le condizioni per intervenire al riguardo,  adottando responsabilmente i conseguenti eventuali provvedimenti. Alla luce di quanto descritto, si invitano tutti i cittadini a pagare regolarmente gli avvisi Tari 2016 (come già molti di essi stanno facendo) ricordando che il termine  non deve essere inteso in maniera perentoria, anche in considerazione del fatto che non è ancora ultimata la consegna degli avvisi da parte del servizio postale. Pertanto il pagamento oltre il termine indicato non comporterà l’applicazione di sanzioni".  

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