La Conca ancora off-limits: proteste

BRINDISI - A 48 ore di distanza dallo sgombero causa un blocco di cemento scambiato per un ordigno, la Conca resta off-limits. L'ordinanza di interdizione della Capitaneria di Porto lascia ancora deserta il luogo di balneazione per antonomasia dei brindisini, che dopo due giorni trascorsi senza un nulla di fatto, e trovandosi con la loro spiaggia preferita chiusa, protestano.

Il salvagente che segnala il presunto ordigno

BRINDISI - A 48 ore di distanza dallo sgombero causa un blocco di cemento scambiato per un ordigno, la Conca resta off-limits. L'ordinanza di interdizione della Capitaneria di Porto lascia ancora deserta il luogo di balneazione per antonomasia dei brindisini,  che dopo due giorni trascorsi senza un nulla di fatto, e trovandosi con la loro spiaggia preferita chiusa, protestano.

“Nessuno discute l'ordinanza – dicono alcuni aficionados della Conca – ma si tratta di un eccesso di sicurezza, dal momento che sanno tutti che si tratta di blocchi di cemento che sono li a due metri e mezzo di profondità da cinquant'anni”. Dopo lo sgombero della Conca, avvenuta sabato mattina intorno alle 12.30, ad opera di vigili urbani e polizia il tratto di mare resta un deserto. A presidiarlo sono i volontari della Protezione Civile.

Molti tra improperi e lamentele sono costretti a rinunciare al bagno nella spiaggia di cui dicono “veniamo da 50 anni e quei blocchi di cemento ci sono sempre stati. Il problema è che ogni tanto arriva un turista settentrionale, nota quelle strane forma allungate e pensa a un ordigno. Sono già tre volte che ci chiudono la spiaggia, alla fine si risolve sempre con un nulla di fatto”. Alcuni ragazzi raccontano: “Sono quindici anni che veniamo qui, con quei blocchi di cemento ci abbiamo sempre giocato, non è mai successo nulla”.

Polemiche a parte il blocco al momento resta, in attesa di un sopralluogo da parte degli artificieri della Marina Militare (il Nucleo Osdai), il problema è che una data non è stata ancora fissata. I sigilli potrebbero essere rimossi nell'arco delle prossime 48 ore, dicono dalla Capitaneria (sulla scorta anche delle segnalazioni degli anni passati si sa già che non c'è nulla di pericoloso nelle acque della Conca ma la burocrazia a volte è peggio delle bombe).

Proprio per questo monta lo scontento tra i bagnanti: “Dal momento che tutti sanno che si tratta di una vera e propria bufala perchè non liberare lo specchio d'acqua?”.

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