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La Corte dei Conti sanziona Consales e Carluccio: “Irregolarità nelle gestioni”

Circa 7mila euro per non aver presentato la relazione di fine mandato. Sanzione anche per l’ex dirigente Destino

BRINDISI – “Rimprovero” della Corte dei Conti per gli ex sindaci di Brindisi, Mimmo Consales e Angela Carluccio, dopo aver evidenziato l’esistenza di “irregolarità in grado di pregiudicare, anche in prospettiva,  gli equilibri economico-finanziari dell’Ente”, venute a galla dalla lettura del rendiconto trasmesso dal commissario prefettizio Santi Giuffré. E sanzione pecuniaria del Comune per non aver presentato le relazioni di fine Amministrazione.

Le sanzioni

Corte dei ContiI due ex amministratori, costretti a terminare la navigazione in anticipo rispetto alla scadenza naturale,  dovranno pagare 6.763,02 euro per “la mancata sottoscrizione, nei termini di legge, della relazione di fine mandato”. Doppia sanzione per l’ex dirigente Mirella Destino, a capo dei Servizi finanziari in entrambi i periodi di Amministrazione: 10.203,37 euro per il “mancato adempimento” alla fine della gestione Consales e altrettanto da versare con riferimento alla conclusione del mandato Carluccio.

Dovranno pagare “l’ingiunzione” entro 30 giorni, a far data dalla notifica del provvedimento firmato da Angelo Roma il 23 novembre scorso, dopo i rilievi della Corte dei Conti mossi nella deliberazione del 14 settembre 2018 (presidente Angelo Chiappiniello, relatore Stefania Petrucci). Nello stesso periodo potranno  presentare opposizione – mediante ricorso – al giudice di pace. Ma tale azione “non sospende l’esecuzione del provvedimento”. Nel caso in cui alla scadenza del termine, non dovesse esserci il pagamento, “si procederà alla riscossione coattiva di tutte le somme”.

La Corte dei Conti

Il sindaco Mimmo ConsalesIn tutti e tre i casi, l’applicazione della sanzione è diretta conseguenza della nota della Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Puglia con la quale i magistrati hanno rilevato “la mancata trasmissione delle relazioni di fine mandato dei sindaci che hanno preceduto la gestione commissariale”. I magistrati lo scorso 28 giugno, hanno ricevuto il rendiconto del commissario Santi Giuffré, arrivato al timone dopo la caduta della sindaca Carluccio e hanno “preso atto, in particolare, dell’aggiornamento della programmazione economica del fabbisogno del personale per il triennio 2017-2019, delle 14 assunzioni effettuate a gennaio 2018 e di quelle previste dal piano, nonché dei molteplici regolamenti adottati, tra i quali quelli in materia tributaria, di valorizzazione e alienazione dei beni immobili e di contabilità armonizzata”.

La relazione del commissario

Nella relazione del commissario Giuffré (foto in basso) si specificava che” alla chiusura dell’esercizio 2017, l’Ente presentava un risultato di amministrazione di 49.543.898,32 euro che, all’esito della scomposizione delle quote prevista ex lege, evidenziava un risultato di parte disponile negativo per 982.772,90 euro”. Nel corso dell’esercizio 2017, “l’Ente al pari del biennio precedente, ha fatto ricorso ad anticipazioni di tesorerie restituite al termine dell’anno”.

Santi Giuffrè nel castello Alfonsino-2Alla luce di questo contesto, la Corte ha ritenuto di avere a disposizione “dati inerenti la situazione gestionale e finanziaria dell’Ente”, benché la relazione del commissario non possa sostituire quella del sindaco. Anzi di due sindaci. Perché, con riferimento al Comune di Brindisi, la Corte si è resa conto che né Carluccio, né il sindaco precedente Consales, avevano trasmesso il rendiconto delle proprie Amministrazioni.  Una violazione di legge. Più esattamente, la “violazione dell’articolo 4 del decreto legislativo del 6 settembre 2011, numero 149, relativamente agli obblighi di redazione, sottoscrizione, certificazione, pubblicazione invio” alla stessa Corte dei Conti della relazione di fine mandato.

La violazione

Il giuramento di Angela Carluccio-3Violazione importante perché “la relazione di fine mandato – hanno ricordato i magistrati - costituisce uno strumento di democrazia del bilancio e di conoscenza dell’attività svolta nell’esercizio delle rispettive funzioni e momento di trasparenza nella fase di passaggio da un’Amministrazione all’altra, in cui deve essere fotografata la reale situazioni finanziaria dell’Ente”. Conseguentemente spetta al Comune dare attuazione alla disposizione precettiva.

A nulla sono valse le spiegazioni partite da Palazzo di città, firmate dall’ex dirigente dei Servizi finanzieri e dal segretario generale, i quali hanno evidenziato che “gli organi sono cessati per dimissioni della maggioranza dei componenti del consiglio comunale e in un caso per eventi più traumatici”. La storia politico-amministrativa del Comune di Brindisi, racconta in effetti di una sfiducia fuori dall’Aula consiliare per Carluccio e di uno stop imposto a Consales dalla Procura nell’inchiesta sull’affidamento dell’appalto per la gestione dell’impianto di Cdr in favore della società Nubile. L’inchiesta è sfociata nel frattempo in processo: chiuso il primo grado, si è in attesa dell’Appello.

Le ingiunzioni di pagamento

mirella destino comune br-3Per Destino (nella foto accanto), nel frattempo lontana da Palazzo di città essendo andata in pensione, la contestazione è stata doppia essendo riferibile a due gestioni: prima quella di centrosinistra a trazione Pd, con Consales sindaco, e poi quella centrista con Carluccio eletta primo sindaco donna. In entrambi i casi la sanzione ammonta a 10.203 euro e 37 centesimi “par alla metà degli emolumenti relativi a tre mensilità”.

Per gli ex amministratori, invece, la sanzione ammonta a 6.763,02 euro “pari alla metà dell’indennità di mandato, calcolata per tre mensilità”.

I rilievi sulla gestione

Quanto alla gestione del Comune, la sezione regionale di controllo per la Puglia ha dichiarato l’esistenza di “irregolarità suscettibili di pregiudicare gli equilibri economico-finanziari dell’Ente” e ha invitato lo stesso a “proseguire e intensificare le attività di accertamento e riscossione dei propri tributi”. Copia della pronuncia è stata notificata al sindaco Riccardo Rossi e al presidente del Consiglio Giuseppe Cellie e dovrà essere sottoposta al Consiglio comunale  per la presa d’atto per poi essere trasmessa alla Corte entro 60 giorni.

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