Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Un palazzo farà compagnia alla Fontana di Tancredi. Questa è Brindisi

Siamo finiti nel notiziario nazionale del tg della terza rete Rai, quest'oggi, per l'esclusione dai fondi del Pon Cultura del recupero di Forte a Mare, ci torneremo presto per lo schiaffo in arrivo anche alla Fontana di Tancredi. Perché costruire un palazzo a ridosso di un monumento del dodicesimo secolo è uno schiaffo alla storia della città, che non è difesa e tutelata come meriterebbe

BRINDISI – Siamo finiti nel notiziario nazionale del tg della terza rete Rai, quest’oggi, per l’esclusione dai fondi del Pon Cultura del recupero di Forte a Mare, ci torneremo presto per lo schiaffo in arrivo anche alla Fontana di Tancredi. Perché costruire un palazzo a ridosso di un monumento del dodicesimo secolo è uno schiaffo alla storia della città, che non è difesa e tutelata come meriterebbe. Qui c’è sotto un contenzioso davanti ai giudici amministrativi, certo. Il via libera lo ha dato il Consiglio di Stato, ma nelle sentenza l’estensore non manca di rimarcare criticamente che le cose sarebbero andate diversamente se quel sito fosse stato diversamente ed adeguatamente protetto. Insomma, gli storici locali ricostruiscono passaggi cruciali dell’occupazione normanna a Brindisi, altri costruiscono condomini alle spalle dei lasciti culturali di quell’epoca.

La denuncia arriva da Italia Nostra, che elenca scrupolosamente responsabilità individuali e collettive nella storia dell’operazione edilizia che cambierà drasticamente il contesto ambientale della antichissima fontana normanna. Perché, dice Italia Nostra, tutti sapevano a quali rischi era esposto il monumento, almeno sin dal 2009. “Tra pochi giorni vedremo le ruspe in azione sul terreno alle spalle della Fontana Tancredi. Non per una migliore sistemazione e decoro del monumento, ma – scrive l’associazione che difende i beni culturali e ambientali del nostro Paese - perché potrebbero iniziare i lavori di costruzione di un nuovo edificio composto da “piano seminterrato per garage e locale tecnico, piano terra per uffici e servizi … piani primo, secondo ed attico, per una abitazione a piano con annessi balconi”.

La Fontana TancrediCosì ha deciso il Consiglio di Stato con sentenza n. 1100/2015 – spiega Italia Nostra - che ha accolto il ricorso in appello del privato, proprietario del lotto in questione, annullando il decreto del direttore regionale n. 4183 del 03.05.2011 di tutela indiretta di inedificabilità emanato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Lecce Brindisi e Taranto. “La Sezione di Italia Nostra di Brindisi fin dal 2009 ha informato, sollecitato, spinto il Comune di Brindisi e la Soprintendenza di Lecce a svolgere un’azione più incisiva per la tutela del monumento, che tutti ‘a parole’ ritengono di grande interesse storico artistico ‘esempio di ingegneria idraulica e architettura civile normanna in Puglia”, rivela l’associazione.

Quindi l’elenco delle responsabilità, secondo Italia Nostra: “Il dirigente dell’Ufficio tecnico comunale che il 31 marzo 2010 ha rilasciato il permesso di costruzione, affermando che il bene poteva essere tutelato ‘attraverso la piantumazione di vegetazione nella parte retrostante la fontana’. La Soprintendenza di Lecce che, pur avendo manifestato a lungo l’intenzione di sottoporre l’area a vincolo indiretto, si muoveva tardivamente contro un permesso già rilasciato senza che ‘risultassero percepibili le ragioni di tutela del residuo pregio dei luoghi. Il sindaco più volte sollecitato da Italia Nostra a esprimersi sulla questione. Gli assessori del settore presenti e passati che si dolgono degli scempi perpetrati dai predecessori, ma percorrono la stessa via”.

Infine il richiamo nella sentenza del Consiglio di Stato che affibbia ai vari poteri locali una parte delle responsabilità nell’esito della vicenda a favore del proprietario dell’area retrostante il monumento. “Infatti la sentenza del Consiglio di Stato afferma ‘… una situazione determinata da anni di ritardo, nell’assumere iniziative di salvaguardia del sito circostante al bene culturale ed affrontata, infine, senza precisa considerazione dell’intervenuta trasformazione del territorio e dei diritti nel frattempo maturati. … dopo anni di carenza di interventi di tutela, in un territorio ormai intensamente urbanizzato …’. Ora come negare una licenza di costruzione?”, conclude amaramente Italia Nostra.

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