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Compagnia Guardia di Finanza di Ostuni

Compagnia Guardia di Finanza di Ostuni

La cricca delle false fatture: un arresto e due denunce

OSTUNI - Emetteva fatture false a beneficio di operatori economici consenzienti. Per il trentaquattrenne imprenditore edile ostunese Francesco Susco, già in carcere con l’accusa di aver orchestrato una truffa in danno di alcuni suoi fornitori, nuova tegola giudiziaria. Denunciati a piede libero, anche due operatori commerciali del posto, utilizzatori finali delle fatturazioni taroccate.

OSTUNI - Emetteva fatture false a beneficio di operatori economici consenzienti. Per il trentaquattrenne imprenditore edile ostunese Francesco Susco, già in carcere con l’accusa di aver orchestrato una truffa in danno di alcuni suoi fornitori, nuova tegola giudiziaria. Denunciati a piede libero, anche due operatori commerciali del posto, utilizzatori finali delle fatturazioni taroccate. 

Questo, in sintesi, il bilancio dell’attività investigativa condotta dai militari della Compagnia della Guardia di finanza di Ostuni, che in mattinata hanno eseguito nei confronti di Susco una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip Eva Toscani su richiesta del Pubblico ministero Raffaele Casto.

Il provvedimento firmato dall'Autorità giudiziaria di Brindisi è il frutto di una indagine curata dalle Fiamme Gialle della Città bianca, guidate dal comandante Massimo Otranto, che ha consentito di fare luce su un giro di false fatture emesse dall'impresa edile di Susco. Operazioni inesistenti, per circa 200.000 euro, quelle sulle quali i finanzieri hanno concentrato le attenzioni.

In tal modo l'imprenditore avrebbe favorito un paio di operatori economici permettendo loro di ottenere un risparmio sulle imposte sui redditi e sull'Imposta sul valore aggiunto.

Il titolare della ditta edile, inoltre, è accusato anche di aver occultato tutte le scritture e la documentazione obbligatoria prevista dalle norme fiscali.

Susco è detenuto in carcere dal novembre scorso. In quella circostanza l´attività inquirente, partita grazie alla denuncia del legale rappresentante di una società barese specializzata nella vendita di condizionatori d´aria e macchine termotecniche, aveva consentito di smascherare una macroscopica truffa messa su dall’imprenditore ostunese in concorso con il socio in affari, Angelo Cavallo (anch’egli tuttora in carcere).

I due, dopo i primi contatti via mail, avevano tessuto trattative con l’ufficio commerciale dell’impresa barese, vantando false generalità e contando sull’appoggio di un prestanome: D.N., 33 anni, un contadino di San Vito dei Normanni “spacciato” per geometra e promosso a titolare di una fantomatica impresa, la “Edil Progress”, con sede sociale a San Vito dei Normanni.

Raggiunta l’intesa commerciale, il “gatto e la volpe” fissarono l’appuntamento, facendo sì che il malcapitato fornitore trasportasse e scaricasse in un deposito di Carovigno merce per un valore di circa centomila euro. Pagamento alla consegna: con assegni puntualmente scoperti.

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