Cronaca

Narcotraffico e bionde scoperti dopo la morte del geometra, 22 imputati

L'Antimafia chiede il processo dopo aver chiuso l'inchiesta che ha svelato il mistero del naufragio in cui perse la vita Vittorio Danese: doveva caricare sigarette da Valona. Cocaina da Turchia e Olanda. Accusa confermate per un dipendente del Comune e un Lsu. Uno irreperibile

BRINDISI – Ventidue brindisini sono imputati con l’accusa di aver creato un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga e di bionde dall’Albania, scoperta dalla Dda di Lecce dopo il naufragio in cui perse la vita il geometra Vittorio Danese. L’Antimafia ha chiesto il processo per tutti confermando l’ipotesi inizialmente imbastita sulla base delle indagini svolte dalla Guardia di Finanza.

Il pm Alessio CoccioliIl cadavere del professionista, già titolare di un’impresa edile a Brindisi, venne trovato al largo delle coste della Croazia. La sera del 18 marzo 2013 noleggiò uno scafo tipo Thompson lungo dieci metri, cabinato spinto da due motori da 200 cavalli,  e partì alla volta del Paese delle Aquile nonostante il mare fosse in condizioni proibitive. Con Danese c’era un cittadino albanese, Teodoraq Rexhepaj, anche lui morto nel naufragio: fu il primo a essere trovato in mare senza vita, a distanza di qualche settimana il mare restituì il cadavere di Danese, riconosciuto da un tatuaggio.

Stando alle conclusioni dell’inchiesta coordinata dal m Alessio Coccioli (nella foto) e  partita all’indomani della tragedia, Antonio Baldassarre, Francesco Calamo, Mario Cofano, Walter Ferrero, Cosimo Lavino, Antonio Natola e Gioacchino Passaseo avrebbero “tentato di introdurre nel territorio italiano ingenti quantitativi di sigarette di contrabbando”. L’operazione – si legge nella richiesta di rinvio al giudizio del Tribunale – non andò a buon fine perché i due deputati al trasporto, Danese e Rexhepaj, trovarono la morte. Calamo, Cofano, Natola sono indicati come fornitori, Ferrero come acquirente che avrebbe incaricato per la distribuzione Passaseo per il mercato di Lecce, mentre per quello di Brindisi ci sarebbero stati Baldassarre e Lavino.

L’accusa legata al traffico di droga è contestata ad Antonio Baldassarre, Stefano Balestra, Francesco Calamo, Angelo Catapano, Cosimo Contestabile, Carlo Di Palmo, Daniele Di Palmo, Walter Ferrero, Nicola Giuliano, Cosimo Lavino, Antonio Natola, Franco Benedetto Russo e Domenico Saponaro. Il ruolo di promotori è stato contestato a Ferrero, Lavino, Natola e Calamo. Il sodalizio commercializzava a Brindisi e a Taranto marijuana e hashish.

I finanzieri, in un’occasione, il 25 luglio 2013, sequestrarono quasi venti chili di hashish e arrestarono in flagranza di reato Walter Ferrero (foto accanto) al quale viene contestato un altro fatto reato in concorso con uomo di origine colombiana, Alexander Adolfo Riviera Gutierrez. Il colombiano, secondo l’accusa, avrebbe ritirato il 26 maggio 2013 a Milano da “connazionali non identificati, un campione di droga, del tipo cocaina, consegnato il successivo 30 maggio, al brindisino Ferrero per farlo testare al fine di poter attuare un traffico di stupefacenti della stessa specie, nell’ordine di due-tre chili per ogni viaggio”.

Nello stesso periodo di tempo, sempre stando alle conclusioni dell’inchiesta della Dda, ci sarebbe stata un’altra associazione finalizzata al traffico di droga proveniente dalla Turchia. Di questo sodalizio avrebbero fatto parte: Antonio Baldassarre, Salvatore Cicoria, Hizir Civelek, Carmelo Cristallini, Giovanni Flores, Salvatore Lippi, Fehmi Ozturk. Al mese venivano trasportati 60 chili.

In alcune conversazioni intercettate in auto, Hizir Civelek avrebbe riferito ai brindisini Giovanni Flores e Salvatore Lippi di “essersi occupato della spedizione in Olando di cento chili di droga, facenti parte di una spedizione più ampia di 800 chili, in attesa di essere spedita, trasporto per il quale avrebbe dovuto guadagnare 250mila euro”. L’ambientale risale al 17 maggio 2013.

Gli imputati sono tutti a piede libero, Civelek è irreperibile. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Daniela d’Amuri, Laura Beltrami, Giuseppe Guastella, Ladislao Massari, Luca Marzio, Vincenzo Pennetta, Giuseppe Conversano, Giampiero Iaia, Pietro Balestra, Giuseppe Sernia, Giacomo Lombardi, Andrea Silvestre, Maria Carmen Castellana, Giovanni Errori, Danilo Cito Martino, Diego Mansi, Giampiero Ferrando, Fabio Falco, Enso Sapia, Giuseppe Martino e Giuseppe Sabatelli.

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