Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

La Francia chiude le porte ai vegetali pugliesi a rischio Xylella

La Francia mette al bando alcuni vegetali a rischio Xylella provenienti dalla Puglia. E' quanto da un decreto firmato oggi dal ministro dell'Agricoltura transalipino Stephane Le Foll, che entrerà in vigore a partire da lunedì prossimo (6 aprile). Il divieto, che sarà pubblicato domani, riguarda gli scambi intra-europei con la Puglia

BRINDISI – La Francia mette al bando alcuni vegetali a rischio Xylella provenienti dalla Puglia. E’ quanto da un decreto firmato oggi dal ministro dell’Agricoltura transalipino  Stephane Le Foll, che entrerà in vigore a partire da lunedì prossimo (6 aprile). Il divieto, che sarà pubblicato domani, riguarda gli scambi intra-europei con la Puglia e le altre zone in cui è segnalata la presenza del batterio di vegetali che possano essere sensibili al contagio. Inoltre prevede il rafforzamento di un piano di controllo su tutto il territorio transalpino.

Un comunicato francese precisa che in Francia non è stata ancora segnalata la presenza dell'agente patogeno. Le Foll, secondo quanto riferisce il suo ministero, ha sollecitato il 16 gennaio scorso misure europee per affrontare la situazione, ma al momento non queste misure sono ancora "in corso di costruzione" e, quindi, Parigi ha deciso di prendere misure nazionali.

"E' un provvedimento che viola la decisione comunitaria. Ci aspettiamo un immediato intervento del governo contro il provvedimento adottato da un altro stato membro dell'Unione, che, attivando una misura di salvaguardia, viola la decisone comunitaria e si pone in procedura di infrazione, creando un grave danno all'economia della Puglia". Così il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che oggi ha scritto una lettera al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e al ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, dopo aver appreso della decisione della Francia di vietare le importazioni di vegetali, a rischio Xilella, dalla Puglia.

Per Vendola "la misura francese appare eccessiva anche rispetto alla proposta di modifica della decisione comunitaria in discussione il 27 e 28 aprile a Bruxelles, e quindi fortemente sbilanciata verso l'interesse economico e commerciale di un altro paese membro. Non ci stupiremmo - ha scritto Vendola - che l'esempio francese, se non adeguatamente contrastato, fosse seguito da altri Stati membri, magari vietando l'importazione da tutta l'Italia di materiale vegetale. Non è superfluo evidenziarVi poi che l'area infetta delimitata riguarda la sola provincia di Lecce e non tutta la Puglia e che la decisione in atto limita già il trasferimento dei materiali vegetali dalle aree delimitate, in osservanza della direttiva comunitaria 2000/29 e del d.lgs 214/2005".

Per il senatore Salvatore Tomaselli, Pd,  "Si tratta di un fatto gravissimo che danneggia l'immagine della nostra terra e dei nostri prodotti, per la cui tutela gia' in queste ore abbiamo sollecitato un intervento del governo nazionale”.

“La gravissima iniziativa che viene dalla Francia – prosegue Tomaselli - dimostra, ancora una volta, la necessità di bloccare quanto prima l'espansione di questo vero e proprio 'flagello' che sta minando il paesaggio, l'ambiente e l'economia del nostro territorio. E' per questo che chiedo di dare attuazione senza più indugi al Piano che è stato di recente definito ed approvato e che va immediatamente realizzato nelle sue linee d'azione principali (aratura dei terreni, utilizzo mirato di fitofarmaci/insetticidi già in uso nel settore per altre patologie ed eradicazione delle piante infette) verrà il tempo per definire le responsabilità ed ulteriori quanto necessari approfondimenti; mentre e' scaduto il tempo per i 'Santoni' e per chi sta tentando di strumentalizzare la vicenda a fini politici".

Per Tomaselli "questo atteggiamento va a scapito della difesa dell'immenso patrimonio di ulivi della nostra regione- conclude Tomaselli- è necessario recuperare il tempo perduto ed attivare tutte le misure utili per la lotta all'eradicazione di una malattia che ha già disseccato migliaia di olivi salentini ed azzerato il reddito di centinaia di aziende olivicole, cooperative e frantoi in un'area che da sempre ha nell'olivicoltura la principale attività economica".

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