Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

La gioia di un padre a cui erano stati tolti i figli: “Finalmente posso riabbracciarli”

Riceviamo e pubblichiamo una lettera che racconta la storia di un genitore che dopo una lunga battaglia legale durata diversi anni, è riuscito a riottenere la possibilità vedere i propri figli

SAN PIETRO VERNOTICO - Riceviamo e pubblichiamo una lettera che racconta la storia di un genitore che dopo una lunga battaglia legale durata diversi anni, è riuscito a riottenere la possibilità vedere i propri figli. Possibilità tolta da un provvedimento giudiziario che lo giudicava “persona affetta da patologia psichica e con capacità genitoriali compromesse”.

“Dal 2006 al 2009 ho avuto una relazione sentimentale con una donna straniera, trasferitasi in Italia per lavoro, e con la quale ho convissuto per tre anni. Da questa relazione sono nati due bambini, un maschio nel 2007 ed una femmina nel 2010. Da quando io e la madre dei miei figli abbiamo interrotto la nostra relazione ho vissuto un vero e proprio calvario a causa di provvedimenti giudiziali che riducendo al minimo le mie capacità genitoriali mi hanno tenuto per tanti anni lontano dai bambini.

Per quanto riguarda il figlio più grande, lo stesso ha vissuto con me e con la madre fin quando siamo stati insieme, mentre da quando ci siamo separati inizialmente mi fu concessa la possibilità di vederlo e tenerlo con me tre volte a settimana (con la possibilità di farlo anche pernottare presso la mia abitazione), poi dal 2015, a causa di una ordinanza del tribunale dei minori di Lecce che mi giudicava persona affetta da patologia psichica e con capacità genitoriali compromesse, il bambino mi è stato praticamente strappato con enorme sofferenza sia per me che per il minore che ancora si chiede perché per tanto tempo non abbia potuto vedere il suo papà.

Per quanto riguarda la bambina, nata nel 2010 in un periodo in cui tra me e la madre c'era stato un riavvicinamento, sia la madre che i provvedimenti giudiziari mi hanno di fatto finora impedito di vederla sin dalla nascita, se non in rarissime e sporadiche occasioni. Nonostante le enormi sofferenze patite per essere stato allontanato dai miei bambini non mi sono perso d'animo ed ho intrapreso coi miei legali (assistito dall'avvocato Orlando Nasta, ndr) e consulenti un lungo e dispendioso percorso legale che mi ha portato ad agire davanti a tutti gli organi competenti al fine di ottenere il riconoscimento dei miei diritti di padre.

Dopo anni di buio finalmente nel 2016 sono tornato a vedere  la luce in quanto un'ordinanza della Corte D'Appello, che ha totalmente annullato e ribaltato quella precedente, mi ha giudicato persona assolutamente non affetta da patologie psichiatriche e pienamente idonea a svolgere il ruolo di padre restituendomi il diritto di esercitare la potestà genitoriale nella stessa misura in cui può farlo qualunque altro genitore separato dal partner.

Anche se il mio scopo principale era quello di riabbracciare i miei figli, a breve valuterò i percorsi giudiziari da intraprendere per chiedere il ristoro di tutti i danni subiti da me e dai miei bambini a causa di questa assurda vicenda. Il messaggio finale che intendo lasciare a tutti i genitori che vivono situazioni simili alla mia  è quello di lottare con tutte le proprie forze, e di non arrendersi davanti alle ingiustizie, per potere godere del dono più bello che la vita può darci: i nostri figli”.

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