rotate-mobile
Cronaca

La giudecca di Brindisi e le vicissitudini delle comunità ebraiche salentine

La storia, la cultura e la sapienza ebraica in Terra d'Otranto sono state ricordate giovedì con un convegno organizzato dalla sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia

BRINDISI - La storia, la cultura e la sapienza ebraica in Terra d’Otranto sono state ricordate giovedì con un convegno organizzato dalla sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia. Il XXXII colloquio di Ricerca storica, che ha avuto il patrocinio del Comune, della Provincia di Brindisi e della Comunità ebraica di Napoli, si è svolto nel pomeriggio a Palazzo Nervegna, ed ha visto la partecipazione oltre che degli studiosi della sezione locale della Società di Storia Patria, anche di esperti di ebraismo meridionale.

Ad introdurre i lavori del convegno, moderato da Marco Leo Imperiale dell’Università del Salento,  è stato l’avvocato Cosimo Yehudah Pagliara, delegato della Comunità ebraica di Napoli per la Puglia e la Basilicata, che ha ricordato come la Comunità di Napoli rappresenti in realtà non solo quella del capoluogo campano ma anche tutte le comunità diffuse (ed emergenti) nel Meridione. Pagliara ha quindi proseguito leggendo una parte del capitolo 37 della profezia di Ezechiele, dal versetto 1 al 14,  e ricordando le due giornate più importanti per gli ebrei, lo Yom HaZikaron, la giornata del ricordo dei caduti in guerra e delle vittime del terrorismo, e lo Yom HaAtzmaut, la giornata in cui si festeggia la nascita dello Stato di Israele (avvenuta nel 1948), celebrate il 5 e 6 maggio da tutte le comunità ebraiche.

Da sinistra, Rossella Schirone, Marco Leo Imperiale e Benedetto Ligorio-2A parlare della cospicua presenza ebraica ad Otranto e nel Salento meridionale nel XII secolo è stata la professoressa Rossella Schirone della Facoltà Teologica Pugliese, con un excursus sulla condizione degli ebrei sotto il dominio bizantino (e le persecuzioni attuate da Basilio I che cercò con la forza di convertirli), il dominio normanno-svevo, quando con Federico II gli ebrei vissero un periodo di relativa protezione e privilegi, e proseguendo poi con le conversioni forzate del dominio angioino e il dominio aragonese, quando gli ebrei riacquistarono piena libertà di movimento e attività.  Con gli editti emanati tra il 1510 e il 1541 sarà sancita la fine della presenza ebraica nel Salento.

Benedetto Ligorio-2Benedetto Ligorio della Società di Storia patria per la Puglia ha invece proposto una panoramica sulla storiografia jugoslava e, successivamente, croata, sui rapporti economici intercorsi tra gli ebrei pugliesi e la repubblica di Dubrovnik. La professoressa Maria Pia Scaltrito della rivista Eirene ha proposto la biografia di un medico ebreo, Salomone Origer,  che dalla Provenza giunse, alla fine del Quattrocento, a Molfetta. Di Origer si ha notizia attraverso alcuni documenti notarili del XV secolo, nei quali sono descritti il saccheggio della giudecca di Arles del 7 giugno 1484 e l’uccisione nel Rodano di alcuni ebrei, l’accordo del 9 febbraio 1487 nella sinagoga di Aix, quando dopo contese e trattative gli ebrei fuggiti dalla Provenza tornarono indietro perché le autorità, per non perdere i proventi, ne pretesero il ritorno. Di Origer si ha ancora notizia nel 1490, sempre a Molfetta, quando fece richiesta di sottoporsi agli esami per esercitare la professione di medico nel Regno di Napoli e, ricorda ancora la professoressa,  in documento del 1494 della Regia Camera della Sommaria, organo amministrativo del Regno di Napoli.  

Giacomo Carito-3A concludere il XXXII colloquio di ricerca storica è stato Giacomo Carito, che ha parlato della storia della presenza ebraica a Brindisi, unica città pugliese citata nella Mishnàh. Carito, partendo dal ricordo della fuga degli ebrei tra le due guerre mondiali e il loro passaggio dal porto di Brindisi, ha parlato del concetto di giudecca che in città era localizzata vicino al porto. La comunità ebraica interagiva con la comunità brindisina. Carito ha poi  ricordato il decreto di Onorio per l’ammissione alle cariche municipali degli ebrei, i diversi testi che riferirono dei dibattiti fra ebrei e cristiani nel Salento del secolo XI, la figura di Shabbetay Donnolo, ebreo nato ad Oria (913-982)  che fu coinvolto nel saccheggio della città, e il manoscritto ebraico della Mishnah del secolo XI che contiene glosse in vernacolo salentino  rappresentando quindi la prima attestazione del nostro dialetto.

Dopo il 1541 e quindi dopo gli editti che mandarono definitivamente via gli ebrei dal Regno di Napoli, anche a Brindisi non vi fu più traccia di presenza ebraica sino al XVIII secolo, quando si ebbe un tentativo di ricostruire la comunità, tentativo che però non ebbe buon esito. Carito ha concluso il suo intervento evidenziando come la storia della comunità ebraica non sia stata mai separata dalla storia della città.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La giudecca di Brindisi e le vicissitudini delle comunità ebraiche salentine

BrindisiReport è in caricamento