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Alloggi comunali occupati abusivamente, in arrivo la sanatoria

Il Comune dice sì alla regolarizzazione: “Situazione abitativa emergenziale”. La proposta approvata in giunta sulla base di una recente legge regionale

BRINDISI- C’è un’opportunità per i brindisini che hanno occupato abusivamente un alloggio popolare: il Comune ha dato il via libera alla “sanatoria” sulla base della previsione contenuta in uno dei recenti interventi della Regione Puglia in materia di locazione. La buona nuova arriva direttamente da Palazzo Nervegna dove ieri si è riunita la giunta  per l’approvazione della proposta che ha presentato lo stesso sindaco Mimmo Consales, sulla base della relazione del dirigente del settore Casa e Patrimonio, Nicola Zizzi.

Votazione unanime, per alzata di mano degli assessori presenti, evidentemente tutti d’accordo nel sostenere la necessità di un intervento di regolarizzazione della città di Brindisi. Al momento, quindi, è stato deliberato l’indirizzo politico necessario per avviare la procedura amministrativa che si perfezionerà nelle prossime settimane, probabilmente già entro la fine di questo mese, con la pubblicazione dell’avviso pubblico nel quale saranno riportati tutti i requisiti necessari per essere ammessi alla sanatoria.

Il punto di partenza è costituito da quanto di recente ha legiferato la Regione, più esattamente dalla “legge numero 10 del 7 aprile 2014”, pubblicata il giorno successivo, contenente la “nuova disciplina per l’assegnazione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica” . La previsione di una sanatoria è contenuta nel “secondo comma dell’articolo 20” destinato alla “regolarizzazione degli alloggi occupati senza titolo”, demandando agli enti gestori l’assegnazione in “favore dei nuclei familiari che li occupano abusivamente, al di fuori della graduatoria”.

“L’annosa ed emergenziale situazione abitativa in cui versa la città di Brindisi implica l’adozione di un provvedimento da parte di questa amministrazione comunale di attivazione delle procedure offerte, in linea con quanto legiferato dalla Regione”, si legge nella relazione. “Tale iniziativa ha lo scopo non solo di preservare il già precario ordine pubblico presente in certi quartieri periferici, ma anche di far emergere le situazioni di irregolarità abitativa presenti negli alloggi popolari, in alcuni casi ignoti all’ente”.

Un recente censimento condotto dal Comune  partendo dagli elenchi degli alloggi di proprietà, avrebbe portato a scoprire situazioni di occupazioni abusive esistenti da anni, come nel caso di alloggi in cui vivono i figli degli assegnatari, nel frattempo deceduti, quasi fossero parte di una eredità lasciata alla famiglia. O ancora casi legati al mercato nero delle cessioni degli alloggi popolari: sono frequenti anche le situazioni in cui i vigili urbani hanno accertato la presenza all’interno dell’immobile di persone differenti dagli aventi titolo che sostenevano di aver riscattato le abitazioni.

Nei casi in cui sono state accertate violazioni simili, è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica, sfociata poi in processo. Nella relazione presentata dalla giunta, il dirigente dell’Ufficio Casa ha anche voluto ricordare qual è la realtà nei casi in cui c’è l’intervento dei vigili urbani per dare esecuzione alle ordinanze di sgombero adottate nei confronti degli abusivi, perché spesso “ci sono manifestazioni di protesta che turbano non poco l’ordine pubblico”. Episodi che vengono raccontati dalle cronache.

Sulla base di queste considerazioni, quindi, il Comune di Brindisi ha deciso di riconoscere la possibilità di regolarizzazione del rapporto locativo, la cosiddetta sanatoria, in favore di quanti occupano sine titulo un alloggio di proprietà dell’amministrazione cittadina o una casa parcheggio. Il prossimo passo sarà la pubblicazione del bando.

E a proposito di emergenza abitativa va registrata la proposta del Forum Ambiente Salute Sviluppo di Brindisi, che prpone di ospitare i senza casa negli alloggi confiscati alla criminalità. "La cronaca continua a consegnarci storie di famiglie private di abitazione che vivono in garage, in automobile, da parenti. E questo mentre incalza la stagione fredda. Situazioni che si accompagnano anche a racconti di seri problemi  familiari,  malattie, appuntamenti in ospedale per cure complesse e disagi di vario genere", si legge in un comunicato dell'associazione.

"La soluzione potrebbe essere  l'uso dei beni confiscati alla mafia. Nel solo Comune di Brindisi, si tratta di 106 immobili (36 appartamenti in condominio, 26 box e garage, 12 locali, 5 abitazioni, 2 fabbricati, 6 ville, 1 capannone, 3 terreni agricoli, 2 con fabbricazione rurale, 2 edificabili) e 11 aziende. L'amministrazione comunale alcuni li ha già presi in carico - si legge ancora nella nota - per  altri deve ancora farlo. Ma quanti di questi  immobili sono stati assegnati? E' stato fatto un bando perchè enti e associazioni possano presentare loro proposte di gestione?".

"Si tratta di una risorsa pubblica che non può essere sprecata nell'abbandono - conclude la nota - o come  reso noto da recenti servizi televisivi, relativi a grandi città, lasciati di fatto nelle disponibilità di coloro che li occupavano. Peraltro la povertà e l’emarginazione sono anche le conseguenze della criminalità e della corruzione. Sarebbe perciò un segnale forte e significativo se proprio i beni confiscati alla mafia, come già avvenuto con il Cag e lo Sprar di Tuturano e Brindisi venissero  messi a disposizione dei senza tetto".

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