menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Un campo fotovoltaico presso Mesagne-2

Un campo fotovoltaico presso Mesagne-2

La "lobby del fotovoltaico" va a processo

BRINDISI - La lobby del fotovoltaico, quella “cellula” composta da imprenditori spagnoli e italiani che intendeva trasformare il Brindisino in una distesa di silicio, aggirando sistematicamente la normativa di settore, va alla sbarra

BRINDISI - La lobby del fotovoltaico, quella “cellula” composta da imprenditori spagnoli e italiani che intendeva trasformare il Brindisino in una distesa di silicio, aggirando sistematicamente la normativa di settore, va alla sbarra. Inizierà infatti 28 marzo prossimo, dinanzi al Tribunale di Brindisi in composizione collegiale, il processo a carico di 10 persone fisiche e 17 società per cui vi è stato decreto di giudizio immediato (custodiale) del gip Paola Liaci su richiesta del pm Nicolangelo Ghizzardi che ha indagato su un enorme raggiro nel settore dell’edificazione nel Brindisino di parchi fotovoltaici. Un’altra persona sarà giudicata con rito abbreviato il primo luglio prossimo.

Le persone imputate furono sottoposte a custodia cautelare il 19 settembre del 2013 in un’operazione congiunta di guardia di finanza, Noe dei carabinieri e corpo forestale dello Stato. In tutto erano 24 gli indagati, tra cui anche tecnici del Comune di Brindisi per i quali l’inchiesta continua. Il Comune ad ogni modo insieme al Gse, alla Regione Puglia è stato individuato come parte offesa.

Le accuse a vario titolo sono di associazione per delinquere finalizzata al fittizio frazionamento di campi fotovoltaici, con reati urbanistici connessi, e indebita percezione di incentivi pubblici. Fu contestualmente eseguito il sequestro preventivo ed il distacco dalla rete di 27 impianti fotovoltaici, per una estensione di 120 ettari, assieme al sequestro conservativo per equivalente di patrimoni per 7 milioni di euro, e il blocco presso il Gestore dei Servizi Energetici di altri 300 milioni di incentivi non ancora erogati. Dietro il meccanismo illecito c’era il fondo di investimento Global Solar Fund.

Si trattava di una piramide. Al vertice una società con sede in Lussemburgo, fondata e amministrata da uno spagnolo di cui si sono perse le tracce da tempo, J. I. R. L., ricercato e coinvolto in altre inchieste sul fotovoltaico, sparito nel nulla dopo aver garantito con 560 milioni di euro di bund tedeschi ‘inesistenti’ un investimento cinese in Puglia, quello del colosso Suntech, maturato dopo la stretta di mano fra Silvio Berlusconi e il primo ministro cinese Wen Jiabao.

Poi una serie di ramificazioni di società e aziende varie che procedevano materialmente a sfruttare fino all’osso il territorio brindisino e il suo bel sole. Impiegando manodopera straniera ridotta quasi a schiavitù. “Molti degli impianti – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare – sono stati realizzati su terreni di un unico proprietario, la società Agricola Energetica Europa, che li ha ceduti in locazione ventennale alle società proprietarie delle impianti”. E’ così che erano certi di sfuggire alla contestazione di lottizzazione. Affitto ventennale, ma non vendita. Gli impianti si trovano a Brindisi, Tuturano (nel Sito di interesse nazionale perché area inquinata), Francavilla Fontana e Cellino San Marco, tutti comuni del Brindisino, per un totale di 120 ettari. La gran parte di essi era stata realizzata con un illecito frazionamento ma sempre con gli stessi tecnici e direttori dei lavori, metodo che consentiva di aggirare la normativa regionale, da società tutte legate fra loro e controllate dalla Gfs in una gerarchia piramidale.

“Nel novembre 2010 – disse l’esperto agli inquirenti – venne in Italia il primo ministro cinese, Wen Jiabao che a Villa Madama firmò 11 accordi bilaterali tra Cina e Italia con l’allora primo ministro italiano (Silvio Berlusconi, ndr)”. “Sempre in tale contesto – proseguì – sulla base di quanto riferitomi da colleghi è stato firmato un accordo che riguardava il Gsf (società coinvolta nell’inchiesta, che a quanto pare controllava tutte le altre aziende che avevano materialmente realizzato i parchi) a firma tra gli altri di China Development Bank e lo stesso Gfs. Tali accordi avevano valenza meramente politica ma rappresentavano per i cinesi una sorta di comunicazione di gradimento agli eventuali investimenti in Italia”.

Tutti a giudizio, ora,  coloro che si trovavano agli arresti al momento della richiesta, andranno a processo. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Massimo Manfreda, Federico Massa, Nicola Apa, Nino Isgrò, Ambra Giovene, Luigi Giuliano, Ugo Colonna

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Asl Brindisi: avviso pubblico per l'incarico di direttore generale

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento