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Società/ Contro la violenza mutare modelli e valori impartiti ai bambini

È un giorno felice quello donatoci oggi, martedì 25 novembre, dai bambini delle scuole appartenenti all'istituto comprensivo Sant' Elia-Commenda di Brindisi. In Piazza Raffaello centinaia di bambini e ragazzi, assistiti dai loro insegnanti e ascoltati dai loro genitori, hanno espresso con il loro linguaggio vitale, dolce e naturale, i Diritti fondamentali istituiti dalla Convenzione Onu nel 1989

È un giorno felice quello donatoci oggi, martedì 25 novembre, dai bambini delle scuole appartenenti all'istituto comprensivo Sant' Elia-Commenda di Brindisi. In Piazza Raffaello centinaia di bambini e ragazzi, assistiti dai loro insegnanti e ascoltati dai loro genitori, hanno espresso con il loro linguaggio vitale, dolce e naturale, i Diritti fondamentali istituiti dalla Convenzione Onu nel 1989.

Sono passati venticinque anni da quel 20 novembre, giorno in cui è stata posata una pietra miliare all'insegna della civiltà e del riconoscimento dello spazio psicologico necessario a ciascun fanciullo affinché possa crescere nel pieno delle sue potenzialità emotive e cognitive. La figura del bambino era un'entità quasi sconosciuta sino a due generazioni addietro: non esistevano attività ludiche, diritto allo studio, festività e scuole da scegliere, i genitori educavano i propri figli a diventare subito adulti, pronti a sostenere i bisogni familiari.

L'infanzia è qualcosa di relativamente nuovo ed é per questo che nasce il bisogno di rafforzare una visione che tuteli questa fascia d’età. Basti pensare a molti paesi in via di sviluppo, alle periferie degradate presenti anche in Italia: insomma, ci sono ancora troppi luoghi dove quanto stabilito nel 1989 fatica a prendere piede. Un articolo della convenzione molto importante, l'art. 12, sancisce il legame indissolubile tra il bambino e la sua vita quotidiana, in particolare sulla tutela dei legami familiari, dell’educazione, della scuola e della salute.

La manifestazione odierna di Piazza Raffaello ha lo scopo di sensibilizzare ed ribadire che queste tutele non possono più esser sottovalutate. I fortunati presenti hanno potuto ascoltare le poesie interpretate dai bambini, i loro sogni all'insegna della legalità, della salute e dell'ambiente, e la citazione di questi valori va oltre la mera espressione di diritti mai totalmente acquisiti. Opportunamente stimolati, i bambini delle scuole “Crudomonte”, Via Mantegna e Via Modigliani, hanno ribaltato i ruoli che convenzionalmente vengono loro assegnati.

É risaputo che parte della crescita psicologica del fanciullo dipende dal modello a cui si ispira. Lo psicologo Bandura chiama tale processo “modelling”, facendo riferimento all’apprendimento tramite osservazione  dei comportamenti e degli atteggiamenti delle figure significative. Oggi gli studenti hanno preteso un modello virtuoso che la nostra società non esprime.

Il successo di questa iniziativa é attribuibile alle risorse dei ragazzi, alla potenza della loro genuinità, ma anche al desiderio di una dirigente scolastica che ha avuto il coraggio d'investire in loro, di creare una rete di servizi e opportunità per togliere gli adolescenti dalla strada e dai rischi di un tessuto sociale non sempre privo di ombre.

La preside Lucia Portolano, dirigente dell’istituto Sant’Elia-Commenda, sottolinea l'importanza della legalità, del rispetto altrui, in questa giornata dedicata anche alle numerose donne vittime di violenza. Il legame tra infanzia e condotte adulte é sin troppo semplice. Gli esempi negativi dati al fanciullo, l'esposizione ai comportamenti violenti osservati nel proprio contesto culturale, o addirittura familiare, contribuiscono alla crescita di un possibile adulto problematico.

 A farne le spese sono le numerose donne che sopportano in silenzio le vergognose violenze fisiche e psicologiche perpetrate da esseri violenti travestiti da compagni. Queste donne, spesso, sono vittime anche del contesto culturale in cui vivono: la prevaricazione subita va di pari passo al senso di colpa e al desiderio di salvare il salvabile agli occhi degli estranei. Quasi che la metamorfosi sia la sola possibilità.

Si cade così in un vortice che rende ancor più difficile la via d'uscita offerta da professionisti e dai servizi presenti sul territorio (es. Centro Crisalide di Brindisi). É risaputo che l'Italia é un paese poco sensibile alla prevenzione, da cui scaturisce una corsa alla cura quando le possibilità di guarigione sono critiche. In virtù di ciò sono fondamentali le iniziative come la “Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne”, ma queste devono andare oltre sé stesse affinché non diventino un cerimoniale elencante situazioni pedisseque con un cambiamento più labile e fugace della vita dell’ibisco.

Ogni atto di violenza, verso chiunque, é il risultato di un'impulsività acquisita dagli stadi più precoci dello sviluppo della propria personalità, unita all’esposizione a modelli comunicativi che fanno del corpo il mezzo primario per esprimere le proprie sofferenze. Ecco il legame che unisce in modo incredibile e propositivo l'evento dei ragazzi delle scuole Sant'elia-Commenda, con la giornata a tutela delle donne.

Se non vogliamo il ripetersi delle stessi atti violenti, bisogna cambiare radicalmente i modelli e i valori di crescita subliminali che i bambini e gli adolescenti ricevono. Concetti facenti riferimento al ceffone utile, alla negazione dell’emotività fanciullesca, al “delitto d’onore” fanno parte di un’Italia che non esiste più e i nostri ragazzi, uomini e donne del domani meritano di esser preservati dalle debolezze di un passato che stenta a scomparire per sempre.

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