La marijuana ai tempi di Internet, arresti e denunce per gli acquisti on line

Tempi duri anche per i pusher, il world wide web ha soppiantato le tradizionali attività di spaccio in piazza, o “porta a porta” come pare si usasse fino a qualche tempo fa nel quartiere Sant’Elia. I carabinieri del reparto operativo di Brindisi e delle compagnie di Francavilla Fontana, San Vito dei Normanni e Fasano, nella notte scorsa hanno rovistato a tappeto sedici abitazioni in tutta la provincia, perquisizioni disposte dalla procura nell’ambito di una indagine sulla commercializzazione in rete dei semi di marijuana.

Semi di Cannabis e pistola sequestrati a Torre S.Susanna

Tempi duri anche per i pusher, il world wide web ha soppiantato le tradizionali attività di spaccio in piazza, o “porta a porta” come pare si usasse fino a qualche tempo fa nel quartiere Sant’Elia. I carabinieri del reparto operativo di Brindisi e delle compagnie di Francavilla Fontana, San Vito dei Normanni e Fasano, nella notte scorsa hanno rovistato a tappeto sedici abitazioni in tutta la provincia, perquisizioni disposte dalla procura nell’ambito di una indagine sulla commercializzazione in rete dei semi di marijuana.

Il blitz ha puntualmente dato i suoi frutti, soprattutto a Torre Santa Susanna, dove un 34enne, Vito Lucio Errico, è stato arrestato per coltivazione di marijuana, furto di energia elettrica e detenzione abusiva di arma clandestina. L’uomo, titolare di un noto locale pubblico della città, pare nutrisse una autentica passione per il giardinaggio, clandestino pure quello. In un cantuccio della cantina, protetto come un prezioso in cassaforte, i militari hanno scoperto nientemeno che una piccola serra, con lampade a vapore di mercurio e ventole per l'aspirazione dell'aria, attrezzata per la coltivazione della marijuana.

Modello “L’erba di Grace”, pellicola imperdibile per gli amanti del genere. Nella realtà, l’happy end è sempre tutt’altro che scontato. Il 34enne è finito in carcere, anche perché l'impianto elettrico dell'abitazione era allacciato abusivamente alla rete pubblica e fra una piantina e l’altra i carabinieri hanno scovato anche una pistola calibro 6,35 con due caricatori ed una cartuccia: una riproduzione fedele alterata ad arte e perfettamente funzionante. La passione per le serre faidate, non è affare squisitamente torrese. L’indagine della procura brindisina infatti, è appendice di una inchiesta avviata nel 2008 dai carabinieri di Merano (in provincia di Bolzano) che avevano scoperto alcuni siti web destinati alla vendita di semi di canapa e all'illustrazione delle tecniche di coltivazione.

Pagine virtuali dai nomi  inequivocabili: www.marijuana.it, www.semini.it, www.bilancediprecisione.it. Il gestore dei siti venne presto individuato in Matteo Filla, 37 anni, di Arco. Il 15 dicembre scorso il gup di Rovereto condannò il 37enne a due anni di reclusione per istigazione alla coltivazione di stupefacenti. Perché se è vero che i semi in sé non sono illegali, in quanto non contengono il principio attivo, lo sono invece la coltivazione delle piante e l'istigazione a questa attività.

L’epilogo giudiziario della vicenda non ha fermato gli antiproibizionisti, che proliferano da un capo all’altro della penisola, dall’Alto Adige giù giù, fino a Brindisi dove nel corso della stessa operazione di ieri notte i carabinieri hanno denunciato una 46enne del capoluogo, dipendente pubblica, trovata in possesso di due piantine oltre che di tutto il necessaire per il trattamento delle infiorescenze, un 23enne sempre di Brindisi con una collezione di semi di cannabis acquistati a mezzo internet e un 42enne brindisino, trovato in possesso di tre grammi di marijuana, essiccata e pronta per essere mescolata a dovere con il tabacco. Purchè, attenzione, sia femmina. Almeno così consigliano gli esperti.

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Sempre in tema di stupefacenti, i carabinieri hanno operato anche a Latiano, dove durante un controllo è stato arrestato il 42enne Damiano Risonola, fermato mentre era in auto, trovato in possesso di 15 grammi di hascisc suddivisi in cinque dosi e di tre grammi di eroina. Il grosso era a casa: altri 82 grammi di hascisc, bilancino di precisione e accessori vari, il tutto nascosto nel vano di una tapparella avvolgibile.

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