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Canile, Multiservizi lascia: “Il Comune non paga le fatture”

“L’Ente continua a rigettare senza motivo anche le richieste di rimborso somme sostenute per l’impianto di depurazione di sua competenza, non funzionante da un anno”. Per l’autospurgo debito di 50mila euro. La società avvisa: “Pericolo igienico-sanitario”. Bocciata la nomina di un direttore tecnico

BRINDISI – La Multiservizi lascia la gestione del canile dopo aver chiesto, invano, il rimborso di 50mila euro a titolo di costo sostenuto per riparare l’impianto di depurazione, nonché il pagamento di una serie di fatture e la nomina di un direttore tecnico.

“Non ci sono più le condizioni per andare avanti in virtù di immotivati rigetti di fatture e rimborsi”, hanno scritto l’amministratore unico, Francesco Trane, e l’avvocato interno della partecipata Daniela Cafaro, in una lettera per comunicare la decisione di passare la mano, dopo aver valutato costi e ricavi del servizio, affidato alla srl.

L’ago della bilancia è finito sulla rinuncia innanzitutto perché l’Amministrazione non ha mai restituito alla srl il costo sostenuto per l’impianto di depurazione chiamato “Ghost”, nonostante – si legge – è stato “accertato il mal funzionamento dello stesso sin dalla data di consegna, per cui non è imputabile alla Multiservizi”.

“Il protrarsi di siffatto mancato adempimento, da parte del socio, dei propri compiti, ha creato e continua a determinare una situazione oltremodo intollerabile”, hanno scritto Trane e Cafaro. “Si evidenzia che la mancata sostituzione dell’impianto, a distanza di oltre un anno dall’affidamento del servizio, ha visto lievitare i costi per la Multiservizi che ha dovuto ricorrere continuamente al servizio di autospurgo con una spesa mensile pari a 15mila euro, così arretrandosi nei confronti della ditta che fornisce servizio, di oltre 50mila euro”.

Il debito accumulato nel tempo ha “causato il secco e comprensibile rifiuto, opposto dalla ditta, a continuare nello svolgimento del servizio”. Trane e Cafaro, a questo punto, hanno avvertito: “Questa situazione è certamente foriera di grave pericolo igienico-sanitario, reso ancor più pressante in considerazione dell’attuale periodo caratterizzato da frequenti piogge”. E neve degli ultimi giorni.

A questo si aggiungono i costi per acquistare e trasportare acqua potabile al canile, dopo che i pozzi sono stati chiusi per ordinanza commissariale: “Da aprile a settembre, 22mila euro circa”. Anche queste somme sono state fatturate, così come le spese sostenute per “l’analisi delle acque, lo smaltimento delle carcasse e gli interventi extra del medico veterinario chiesti dal Comune e autorizzati”. Tutto “restituito senza motivazione”.

“Né esito o riscontro alcuno ha sortito la richiesta avanzata dalla Multiservizi per ottenere la nomina di un direttore tecnico, figura imprescindibile ed essenziale per lo svolgimento dei servizi affidati”

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